La guerra dei Rose

È il giocatore più atteso della stagione e dai Bulls, è stato ospite in Italia questa estate dividendo l’opinione pubblica, Adrien analizza D-Rose!

Se frequentate questo sito avrete certamente notato una certa insofferenza della redazione riguardo alla questione Derrick Rose.

Intendiamoci, è un giocatore straordinario, tendenzialmente umile (o comunque più umile di molti altri) e tutti siamo stati dispiaciuti da quello che gli è accaduto. 
Infatti, a ben vedere, non è stato Rose in se a picchiarci sul sistema nervoso, ma tutta l’operazione commerciale di Adidas e l’inevitabile cassa di risonanza creata da quel brutto, brutto, brutto mondo che è la stampa specializzata. Di cui noi facciamo parte.
L’investimento attuato sul #1 un maglia Bulls è stato importante, e ovviamente la casa delle tre strisce non avrebbe gettato nel gabinetto 260 milioni di paperdollari così, perché a uno parte un ginocchio.

Però lasciatelo respirare ‘sto ragazzo.

Da qui l’inevitabile tormentone del “torna, non torna, non è ancora al 500% quindi non fa dichiarazioni”, divertente, ma in fin dei conti chi ha dimostrato vera maturità in tutta questa faccenda sono stati la dirigenza Bulls, la squadra e Derrick Rose.
 Nessuno si è fatto prendere dal panico, o dalla voglia di dimostrare qualcosa, coach Tom Thibodeau (capro espiatorio della prima ora) è rimasto saldamente al suo posto, il management non ha ravanato eccessivamente nel mercato per cercare di mettere una pezza sul buco e Rose, dal canto suo, ha capito che davanti a lui ci sono ancora 15 anni di carriera buoni e non vale la pena di affrettare i tempi in nulla. Non come me che ho saltato la fisioterapia per i legamenti della caviglia e son tornato a giocare con almeno un mese di anticipo solo per prendere triple in faccia da Doc Abbati.

Ora D-Rose torna, per davvero, e ritrova una squadra sostanzialmente immutata rispetto a come l’aveva lasciata, capace comunque di raggiungere le semifinali di conference con le unghie e con i denti anche senza di lui.
La vera questione è capire se sarà il vecchio Rose o un nuovo Rose.
Tutti sperano di rivedere in campo l’MVP della stagione 2010/11, ma un’infortunio al crociato del ginocchio, anche in giovane età, può condizionare un atleta sia fisicamente che mentalmente.
Rose rischia di non poter più fare affidamento su quell’esplosività devastante che gli è valsa l’ammirazione di tutta la Lega. Quest’idea pare lo abbia portato a lavorare sul suo tiro durante il periodo di riabilitazione, nel tentativo di fornire ai suoi avversari una ragione sufficiente per accorciare le distanze in difesa.

Tatticamente parlando, un Rose diverso però potrebbe non servire ai Bulls, che necessitano di un giocatore dinamico in grado di spezzare le difese e creare gioco per i compagni e, partito Belinelli, questo ruolo è li che aspetta di essere riempito.
Occasionalmente la palla può passare per le mani di altri giocatori, come Deng, ma è inutile sottolineare che a Chicago mancano i giocatori in grado di esplodere quando l’attacco ristagna a metà campo.
Non serve dunque un’altro tiratore, o un giocatore che manovra dietro i blocchi, serve uno che copra il più rapidamente possibile gli ultimi 3 metri verso il canestro e faccia collassare gli aiuti difensivi su di lui.

Quale edizione di Rose vedremo in campo?

In ultimo c’è la questione economica, un Rose anche solo all’80% del suo rendimento potrebbe risultare eccessivamente “costoso” alla cifra di, in media, 19 Milioni di Fiorini d’Oro l’anno per le prossime 4 rivoluzioni intorno al Sole.
 Nella speranza di non rivedere un’altra sfiga in stile Grant Hill.

Sempre vostro, 

Adrien

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien

  • in your wais

    Personalmente Rose e tutto il Circo intorno mi hanno rotto le palle. Di sicuro non è colpa sua se da mattina a sera gli stanno sempre a chiedere “come ti senti”, da ormai 18 mesi a questa parte

    Tutto il circo mediatico è conseguente del suo valore, e quindi Derrick in qualche modo lo subisce solamente

    Resta il fatto che se fosse rientrato a Febbraio o Marzo, quando poteva, anche se non era al 100%, anche se non si sentiva sicuro, anche se il suo rendimento e le sue statistiche sarebbero state inferiori…si sarebbe tolto un sacco di pressioni e dubbi che ora invece si sono accumulati per altri 7-8 mesi

    Era stato dichiarato pronto per giocare, e mentre i suoi compagni cagavano sangue, e giocavano tutti incerottati, lui stava a frignare parlando di “memoria muscolare” e paura di non poter battere un raddoppio

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Detto questo, gli auguro di tornare più forte di prima, se ti piace il basket Rose non può non essere apprezzato

  • gasp

    Euguagliare Hill in sfiga è impossibile…
    Comunque spero che possa ritornare il Rose che conosciamo