Cuban: “Odiare Miami? Bene per L’NBA!”

Il proprietario dei Mavericks torna a parlare e lo fa a modo suo parlando dei Miami Heat e del clima d’astio attorno ai campioni in carica.

Mark Cuban è un personaggio singolare, stando ai racconti di Federico Buffa (e a Wikipedia) ha costruito la sua immensa fortuna partendo da zero. Un uomo che si è fatto da solo, come ne conosciamo tanti nella nostra cara, soleggiata, penisola. Poi la volta che il fisco americano ci metterà il naso ci faremo delle belle risate. Cuban ha recentemente dichiarato che “l’odio per gli Heat fa bene alla lega”.

Alcuni leggono dietro a questa dichiarazione il semplice assunto secondo il quale: non è importante se bene o male, l’importante è che se ne parli. Ma c’è di più. Gli attriti del proprietario dei Mavs con la franchigia della Florida non affondano le radici soltanto nella rivalità sportiva (finals del 2006), ma anche in quella imprenditoriale. I Miami Heat rappresentano ora quello che Ciccio-cha-cha-cha a tentato di mettere insieme per Dallas. Fallendo.

Si perché di talento per gli spogliatoi dell’American Airlines Arena, dal 2000 in poi, ne è passato fin troppo, senza però dare mai i frutti sperati: Steve Nash, Michael Finley, Juwan Howard, Dampier, Hardaway, Van Exel, Raja Bell, Antoine Walker, Jason Terry, Jerry Stackhouse, Darrel Armstrong, Jaminson e molte altri giovani di belle speranze che hanno rappresentato una scommessa sbagliata. Forse alcuni di voi hanno dimenticato le esplosive voci di mercato che volevano QUALSIASI superstar in procinto di accasarsi in Texas.

Altri potrebbero essere troppo giovani per ricordare come i Mavs partissero sempre favoriti, salvo schiantarsi rovinosamente in qualche turno dei playoff a caso.

Magari ha ragione chi dice (e sono io) che Dirk Nowitzki (34 anni) era il cavallo sbagliato su cui investire valangate di ex-presidenti, oppure solo sfortuna. Così il riflesso nello specchio di Cuban non è dei migliori, con una franchigia che non riesce più a catalizzare l’attenzione del mercato, un successo strappato con i denti e un gruppo di mercenari (tutti scappati una volta respirata l’aria di morte), ma sopratutto nessuna “legacy” da far valere sul tavolo delle trattative. Rimane un uomo grassoccio e un po’ cafone, che urla a bordo campo e si lascia in dichiarazioni alla bile.

FANTASY: h18 Link & h20 Draft!!!

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien