Curiosità dal Passato…Joe Fulks!

Dopo il successo della passata stagione Marco torna con le sue chicche nella seconda stagione de “le Curiosità dal passato”, si parte con un bomber!

Rieccomi qui!

Inizia la seconda stagione delle “curiosità dal passato”. Ed anche per quest’anno si parlerà di giocatori, squadre, partite e quant’altro che in un modo o nell’altro hanno lasciato un’impronta nella lega. Oggi parliamo di Joe Fulks. Anzi per essere precisi all’anagrafe Joseph FranklinJumping Joe” Fulks.

Fulks meriterebbe ben più che una puntata di questa rubrica vista la sua importanza storica nella Lega, invece per un motivo o per l’altro non viene molto ricordato tra i top player ogni epoca che hanno calcato i parquet, speriamo almeno lo fossero, dell’NBA. Già la storia extracestistica del nativo del Kentucky sin dalle sue origini andrebbe raccontata in maniera molto accurata. Ma noi, per questioni di spazio, ci limitiamo a dare solo alcune informazioni. Ad esempio la “città” natale di Fulks al compimento del suo diciannovesimo anno di vita nel 1940, venne fatta innondare dal fiume Tennessee su ordine delle autorità del tempo, per favorire la creazione di un lago artificiale. Fulks giocò al college a Murray State per due stagioni prima di decidersi di arruolarsi nei Marines, e farlo nel 1943 non era esattamente partecipare ad una scampagnata tra amici.

Già ma chi era Joe Fulks. Fulks era un’ala di 196 cm, bianco, che poteva ricoprire ben tre ruoli, una cosa mai pensata per il basket dell’epoca, dall’ala piccola al centro. Viene ricordato come un grandissimo attaccante, con ottimi movimenti da centro e spalle canestro, ma soprattutto un antesignano del palleggio arresto e tiro e dello jump shot così come lo conosciamo noi adesso. E nel basket degli anni 40/50 avere questi due movimenti significava essere un’arma impropria.
Inoltre, giusto per non farsi mancare niente, anche in quanto a doti fisiche Fulks non era esattamente secondo a nessuno, ed il suo soprannome, Jumping Joe, fa capire parecchie cose in tal senso. Finita la guerra e rientrato in USA, Joe Fulks decise che si poteva tornare al vecchio amore lasciato per arruolarsi e combattere, il basket. Nel 1946 era nata la prima lega professionistica di basket, la BAA da cui discende l’NBA, che si proponeva di diventare concorrenziale con le leghe di baseball e di football che dominavano il mondo sportivo dell’epoca. Fulks firmò per i Philadelphia Warriors, fortemente voluto da Eddie Gottlieb, coach e GM, e dal proprietario dei primi Warriors, Peter Tyrrell, visto che entrambi si ricordavano delle sue gesta fenomenali, anche se per lo più offensive, di Murray State.

A 25 anni Joe Fulks esordì in maglia Warriors e fin dall’inizio fece vedere a tutti che, all’epoca, era un attaccante di categoria superiore rispetto al resto dei giocatori della neonata lega professionistica. Pensate, in un basket come quello degli albori della NBA, quando in pratica si giocava senza il cronometro dei 24 secondi Fulks riuscì a stabilire record, come punti segnati in una singola gara, che rimasero tali per molti anni anche dopo l’avvento dello shot-clock. Nella sua prima stagione il nativo del Kentucky dopo 8 partite il 3 dicembre 1946 segnò 37 punti sui 76 segnati da Philadelphia nella vittoria contro Providence.
Giusto per non perdere il vizio a metà Gennaio del 1947, una ventina di partite dopo quella partita, Fulks ritoccò il proprio record di punti segnati mettendone 41 in un’altra vittoria dei Warriors per 104-71 contro gli Huskies, progenitori dei Raptors vista l’origine. Al termine della stagione 1946/47 Fulks vinse ovviamente la classifica dei marcatori della lega con una media di 23.2 punti. I Warriors vinsero il primo titolo della lega, Fulks giocò ovviamente da protagonista anche i playoff e guidò da leader offensivo incontrastato la squadra di coach Goettlieb.
Per amore delle statistiche “Jumping Joe” nella allora finals viaggiò a 26.6ppg compresi i 34 nella decisiva Gara 5. Anche nella stagione successiva le sue capacità realizzative non accennarono a diminuire, altra vittoria nella classifica dei marcatori a 22.1 ppg ed altra partita a Dicembre di quella seconda stagione in cui riuscì a ritoccare la miglior prestazione alla voce punti segnati. Quella sera nella sconfitta per 99-71 contro i Knicks, Fulks mise a referto 47 punti. Ma fu nella stagione successiva che decise di entrare nella storia della lega e di rimanerci per lungo tempo. Il 10 febbraio 1949 Philadelphia giocò contro gli Indianapolis Jets portando a casa la vittoria per 108-87.

Fulks segnò 63 punti, con 27/56 al tiro e 9/14 dalla lunetta. Una prestazione incredibile calcolando il basket che veniva giocato all’epoca. Per battere questo record ci volle, più di 10 anni dopo, una fenomenale prestazione di Elgyn Baylor che ne mise 64. E per lungo tempo rimasero record anche il numero di tiri tentati e realizzati ed i punti segnati nei primi due quarti da questo fenomenale attaccante, 33. In quella stagione Fulks viaggiò ad una media di oltre 26 ppg, la più alta della sua carriera ma, ironia della sorte, non vinse il terzo titolo di realizzatore della lega per l’avvento del primo vero grande dominatore della zona dei tre secondi della NBA: George Mikan.
La carriera di Fulks come realizzatore si può dire che finì qui. Fulks per ragioni che apparirono all’epoca ai più misteriose, decise di cambiare il suo modi di interpretare il gioco, riducendo il suo numero di tiri tentati cercando di trasformarsi in uomo squadra ma con risultati non eccelsi, anzi. Dopo 8 stagioni nella lega a 33 anni Jumping Joe decise di appendere le scarpe al chiodo, ritirandosi dal basket giocato. Tornò a vivere in Kentucky dove lavorò nel Kentucky State Penitentiary nella riabilitazione sociale dei detenuti.

Joe Fulks tornò alla ribalta dei giornali, purtroppo per lui, il giorno della sua morte. Il 21 Marzo 1976 venne ucciso, dopo una lite, dal figlio della sua fidanzata. Nel 1978 venne introdotto nella Hall Of Fame, uno dei primi a ricevere questa onoreficienza postumo. Questa è stata la storia cestistica, e non solo, di Joe Fulks definito “ the first of the high scoring forward”.

Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati