Due parole con…David Arsenault!

Dopo aver intervistato il bomber oggi, come promesso, ecco l’intervista realizzar dal solito Ste all’eccentrico e pionieristico coach di Grinnell!

Per chi se la fosse imperdonabilmente persa ieri CLICCATE QUI per andare a leggere l’intervista realizzata da Ste a Jack Taylor ma il nostro “tour” in casa Grinnell non è finita, come avevamo promesso oggi vi proponiamo l’intervista a colui che ha creato quel sistema che sta facendo parlare tutto il mondo del college basketball, coach David Arsenault!

1) Come nasce il suo sistema di gioco?
Noi attuiamo una strategia di gioco che consiste ne fare pressione difensiva a tutto campo per poi ripartre aggressivi in contropiede. Il nostro obbiettivo difensivo è quello di cercare di recuperare palle velocemente, e se non riusciamo a farlo preferiamo lasciare un tiro agli avversari, Offensivamente cerchiamo di prendere un tiro entro i primi 12 secondi dell’azione, il nostro obiettivo è quello di prendere circa 100 tiri nel corso della partita, la metà dei quali da oltre l’arco dei tre punti.

2) Pensa che il suo sistema funzionerebbe anche in altre categorie (NBA, Eurolega, etc)?
Penso che il Sistema potrebbe funzionare anche in altri campionati, se i giocatori sono disposti a dare il massimo sforzo ad ogni possesso. Molto del nostro lavoro è quello di stancare l’avversario con la nostra pressione costante. Questo consente alla nostra squadra di competere contro squadre con giocatori migliori.

3) Quali giocatori NBA sceglierebbe per il suo metodo di gioco?
Mi sarebbe piaciuto vedere Steve Nash nel nostro sistema, è un passatore molto dotato ma ha anche la capacità di tirare da qualsiasi punto del campo. Ma ancora più importnate sarebbe stato in grado di aumentare il ritmo cercando di far rendere i suoi compagni al meglio. Probabilmente sarà scontato ma anche Lebron James non sarebbe stato tanto male!

4) Pensa che il record i 138 punti di Jack Taylor verrà mai superato?
Non sono sicuro che il record dei 138 punti di Jack potrà mai essere battuto, è stata davvero una prestazione speciale.

5) Le sarebbe piaciuto allenare in NBA?
Amo guardare l’NBA ma io sono molto fedele al basket collegiale

Intervista realizzata da Stefano Bei

S.Bei

S.Bei

Sono di Rieti e ho una passione viscerale per il college basketball. Il mio giocatore preferito è Doug McDermott, non seguo particolarmente le vicende dei top team ma mi piace scovare giocatori promettenti nelle cosidette Mid-Major perchè a trovare il fenomeno a Kentucky, Duke o Louisville sono capaci tutti…il bello è trovarli dove non guarda nessuno! Nickname: Ste

  • cuni

    Grande arsenault!

  • low profile

    Si dice che il confine tra genio e follia sia molto sottile, questo lo rende praticamente inesistente:

    1- la mia squadra deve prendere al
    meno 94 tiri a partita, di cui la metà devono essere triple;
    2- i nostri avversari devono perdere almeno 32 palloni;
    3- dobbiamo prendere almeno 30 tiri più di loro;
    4- dobbiamo segnare in occasione di almeno un terzo dei nostri errori, per cui abbiamo bisogno di una valanga di rimbalzi offensivi;
    5- la nostra situazione ideale è a meno 10 a dieci minuti dalla fine».

    «Per onorare i 5 sacramenti bisogna che i giocatori non stiano in campo più di due minuti e mezzo a volta, per cui vanno cambiati come linee dell’hockey. Col mio metodo un giocatore può resistere fino a 45 anni. Nel mio gioco l’80% è tiro, il 20% uno contro uno». In sostanza entri, prendi palla, tiri, prendi il rimbalzo, ritiri, difendi o fai tirare in meno di 10 secondi gli avversari, riprendi palla e tiri per l’ennesima volta. Così per 2 minuti, poi lasci spazio ad un altro tuo compagno.