Curiosità dal passato…Darrall Imhoff!

Terza puntata delle curiosità dal passato che parla dell’uomo dei 100 punti…quello che, secondo  la stampa, avrebbe subito 100 punti!

Ci sono giocatori che entrano nella storia della lega dalla parte sbagliata. Ed a volte non è nemmeno colpa loro. Ed a volte non importa quello che hanno fatto nella loro magari lunga ed onesta carriera. Eri nel posto sbagliato nel momento sbagliatissimo e tutti ti mettono addosso un’etichetta che difficilmente ti verrà tolta.

In sintesi questo incipit potrebbe essere il riassunto, breve, della storia cestistica di Darrall Imhoff. Specie la parte dell’essere nel posto sbagliato nel momento sbagliatissimo. Si perchè Imhoff e la sua maglia #17 dei Knicks erano sul parquet della Hersheypark Arena la sera del 2 Marzo 1962. Ed Imhoff era il centro dello starting five di New York. Peccato per i Knicks e, soprattutto, per lui che il centro della squadra avversaria si chiamasse Wilt Chamberlain che scelse quella sera per entrare in modo assoluto e totale nella storia della NBA e del basket. Quella notte “Wilt the Stilt” segnò 100 punti. E per tutti li segnò in faccia a Darrall Imhoff. Anche se in realtà in quella incredibile serata Imhoff giocò solamente poco meno di 20 minuti, 17 difendendo, se così si può dire, su Chamberlain. La storia del basket e della NBA dice questo. Chamberlain vs Imhoff in quella notte 100-7.

Già ma in quanti sanno chi è stato e cosa ha fatto il buon Darrall nella NBA in ben 12 anni di onorata carriera. E non solo. Ma andiamo con ordine. Imhoff era un centro di 208 cm per poco più di 100kg. Dinamico, atletico con discrete doti di salto. Difensore durissimo, ottimo stoppatore ma soprattutto un grande rimbalzista. In attacco solidi movimenti spalle canestro ed anche un buon tiro dai 5 metri fronte canestro. Nei suoi 4 anni a University of California Imhoff gioca bene, molto bene e vince tanto. Intanto vince il titolo Ncaa nel 1959 con la sua università battendo in finale la favoritissima West Virginia University di Jerry West, segnando il canestro decisivo a 17 secondi dalla fine. In quel torneo NCAA risulta essere il miglior realizzatore della sua squadra oltre ad essere il miglior rimbalzista.

Nel 1960 viene premiato come giocatore dell’anno della NCAA, torna in finale nel torneo perdendo stavolta contro Ohio State e vince l’oro alle Olimpiadi di Roma con team USA. Arriva al draft del 1960 e viene scelto dai New York Knicks con il #3, dopo due autentici fenomeni come Oscar Robertson e Jerry West. Solo che il suo impatto nella lega è leggermente diverso rispetto ai due che lo hanno preceduto al draft. Fa sorprendentemente fatica ad adattarsi al gioco fisico del cosiddetto piano superiore, nella prima stagione diventa uno specialista assoluto del gioco difensivo, segna pochissimo, 4.7 punti ed anche sotto i tabelloni non sembra mantenere le promesse. La seconda stagione nella grande mela sembra andare meglio. Almeno statisticamente, aumentano sia i punti segnati che i rimbalzi presi, parte stabilmente in quintetto.
Certo fino a quel 2 marzo 1962. Che segna anche, in pratica, la fine della sua carriera a New York. La stagione dopo va a giocare a Detroit dove gioca due stagioni non all’altezza delle aspettative, tanto che in molti pensano che la NBA non sia il posto per lui. Poi nell’estate del 1964 firma con i Los Angeles Lakers e la sua carriera svolta. Nella prima stagione in maglia Lakers Imhoff gioca con campioni del calibro di Elgyn Baylor e Jerry West.

Quella squadra, grazie anche alle capacità difensive del centro californiano, domina la Western Conference, arriva in finale dove perde con i Boston Celtics. Ancora meglio per Imhoff la stagione successiva. Le sue statistiche crescono ulteriormente, specie a rimbalzo e nei playoff. Si ripete la finale della stagione precedente con il medesimo risultato. Imhoff gioca poi due stagioni notevoli tra il 1966 ed il 1968. In doppia cifra sia in punti che in rimbalzi, viene convocato per l’All Star Game del 1967, è il centro titolare di quegli incredibili Lakers che ritornano in finale nel 1968, dove vengono sconfitti, ancora, dai Celtics. Imhoff nelle quattro stagioni a Los Angeles gioca un basket incredibile, finalmente all’altezza delle promesse del tempo del college. Solo che nelle finals viene demolito da Bill Russell.

Ed i Lakers corrono ai ripari prendendo nell’estate del 1968 Wilt Chamberlain cedendo ai 76ers…..il povero Imhoff, che incrocia con Wilt il suo nome per la seconda volta uscendone sconfitto, se così si può dire. Gioca due ottime stagioni a Philadelphia, da serio professionista migliorandosi continuamente, arrivando a segnare 13.6 punti nel 1969/70, il massimo in carriera in una squadra che vai ai playoff da protagonista. Poi inizia la parabola discendente della carriera, tra infortuni e cessioni ad altre due squadre. Finirà la carriera a Portland nel 1972. Sarà ricordato dai suoi allenatori e compagni di squadra come un serio professionista ed un giocatore che dava ogni sera il 100%.

Dagli altri come quello che marcò Chamberlain il 2 marzo 1962. Speriamo di avergli reso un po’ di giustizia. Arrivederci alla prossima puntata

EPISODI

Joe Fulks 
– Vanos-Phills-Sealy-Dele (Parte 1Parte 2)

 

 

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati