Finkle’s Targets (Novembre 2013)

Ecco l’altra nuova rubrica mensile che, a differenza del Power Ranking, va a colpire quei giocatori, momenti, partite più inquietanti del mese!

Prendete lo “Shame Report (ora rinominato “Shek Report“) di Dave Dameshek sull’NFL e unitelo a “Sapete che cosa mi fa davvero girare gli ingranaggi” di Peter Griffin e avrete la nostra nuova rubrica mensile…una rubrica che non le manda a dire e spara sul peggio del mese NBA appena passato (c’è anche il mio zampino)!

L’unico in redazione che poteva incaricarsi (anche se glielo ho imposto io) è il nostro N.S detto “Ray Finkle” per colpa di quel “Ace Ventura l’acchiappa animali” che ha rovinato la nostra (e di altri) infanzia, infatti il nome della rubrica deriva proprio dal nome del famoso Kicker dei Dolphins e che io ho gentilmente (troll-face) affibbiato al mio amico dai tempi delle elementari!

WILD CARD by F.M.B

A Detroit coach Mo Cheeks ha segregato ingiustamente il nostro Gigione Datome in fondo alla panchina preferendogli l’eterna promessa mai esplosa Kyle Singler ma soprattutto, dopo un’estate a tirarsela perché avevano preso Josh Smith e Brandon “Geronimo” Jennings, a chi affida le redini della squadra? A Rodney Stuckey!!! L’anti-cristo della pallacanestro uno che gioca per se stesso peggio di Will Bynum nei garbage-time e che, se messo a paragone, fa sembra Jennings un PG di tutto rispetto…poi si chiedono dove stanno i problemi dei Pistons….bah!

#5

Kevin Garnett. Le 37 primavere si fanno sentire, vederlo tirare con poco più del 36% dal campo fa male per chi come me è cresciuto con lui ai tempi dei T-Wolves. Ma lo zoccolo duro dei Nets è duro a mollare, non ci credo che avranno questo ruolino di marcia fino ad aprile…almeno una reazione d’orgoglio da parte di “The Revolution” per non darla vinta ad F.M.B che in tempi non sospetti se ne era uscito con una delle sue solite frecciate al veleno: “Se ti ritiravi da Celtic facevi una figura migliore”

#4

Appuntino per Omer Asik. In estate si diceva: “Howard e Asik potranno convivere benissimo insieme sul parquet”. Ecco, ma ci fu bugia più grade. Dwight è tornato ad essere imperante sotto le plance, l’ex Bulls e Fenerbahce si sta intristendo e i 4 punticini in 18 minuti sono eloquenti, ha chiesto la trade ma i Rockets gliel’hanno negata. Non è escluso che durante la stagione possa cambiare aria…

#3

Tra le delusioni, mi spiace metterlo perché sono un suo fan sfegatato dai tempi di Denver, ma c’è anche J.R Smith. Vero che nella crisi profonda di New York anche un giocatore come Melo risente del clima tutt’altro che positivo, ma i tempi per l’attuale 6° dell’anno sono lontanissimi da quelli della scorsa stagione. Sono più le foto estive postate su Twitter tra alcol, locali e ragazze scosciate (tanto di cappello eh!) che i punti segnati in 11 match.
E’ cresciuto a Freehold, come Bruce Springsteen, e il boss in questo momento gli dedicherebbe di sicuro “This Hard Land”.

#2

Gerald Wallace è sbarcato a Boston insieme a Kris Humphries, MarShon Brooks, Kris Joseph e Keith Bogans nella mega trade che ha coinvolto Pierce, Garnett e Terry. Qualche dissapore all’interno dello spogliatoio lo ha relegato da panchinaro di lusso, ma i numeri sono abbastanza impietosi. 4,7 punti dal campo in 25′ non è quello di cui Brad Stevens ha bisogno per trainare i giovani e far tornare i biancoverdi ai livelli di competitività dell’ultimo lustro?
Ma poi, chi cazzo è Gerald Wallace????

#1

E’ un po’ ingeneroso visto che il ragazzo calca i parquet dell’NBA da poco più di un mese, ma la prima maglia nera di questa nuova stagione cestistica americana va di diritto al centro canadese Anthony Bennet e al suo esordio rivedibile con la maglia dei Cleveland Cavaliers, diamo un po’ i numeri: in 13 uscite, 2,2 punti di media (11/49 dal campo, 22,4%), 2,4 rimbalzi, e poco altro. Alla Quicken Loans Arena in molti hanno già perso la pazienza per questa prima scelta al Draft che se non si scrolla, e anche in fretta, gli spettri dalle spalle e caccia via tutti i timori, rischia di giocarsi l’ambito titolo di ‘pacco dell’anno’ con il redivivo Heat Greg Oden o, ipotesi na non scartare, ha deciso che vuole essere il nuovo Kwame Brown…il tutto in una squadra che non sa neanche a cosa sta giocando……Nice Pick!

N.S

N.S

Dal sangue verace romagnolo, ma cresciuto 19 anni in quel di Como (in parte assieme proprio a FMB), si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. È un inguaribile tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams e le IPA luppolate e la jersey dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S