Curiosità dal Passato…”The Miracle Shot”!

Un giocatore che poteva essere e sarebbe potuto diventare ed un tiro che è stato ed ha cambiato il modo di interpretare il cronometro.

 

A volte basta un tiro. Un tiro solo per entrare di diritto nella storia della lega. Se poi il tiro ti manda alle finals a spese della squadra che secondo tutti gli addetti ai lavori è la candidata numero 1 per rivincere l’anello allora è anche maledettamente importante. E se infine da quel tuo incredibile tiro si verrano a determinare i presupposti per far si che sul cronometro nell’ultimo minuto delle partite vengano fatti comparire i decimi allora si, hai fatto la storia.

Certo la carriera di Ralph Sampson sembra potesse anche andare oltre un tiro. Anche perchè si può proprio dire che Sampson, nei pochi anni fatti ad alto livello nella NBA, ha rivoluzionato un ruolo, quello dell’ala forte, the power forward per dirla from USA. Purtroppo le ginocchia fragilissime, praticamente vetro al posto delle articolazioni, decretarono, in maniera anticipata, il declino di una carriera che sembrava essere iniziata sotto differenti auspici. E che toccò il suo punto più alto la sera del 21 Maggio 1986, un mercoledì, a Los Angeles, al Great Western Forum di Inglewood.

A distanza di cinque anni si rincontravano ancora i Los Angeles Lakers e gli Houston Rockets e come 5 anni prima la squadra texana giocava contro i campioni in carica della lega, alla ricerca del repeat. Oltretutto Jabbar, Magic Johnson e compagnia gialloviola non vedevano l’ora di vendicarsi, sportivamente, dell’incredibile eliminazione subita cinque anni prima. Certo la disfida partiva da presupposti diversi, cinque anni prima nessuno avrebbe scommesso un centesimo sui Rockets, sbagliando. Questa volta la serie sembrava molto più equilibrata, certo i Lakers erano i campioni in carica, con giocatori del calibro di Magic, Kareem, Worthy, Scott e Rambis, tanto per citare qualcuno. Dall’altra parte c’era una squadra con discreti giocatori più le Twin Towers originali. Ralph Sampson e Hakeem Olajuwon.

Sampson era entrato nella lega dalla porta principale, prima scelta al draft del 1983 dopo quattro stagioni incredibili a Virginia University. Centrone di 224 cm leggerino, poco più di 100 kg, univa ad una discreta capacità spalle canestro, la strana predilizione a giocare anche fronte canestro, con un tiro dai 5/6 metri di ottima fattura che ne faceva un arma impropria, vista l’altezza da cui partiva il tiro. Era addirittura capace di prodursi in partenze con palleggio arresto e tiro mai viste prima di allora in centri o ali forti di tali altezze. La prima stagione nella lega, giocata da centro, lo vide vincere il premio come Rookie of the Year, 21.6 punti e 11.6 rimb. a serata, con annessa convocazione per l’All Star Game. I Rockets andarono maluccio comunque ma questo non fece male alla squadra Texana che con l’ennesima prima scelta portò in maglia Rockets Olajuwon. Adesso i presupposti per portare la sfida ai Lakers c’erano.
Sampson accettò di buon grado di passare a giocare da centro in ala forte. E cambiò il modo di interpretare il ruolo di ala forte nella lega. Giocando certo vicino a canestro ma risultando mortifero e pericoloso anche dai cinque metri. Inoltre era in grado di difendere, e bene, anche su giocatori molto più piccoli e veloci di lui. Usciva in aiuto sul perimetro su guardie e playmaker. Aveva inventato un modo nuovo per ricoprire quel ruolo.

Nella stagione 1984/85 le statistiche di Sampson aumentarono, 22.1 punti e quasi 11 rimbalzi. Venne convocato per l’All Star Game dove vinse il premio come MVP. Houston tornò ai playoff, con scarsa fortuna dopo anni. Ma la strada era tracciata, le basi poste. Alla terza stagione nella lega Sampson-Olajuwon era una coppia dominante. Giocavano senza pestarsi i piedi.
I Rockets finirono la stagione 1985/86 con 51 vittorie e 31 sconfitte. Un energico cammino nei playoff e le finali di conference contro i Lakers campioni in carica. Che entrarono di par loro nella serie dominando gara 1. E li si spensero. Gara 2 vide un Sampson, appunto, immarcabile per i pari ruolo in maglia giallo viola. Ed era impensabile mettere sulle sue piste Jabbar, intanto perchè nessuno poteva prendersi Olajuwon, poi perchè Sampson tirava da fuori da distanze dove Kareem non era abituato a difendere. Si arrivò così a gara 5 al Forum sul 3-1 per Houston. Che sembrava avere la serie in mano, anche se definire chiusa una serie contro quei Lakers era sempre un azzardo.

Gara 5 è la più equlibrata della serie. Robert Reid pareggia a 112 con una tripla per Houston a 15 secondi dalla fine. I Lakers vanno per chiudere con Scott dalla media a 2 secondi dal termine ma il tiro va sul secondo ferro ed esce. Leavell prende il rimbalzo e chiama time out. Un secondo sul cronometro. I Rockets sono senza Olajuwon espulso per un alterco, se così si può dire, con Maurice Lucas e Mitch Kupchack, all’epoca riserva giallo viola. Certo sembra mancare meno di un secondo, perchè Leavell non è stato velocissimo a chiamare il time out ma sul cronometro sono indicati solo i secondi e dice 01.

Rimessa dalla metà campo offensiva. Prima della panchina di coach Riley. La esegue Rodney McCray. Sampson finge di uscire sul perimetro poi si avvicina alle tacche del tiro libero e prende posizione marcato da Jabbar. La palla viene alzata verso di lui. Che riceve e spalle a canestro esegue un tiro che sembra molto più una giocata da alzatore pallavolista che da giocatore di basket. La palla vola verso il canestro si adagia sul primo ferro ed entra. Finita. 4-1. I Rockets da underrated rieliminano i favoritissimi Lakers. Sampson tocca il punto più alto della carriera. Con quel canestro.

La lega studierà a lungo quegli ultimi secondi e dalla stagione successiva nell’ultimo minuto dei tempi compariranno i decimi insieme ai secondi sul cronometro.

Ed i Rockets? Ironia della sorte come cinque anni prima perderanno contro i Celtics, quei Celtics per 4-2. Ci vorranno dieci anni, quasi, perchè Houston torni alle Finals vincendole. La carriera di Sampson inizia un inesorabile declino, per colpa dei ripetuti infortuni alle ginocchia, che lo porteranno al ritiro alla fine della stagione 1991/92.

E la sua vita after basket sarà costellata di tanti guai con la legge, fino all’arresto nel 2005 ed alla condanna a due mesi di reclusione nel 2006 per truffa circa la vendita di un SUV. Ma noi preferiamo ricordarcelo in altre vesti. Con quel tiro, the miracle shot.

Arrivederci alla prossima puntata

EPISODI
– Joe Fulks
– Vanos-Phills-Sealy-Dele (Parte 1 – Parte 2)
Darrall Imhoff

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Beltramat

    Gran bell’articolo sulla storia di un giocatore poco conosciuto da noi posteri! Lo conosco per aver letto qualche articolo su di lui.. Sfortunato, con due ginocchia più prestanti avrebbe segnato il gioco ancor di più!

  • N.S detto “Ray Finkle” (NBA-Evolution)

    Questi pezzi sono sempre il top per chi, nonostante non le ha vissute, è nostalgico di altre epoche!

  • gasp

    Fece molto scalpore quella eliminazione,mi ricordo che in gara 1 Jabbar (all’epoca 39 anni,altro che Duncan) fece il culo a Olajuwon e Sampson ma poi fece molta fatica,i Lakers non riuscivano a fermare la coppia Sampson-Olajuwon

  • Marco (NBA-Evolution)

    gasp mi sa che noi siamo quasi coetanei…jabbar fece una gara 1 maestosa ed anche in un paio di altre partite fu un rebus per olajuwon almeno nella sua metà campo. Sampson fece la differenza in più di un’occasione, perchè non era marcabile da nessun pariruolo lakers, difatti ne lucas, ne rambis ne kupchack poterono niente contro di lui

  • gasp

    Credo che abbia passato tutti e due gli anta…vero che Olajuwon fece fatica a marcare Jabbar ma anche quest’ultimo ebbe molte difficoltà,su Sampson hai già detto tu…se stava sano almeno 2-3 titoli in piu Houston li aveva…mi ricordo che oltre a dominare sotto canestro spesso andavano in contropiede con molta velocità

  • Gran bel articolo complimenti.in finale poi con i celtics,sampson si prese a cazzotti con sichting e dennis johnson,ci fu’ un gran can-can xke’ se la prese con un giocatore 30cm più basso!anche se non l ho vissuta xke’ nato nel 76,Bei tempi e grande nba

  • Iceman

    Sampson 224 con molta immaginazione!

  • marco-nba evolution
  • brazzz

    sampson era 2.20..talento e tecnica sconfinate,da poter diventare uno dei 10 più forti di sempre..correva realmente come una guardia,se non lo avete visto manco ve lo potete immaginare.problema?ben prima delle ginocchia il problema fu la testa…in ogni caso,lui e hakeem insieme restano qualcosa di mai più rivisto..quando leggo di asik ehoward come twin Towers mi viene da vomitare..eh

  • Iceman