Monty Williams: “Tanking? Non a casa mia!”

Il Coach dei New Orleans Pelicans parla del tanking definendolo la peggior cosa che si possa pensare di fare in un team della NBA

La moda del momento nella NBA è parlare del tanking, il giocare a perdere tradotto in parole povere, che secondo molti dovrebbe essere attuato per cercare di arrivare ad avere una scelta elevata al prossimo draft. Per molti è la panacea di tutti i mali, tanto è vero che alcune squadre, vedi Philadelphia Sixers e Phoenix Suns, venivano indicate come candidate serie a record altamente perdenti ben prima dell’inizio della regular season. Abbiamo detto per molti ma fortunatamente non per tutti.

E tra questi spicca il nome di Monty Williams coach dei New Orleans Pelicans. Intervistato domenica da CBSSports, il coach della franchigia della Louisiana ha voluto togliersi dei sassolini dalla scarpa. Alla domanda su come la squadra avesse reagito bene all’infortunio di Anthony Davis (20 anni), 4-3 il record della franchigia da quel momento, quando invece avrebbe potuto pensare “ad altro” Williams ha risposto: “Tankare? non è il mio modo di interpretare il gioco e non lo deve essere della mia squadra. Il tanking è il male peggiore della lega. In fin dei conti tutti noi continuiamo a prendere i nostri stipendi al 100%. E non capisco perchè si dovrebbe giocare a perdere. Non ci pagano per questo, senza contare che molti giocatori ricevono contratti di sponsorizzazione notevoli non certo per non giocare il loro basket. Ed a basket si gioca per vincere!”.

Williams ha continuato parlando dei suoi giocatori e non solo: ” Abbiamo superato i problemi che potevano derivare dall’infortunio di Davis tutti insieme. Non si può pensare di mollare tutto a Novembre/Dicembre nel nome del draft. Abbiamo in squadra giocatori come Ryan Anderson (25 anni), che sta sostiuendo benissimo Davis, ad esempio, come si fa a chiedergli di non dare il 100% in campo? Io non ci voglio nemmeno pensare, siamo una squadra che ha cuore, che vuole tentare di raggiungere i playoff, tutti uniti, ed anche i vertici della franchigia sono d’accordo con me che tankare non può fare rima con Pelicans. Nessuno qui potrà mai portare avanti questo atteggiamento.”

Il coach di New Orleans ha le idee chiarissime, adesso, come sempre, la parola passa al parquet.

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • tHEtRUTH

    Il tanking è una porcheria, punto. Se fossero un minimo intelligenti basterebbe fare in modo che tutte le squadre che non si qualificano ai playoff avessero le stesse chance di prendere la prima scelta al draft. In ogni caso si potrebbero trovare altri modi per “invitare” le squadre a giocare al cento per cento, tipo spazio salariale in più ecc..

  • Procionide

    Parole sante.

  • 8gld

    Concordo su quanto riporta Williams sull’approccio della sua franchigia in questa r.s. aggiungendo che sta facendo un bel lavoro con un roster intrigante e futuribile.
    Concordo sul fatto di come lui vede il tankare. Una volta uscito dalla sua sfera di competenza, Pelicans, non concordo con il suo discorso a 360°. Ogni realtà e prospettiva è diversa. Poi se domani cambiano le regola allora è altro discorso ma ad oggi ci sono franchigie che improntano il loro futuro con il draft e le sue primissime scelte e questo avviene in percentuali maggiori a tutte quelle squadra che arrivano sul fondo.
    Basti guardare come si son formate le dinastie e si scoprirà che tutte, o quasi, nascono dalla scelta al draft…perchè?

  • marco-nba evolution

    non so, i lakers di riley forse grazie però alle sconsiderate mosse dell’epoca di utah che cedette la scelta di magic johnson e cleveland che cedette quella di worthy, senza contare i clippers che accettarono lo scambio scott per norm nixon, per il resto non so, shaq ad orlando una finale, olajuwon a houston, jordan a chicago, ma dopo anni, per il resto credo che tankare sia contro un principio sportivo e che la lega dovrebbe intervenire in qualche modo per evitare che questo possa accadere

  • Procionide

    Tankare non significa non andare al draft. Tankare significa perdere apposta e rinunciare alla stagione in corso. Puoi avere una formazione debole e puoi anche non cercare di rafforzare la squadra, ma tankare è diverso. Vuol dire dare indicazioni al tuo coaching staff di non allenare i giocatori per scendere in campo e provarci, con la conseguenza deleteria di costruire una mentalità perdente. Se una franchigia ha una mentalità perdente non potrà mai vincere, mi sembra ovvio.

  • Danilo

    Monty omette un fatto importante : NOP ha ceduto la prima scelta del prossimo draft ai Sixers per l’affare Holiday ( top 5 protected ) quindi che senso avrebbe tankare col rischio di dare a Phila anche una scelta dal 6 in giù ???? Su Holiday hanno investito più di 10 milioni l’anno, idem per Evans. poi ci sarebbero i milioni di Gordon e quelli investiti sul tiratore Anderson…. Poi ci sarebbe anche il discorso sull’All Star Game a New Orleans…. E anche la presenza di Davis a roster… ERGO : perchè tankare???? Sta squadra era partita con l’idea di vincere e pure tanto…. Quindi il discorso di Williams è 1) fuori luogo 2) non oggettivo 3) un pochino paraculo

  • 8gld

    Duncan(ci provarono i Celtics), Bird etc. I giocatori più forti, tranne nette sviste o le steal (vedere Stockton in primis), sono logicamente i primi scelti e le regole, a oggi, ti dicono che se arrivi nelle ultimissime posizione della r.s. hai più possibilità di prendere i primissimi pick. Un GM ci pensa a queste cose? Andiamolo a chiedere a un GM dello Utah, Minnesota, Atlanta, Charlotte, Bucks, Cavs etc. etc. se non la vedono al draft la stella la vedono dopo? I bucks vinsero il loro unico anello grazie alla loro chiamata al draft, poi? I Cavs sono arrivati a “gustare” un’anello grazie alla chiamata, poi? Orlando? etc….oggi i Bulls, e altre, si chiamano Bulls per la chiamata.
    Se domani cambiano le regole allora va bene. Giusto andare contro all’idea della sconfitta voluta quando si parla di sport e principio…ma queste si contrappongono ad alcune realtà. I due principi cozzano con la volontà di vittoria.

    Perdo oggi per vincere domani o, almeno, far qualcosa per uscire dall’anonimato.

    Sono belli tanti discorsi ma sono quasi certo che GM e tifosi accetterebbero un anno nero per poi risalire.

    Alla fine penso che il più delle volte sia dato dall’effettiva debolezza della franchigia ma non mi sconvolgerei se invece venisse da una scelta.

    Forse la r.s. di quest’anno verso le 40/50 darà delle risposte curiose.

    Se dovessi “ristrutturare” la Nba non partirei sicuramente dal draft…almeno, in un modo o nell’altro, crea possibilità a chi difficilmente potrebbe costruirsele in altri modi.

  • low profile

    Amen

  • gasp

    Per adesso I Pelicans stanno deludendo e Monty non é proprio sicuro del posto (che comunque puo trovare altrove,essendo uno dei piú bravi e stimati allenatori)

    Parlando dei Bucks,Kohl cerca nuovi investitori per aiutarlo a tenere la franchigia a Milwaukee che é in odore di relocation a Seattle…