Brooklyn, futuro senza Williams o Pierce?

Con l’infortunio di Brook Lopez son finiti i sogni di gloria dei Brooklyn Nets, se mai erano davvero iniziati.

 

Specializzati in estate nello spendi e spandi seguendo il motto “vogliamo tutto e subito costi quel che costi” i Nets nei primi due mesi non hanno mai avuto ne capo ne coda. Le primavere accumulate da Garnett, Pierce e Terry si son fatte sentire eccome e nonostante l’apporto caratteriale sia quello dei campioni, in quei 48′ in campo ci vogliono anche polmoni e muscoli che ormai sembrano usurati. D-Will ne ha risentito (vedere le percentuali), Joe Johnson continua a viaggiare a sinusoide con qualche picco altissimo ma anche molti bassi, e poi il capitolo panchina: l’avevamo già detto in tempi non sospetti, Jason Kidd in tre mesi non può vestire i panni del coach che punta al titolo e infatti il record (9-18 mentre stiamo scrivendo) è sotto gli occhi di tutti.

Ma all’est, con ancora mesi davanti, un aggancio ai playoff lo si poteva sempre trovare. Ora che Brook Lopez starà fuori per il resto della stagione vista la frattura al quinto metatarso del piede, tutto sembra irrimediabilmente compromesso. E il futuro non sembra proprio dei migliori. Lopez era la stella più giovane, un pivot eccellente sia nel pitturato che dai 5 metri, chiave di molti giochi offensivi (con lui nelle ultime stagioni i Nets hanno il record di 53-38, senza erano a 5-12) e visto l’ingaggio intorno a 16 milioni di dollari, sembra impossibile rinunciare a lui, soprattutto in chiave futuristica.

Williams in queste è stato richiesto dai Rockets – furbissimi ad offrire Lin più il turco Asik vista la moria sotto canestro – e nei prossimi tre anni riceverà 63 milioni di dollari. Joe Johnson  viaggia sulle stesse cifre di stipendio e non c’è possibilità di rientrare sotto al salary cup fino al 2016 mentre le prime scelte del 2014, 2016 e 2018 sono già andate bruciate. Cambiare e ripianificare il roster è davvero una missione impossibile.
Se poi in futuro Lopez sarà il solito, Williams sempre a posto nonostante l’anca, Johnson il solito tiratore mortifero e magari un Mason Plumlee in crescita costante, qualcosa si potrebbe fare ma senza accarezzare sogni di gloria.

Pierce a giugno scade e non si sa se resterà, Garnett ha un opzione anche per il prossimo anno a 12 milioni ma senza P.P. è difficile che rimanga. E allora, se tanto entro maggio le soddisfazioni saranno effimere, perchè non provare una trade inserendo Pierce entro la dead-line del 20 febbraio? Magari con i Clippers dove ritroverebbe il ‘suo’ Doc Rivers? Oppure accogliere Asik e Lin per salvare il presente visto che ad est i playoff sono bene o male a portata di mano anche dei più disagiati?

Quel che è certo è che Prokhorov e Billy King non staranno con le mani in mano.
 

 

 

 

 

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S