Il caso Quenelle visto da Adrien

Oltre alla palla a spicchi una delle mie passioni eè la politica francese e volevo discutere con voi il “caso Quenelle” che è arrivato anche nel mondo NBA.

E’ difficile spiegare ad un Italiano l’attuale situazione politico-sociale francese, due paesi così vicini geograficamente eppure così distanti nella loro storia.
 Gli Italiani però dovrebbero guardare con attenzione oltralpe per due motivi: alcuni aspetti di organizzazione sociale francese anticipano problematiche che l’Italia andrà ad affrontare a breve e, per secondo, il peso economico della Francia è tale, e reale, che al suo interno si giocano partite che nella nostra bella penisola non vediamo da parecchio tempo.

Questo, lo avrete intuito, non è il solito articolo sulla palla a spicchi, ma una finestra sui rapporti di forza, potere ed influenza che attraversano trasversalmente tutto, fino a lambire lo sport

Dieudonné è uno stand-up comedian francese, considerato tra i migliori, se non il migliore, attualmente in Francia. Nel corso della sua lunga carriera ha veicolato attraverso i suoi sketch una intelligente critica sociale e politca, senza discriminazioni di nessun genere, toccando tematiche come i rapporti di sudditanza delle ex-colonie francesi, la fusione di ignoranza e disagio che vige nelle periferie di Parigi e la difficile convivenza delle varie comunità di origine immigrate in Francia, condendo il tutto sempre con molto cinismo e senza risparmiare critiche anche verso quelli considerati “deboli”.
L’apprezzamento del pubblico è sempre stato unanime, forte delle sue origini Camerunesi Dieudonné ha sempre avuto la possibilità di parlare di questi temi come un insider e, quando ovviamente le sue critiche si sono estese al potere politico, tutti si sono sentiti uniti sotto la sua bandiera.
Nasce in questo contesto la “quenelle”, un gesto di insubordinazione, di renitenza, che vuole significare, molto trivialmente, “voi ce la mettete in quel posto, noi vi rendiamo il favore”.

Nel 2003 il momento della rottura: il comico inscena sulle reti nazionali uno sketch in cui interpreta un Colone Israeliano che invita tutti a raggiungere “l’asse del bene Americano-Sionista“, sottointendendo che per poter avere successo e visibilità nello spettacolo e nella politica è necessario aderire al sionismo pro-Israele.
Partono le accuse di anti-semitismo ed esplode la bomba mediatica.
Chiamato a scusarsi pubblicamente Dieudonné non indietreggia e ribadisce la natura politica del suo pensiero, rifiutando le accuse di anti-semitismo.
È questo il momento in cui il comico si affianca ad altre personalità dissidenti della scena francese, come Alain Soral , e cavalca l’onda della contestazione calcando ulteriormente la mano sulle tematiche anti-Sioniste.
 La reazione dei media ufficiali è quella di isolare il comico ed escluderlo dai loro canali (radio, televisioni e giornali), illegittimando il dibattito sulla libertà di espressione, sulla discriminazione di alcuni argomenti, ma sopratutto sul potere di alcuni gruppi di individui in grado di determinare a piacimento chi resta e chi parte.

In dieci anni l’adesione del popolo francese al pensiero di Soral-Dieudonné è cresciuta esponenzialmente, trovando in internet una cassa di risonanza libera, sottovalutata e difficile da controllare, in cui la “quenelle” diventa la firma pacifica di qualsiasi alzata di testa.
 Mentre i governi che si susseguivano in Francia hanno palesato la loro inefficenza su tematiche sociali e di politica interna, e in contemporanea mostravano un atteggiamento subordinato per quanto riguarda le decisioni economiche e di politica estera, la premiata ditta Soral-Dieudonné ha raccolto velocemente intorno a se un cospicuo numero di sostenitori e di personalità in grado di attirare molta attenzione.
Ecco dove arriva la foto di Tony Parker, della nazionale di basket francese vittoriosa agli europei (che punta il dito al cielo ), e di Nikolas Anelka tutti ritratti a fare il gesto de la “quenelle”, portatore ormai di significati considerati sovversivi.

Le recenti dichiarazioni di Parker, in cui ritratta il gesto, sottolineano soltanto quale livello di influenza ha il lobby Sionista, che ha prima bandito dalla televisione un comico con uno schiocco di dita e ha poi indotto uno sportivo a “rimangiarsi” il proprio pensiero, probabilmente grazie all’intervento del commissioner Adam Silver, o dell’onnipresente David Stern, le cui affiliazioni con il lobby sionista non sono mai state occulte (l’esistenza delle lobby, negli Stati Uniti, è consentita dalla legge).
Questo non ha niente a che vedere con questioni di razza, o di conspirazioni Massoniche internazionali, ma solo con semplici rapporti di forza e potere che ormai hanno trasceso la politica.
Relativamente piccoli gruppi di persone a capo di enormi leviatani finanziari sono in grado di intervenire, a seconda dei loro interessi, per piegare le regole (come la libertà di espressione) o per influenzare le decisioni di alcuni individui (Parker).

È importante, a mio avviso, avere una visione globale di quello che succede nel mondo, per poter tracciare delle linee di collegamento che aiutino a capire le cause che determinano il cosa leggiamo nei giornali e, sopratutto, il come vengono scritti e pilotati i contenuti per servire gli interessi di chi davvero comanda.
Una notizia qui, una dichiarazione ritrattata la, un comico ostracizzato in Francia, un intervento militare nella Siria di Assad (ma non in Corea de Nord, in Nigeria o in altri mille posti in cui accadono le stesse atrocità)…e l’immagine comincia a prendere forma.

Alain Soral è un intellettuale, saggista, francese, con un passato di 10 anni di militanza nel partito comunista francese. Intorno al 2000 è stato iscritto per un anno al Front National, il partito nazionalista Francese, considerato di estrema destra. Attualmente presidente e fondatore di Egalité e Reconciliation, movimento che raduna sotto la sua ala diversi intellettuali dissidenti, non necessariamente in accordo tra loro, con lo scopo di promuovere il dialogo libero e la circolazione di una contro cultura-informazione.

 Il dito puntato al cielo è un altro gesto lanciato da Dieudonné nei suoi spettacoli, con cui sottolinea come il lobby sionista sia in grado di scavalcare qualsiasi altra autorità politica e legale ed intervenire a proprio piacere. E’ stato da lui usato spesso in riferimento ai numerosi processi che sono stati avviati contro la sua persona, uniti ai tentativi di impedirgli l’uso di molti teatri nazionali per inscenare i suoi spettacoli. “Sopra di loro c’è solo il sole” è la frase che accompagna sempre il gesto.

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien

  • CAPO

    Bell’articolo, ma sorge una domanda…
    Perché non vogliono uno stato Ebraico?!

  • Jean Marie Le Pen

    ai mezzi di distrazione o disinformazione di massa che dir si voglia, interessa si parli del gesto della baguette mentre il piccolo popolo spaurito ed indifeso, datato di naso ricurvo prepuzio circonciso e armi fin sopra la kippa, muove guerre più o meno visibili, più o meno occulte.
    ma tanto nulla cambia per i goym distratti o disinformati, invece di schifarsi per cosa è successo / stà succedendo intorno al piccolo e poverello staterellino fondato su base religiosa e razziale (libano, siria, yemen, afghanistan, iraq, iran, egitto, gaza, etc) sono + attente a parlare del gesto della baguette che imperversa tra i testimonial della distrazione e della disinformazione.
    chiediamoci piuttosto, il gesto della baguette, cui prodest?…

  • Jean Marie Le Pen

    “Questo non ha niente a che vedere con questioni di razza, o di conspirazioni Massoniche internazionali, ma solo con semplici rapporti di forza e potere che ormai hanno trasceso la politica.”

    se si pensa che non vi siano dietro:
    – questioni razziali : gli ebrei sono l’unico stato al mondo che impone di appartenere ad una determinata razza, per esserne cittadino ma anche per godere di diritti che dovrebbero essere comuni a tutti, cittadini e stranieri;
    – oppure “cospirazionistihe” :LORO non hanno bisogno di cospirare, LORO hanno il comando di tutto, lo ammette lo stesso autore dell’artico quando parla del potere ebraico/sionista, sono sinonimi, <>
    beh ci si sbagli di grosso… e tutta l’attenzione per la baguette ha il solo scopo di portare i media (guarda caso, LORO proprietà) lontani dagli argomenti da campo minato che riguardano lo povero starellino.
    baguette = cattiva, nazista!
    stragi di innocenti non-ebrei = difesa, ricordiamoci dell’olocausto e di quanto hanno sofferto gli ebrei a causa del nazismo!

  • gasp

    Non tiriamo fuori teorie complottiste o altro…capisco la libertà di espressione ma il comico ha veramente passato il limite,nei suoi spettacoli parla di razzismo vero e proprio (poi non parliamo di qualche suo sostenitore che fa quel gesto ad Auschwitz o davanti ai manifesti di Anna Frank).

  • in your wais

    La Satira è per sua stessa natura eccessiva, ed ha come unico limite il codice penale, e come unico giudice le reazioni del pubblico. Rimanendo all’interno della Legge, un comico può dire ciò che vuole, sarà poi il pubblico a decretarne la sorte

    Israele e la Lobby Ebraica, che non è un’opera di fantasia tipo la Spectre ma un qualcosa di reale e ramificato, sono 80 anni che, mentre accetta o finanzia lo schifo di olocausto perpetrato da Israele a danno della popolazione arabo-palestinese, accusa di antisemitismo chiunque si dichiari pubblicamente contrario a questo modus-operandi, o chi ne denuncia le malefatte

    Ora non entro nello specifico della quenelle, ma dare la colpa a Dieudonnè di eventuali gesti singoli fatti da mentecatti, è come denunciare il governo giapponese perchè negli anni ’80 un paio di bambini di gettarono dalla finestra urlando “Mamma, lanciami i componenti”, come con Goldrake

    Allora voglio anche la denuncia per, nn so, Cristiano Ronaldo, dato che col suo bel faccione da culo, ti induce a pensare che se ti compri il rasoio della Gillette o quello che è, in qualche modo diventi figo-forte-di successo come lui

    Dieudonnè ha il sacrosanto diritto di fare il tipo di comicità che preferisce, purchè rimanga nei limiti della Legge. Ma questo accade in un mondo ideale, lo vediamo già da noi cosa succede ogni volta che qualcuno si azzarda a criticare o dileggiare la Chiesa Cattolica, altra associazione a delinquere

    Detto questo, nessuno credo che metta in discussione il diritto degli ebrei a formare uno stato di Israele, mi permetto di pensare che forse andarlo a creare in mezzo a tutti stati arabi forse nn è stato il massimo del politically correct, ma d’altronde Gerusalemme, sta lì, e nn ci si può fare niente

    Quello che invece è da discutere, è come questi sacchi di merda trattino la popolazione palestinese persino da prima del 1948, come tutto questo accada col beneplacito degli USA, come si siano fatti beffe di decine di risoluzioni ONU, come continuino a costruire e colonizzare terre che non gli spettano nè storicamente nè moralmente

    Detto questo, Israele come 1000 altri esempi è solo l’ennesima dimostrazione dei danni che ha sempre provocato e continuerà a provocare la Religione. Andassero affanculo, e si portassero dietro tutto il loro apparato militare

  • Nessun essere sano di mente considererebbe Dieudonné colpevole di quello che altre persone decidono di fare per conto proprio, sia scattarsi una foto davanti al memoriale della Shoah, sia protestare in strada.
    Quello che sta succedendo in Francia è frutto di svariati anni di attriti, che ora sfociano in un sentimento anti-sionista condiviso da molti nel popolo francese.
    Se solo le politiche di Israele non avessero messo davanti per 50 anni l’olocausto della WWII per fare i loro porci comodi dietro, adesso nessuno sentirebbe il bisogno di andare a farsi una fotografia di “quenelle” davanti alle porte di Auschwitz.
    D’altronde la reazione del potere constituito (mediatico e politico) è stata quella di repressione di questi moti dissidenti e non di dialogo, vorrà ben dire qualcosa.

  • low profile

    La satira:
    Ha paura della satira chi ha qualcosa da nascondere. A volte ciò che si ha da nascondere è un edificio complesso, una sovrastruttura che alimenta magari flussi di denaro o flussi di idee, e che non si vuole sia intaccata dal dubbio. La satira fa ridere dicendo che forse magari può esserci anche un’altra versione di questa cosa. Non si vuole che la gente abbia dei dubbi.
    La satira è una forma di comicità che esprime un giudizio. Ed è il motivo per cui alcuni spettatori non ridono a battute satiriche su temi per loro sensibili, temi cioè che riguardano la struttura del loro mondo di valori; ma questa è la grande lezione di Lenny Bruce, che diceva: «La realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere». Le ideologie, le religioni vertono su quello che dovrebbe essere; la satira si occupa invece di ciò che è.

    Daniele Luttazzi

  • Docpretta

    Iyw ti quoto!

  • ste33

    …ma parlate solo di basket che è meglio…

  • Michele Venturini

    Articolo molto interessante, ottimi spunti.

  • Carlo 77

    Bella la citazione di Luttazzi. In questo contesto va però completata con il suo saggio dedicato allo sfottò fascistoide, le cui argomentazioni sono perfette per valutare il caso Dieudonne: http://goo.gl/0t8ND