Curiosità dal Passato…Chris Mills e il bus!

Questa settimana ci occupiamo di una vicenda iniziata su un parquet e finita in un parcheggio di Oakland e che portò la NBA a varare una regola

Questa settimana ci occupiamo di un passato molto più recente rispetto alle nostre solite escursioni. Per la prima volta dalla nascita di questa rubrica racconteremo un episodio che è accaduto in questo secolo. Un episodio che ha comunque lasciato una traccia nella lega e che è servito a creare una regola all’interno della stessa. Episodio che in realtà all’epoca non ebbe quel risalto che forse avrebbe avuto adesso.

Siamo a Dicembre del 2002, il giorno è il 20, Venerdì. E come in tutti i Venerdì NBA che si rispettino, lo sa bene il nostro boss F.M.B., la lega predispone un numero di partite elevato, 12 per la precisione. Alla Oakland Arena giocano i Portland Trail Blazers, all’epoca conosciuti con il poco simpatico soprannome di Jail Blazers vista la lista di infiniti guai che i giocatori del roster di Portland hanno con la giustizia.

La squadra di coach Maurice Cheeks dopo una partenza lenta sta ritrovando il gioco ed i ritmi delle stagioni precedenti. In quei Blazers spiccano individualità come Rasheed Wallace e Bonzi Wells, veterani come Scottie Pippen e Arvidas Sabonis e giovani virgulti di grandi speranze come Zach Randolph. I Warriors sono allenati da Eric Musselman, stanno cercando di ricostruirsi faticosamente dopo una stagione tragica, ed hanno nel roster giocatori giovani e di indubbio talento come Gilbert Arenas, Jason Richardson e Troy Murphy, con un Antawn Jamison agli inizi della carriera NBA e con veterani come Eric Dampier e Chris Mills.

Mills è arrivato in California nella stagione 1998/99, dopo una carriera universitaria di grande livello spesa tra Kentucky e Arizona University e le prime cinque stagioni nella lega giocate tra Cleveland, quattro, ed i Knicks, una, dove si è ritagliato fama di ottimo giocatore con punti nelle mani e buona difesa. Ma soprattutto è la sua fama di duro, con la D maiuscola che accompagna la sua carriera NBA sia dentro che fuori dal campo. Ai Warriors ha trovato la sua dimensione, con stagioni in doppia cifra per punti segnati, nel 1998/99 16,3 punti, ritagliandosi un ruolo importante da sesto-settimo uomo.

Sembra essere nella fase calante della sua carriera, qualche infortunio di troppo gli ha fatto saltare molte partite nelle stagioni precedenti. Ma la sera del 20 Dicembre è nel roster attivo della squadra, come al solito in uscita dalla panchina.

La partita è molto combattuta, punto a punto dall’inizio alla fine, con dei vantaggi massimi di sei punti sia per i Blazers che per Golden State. A 14 secondi dalla fine la situazione è di perfetta parità sul111. Coach Musselman decide di giocarsi l’ultimo possesso difensivo con Mills in campo. Portland vince la partita con un canestro di Sheed sulla sirena.

Durante la partita Bonzi Wells e Mills avevano già avuto modo di fare conoscenza reciproca con un paio di colpi dati e ricevuti. Nell’ultima azione i due tornano a contatto e Wells ha la pessima idea di dire due paroline sbagliate a Mills. D’altra parte loro sono i Jail Blazers. Pessima idea abbiamo detto. Mills è uno cattivo per davvero, si avventa contro Wells, che sta rientrando negli spogliatoi, colpendolo con un pugno e venendo fermato da compagni e addetti prima che riesca a fare di peggio. Non solo.

Minaccia pesantemente Ruben Patterson, altro personaggino auto soprannominatosi the Kobe stopper, e lo stesso Wallace. Finita? Nemmeno per idea, dopo 15 minuti di apparente pace Mills tenta di entrare nello spogliatoio dei Blazers brandendo quello che viene definito un corpo contundente, con minacce ed insulti a Wells principalmente. Viene bloccato, riaccompagnato nel suo spogliatoio dove la pace sembra tornare sovrana.

Mills si fa la doccia, il giro massaggi, prende le sue cose e se ne va. Raggiunge velocemente la sua macchina, nel frattempo ha chiamato tre suoi amici che lo raggiungono fuori dalla Arena, ed insieme si mettono in caccia. Di cosa? Semplice, del bus che deve riportare i Blazers in albergo. Lo bloccano prima che possa uscire dal parcheggio. Mills ed i suoi amici scendono.

Compaiono, così reciteranno le testimonianze dell’epoca mai avallate dalla polizia intervenuta, delle pistole. Wells viene invitato a scendere per finire il “dialogo” interrotto precedentemente. Ne nasce una rissa tra i due degna di Fight Club che finisce velocemente, per fortuna di Wells, per l’intervento della polizia e di addetti NBA che avevano fiutato cosa stesse accadendo. Mills viene fermato e rilasciato in nottata dietro cauzione.

Interviene la NBA nella figura di Stu Jackson. Solo che la questione è difficile da derimere. Mai prima di allora qualcosa di così assurdo era successo nella lega. Jackson squalifica per tre partite Mills, se si pensa a quello che fece e si fanno dei paragoni un’inezia.

Ma da li la lega si pone come problema la regolamentazione sul possesso delle armi da fuoco nei contesti di partite. Nasce così la linea della tolleranza zero che porterà ai più seri provvedimenti in caso di possesso di armi da fuoco dentro ad una Arena NBA, vedi caso Arenas-Crittenton. Arrivederci alla prossima puntata.

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati