Curiosità del passato…Don Boven!

In questa puntata parliamo non tantissimo di basket ma molto molto di più della storia di vita del protagonista che andrebbe ricordato di più nella NBA

 

Andando alla ricerca di qualcosa da raccontare per la mia rubrica settimanale mi sono imbattuto in Don Boven. Che nella NBA ha detenuto per la bellezza di 55 anni un record, se così si può dire, in beata solitudine prima di essere “raggiunto” da due autentici fenomeni: Shaquille O’Neal e Rasheed Wallace.

Diciamo che dai siti da cui normalmente attingo le informazioni necessarie per scrivere il pezzo Boven veniva liquidato come il detentore di questo “primato” ma nulla più. Anzi Bleacherreport.com lo liquida con un: “…io so solo che detiene questo ridicolo record, della sua carriera non so altro…..”. E mai affermazione potrà essere definita più ridicola di questa. Perchè cercando in giro su Dan Boven ho trovato una storia. Che va molto al di là del suo essere un giocatore di basket degli albori NBA. Perchè è una storia di vita di un uomo vero. Che va raccontata, perchè Donald E. Boven merita di essere ricordato per come ha vissuto anche come giocatore di basket. E allora raccontiamola questa storia.

Don Boven nasce nella ridente Kalamazoo, Michigan, il 6 Marzo 1925. E’ il secondo di quattro figli di una famiglia emigrata dall’Olanda. Della sua infanzia si sa poco, ma sicuramente cresce in un ambiente che lo avvicina allo sport. Frequenta in un primo tempo la Lincoln Junior High School della parte nord della sua città dove brilla, oltre che per le sue capacità di studente, anche per la sua versatilità in tutti i campi sportivi. Viene così reclutato dalla scuola superiore più famosa della città dove vive, Kalamazoo Central High School, dove ottiene borse di studio per l’università nel football, baseball e basket ed anche in varie specialità di atletica leggera. Ha un fisico fatto e finito per lo sport, 194 cm per 105 kg, sembra pronto per andare al college. Ma l’anno in cui ottiene il diploma di scuola superiore è il 1943.

E Boven, come tanti altri giovani Americani, decide di arruolarsi volontario nel corpo dei Marines. Parte per il fronte Europeo nell’estate del1943, combatte in Italia dove guadagna sul campo i gradi di Sergente. Poi a Maggio del 1944 viene spedito in Gran Bretagna dove si addestra per un altro sbarco.

Ed il 6 Giugno 1944 il sergente Boven ed il suo plotone della Terza Armata del corpo dei Marines sbarcano ad Omaha Beach in Normandia con la second unit, diciamo la seconda ondata. E chiunque conosce un pochino di storia sa benissimo cosa sia stata la seconda ondata ad Omaha Beach. Ne esce vivo e con encomi ma, ovviamente, la sua seconda guerra mondiale non è finita. Combatte ancora nella più grande battaglia combattuta dagli alleati nel tentativo di entrare in Germania, quella delle Ardenne, combattuta tra il 16 Dicembre 1944 ed il 25 Gennaio 1945 in condizioni drammatiche. Arriva fino alla Germania nel Maggio 1945, è uno di quei soldati che ha combattuto e vinto la Seconda Guerra Mondiale.

Finita la guerra torna a Kalamazoo e si iscrive alla Western Michigan University. Ed anche li è l’unico studente degli USA ad eccellere nel football, nel baseball e nel basket. Dal 1946 al 1949, gli anni trascorsi al College, batterà ben 11 record nei tre diversi sport. Ma è soprattutto nel basket, il suo sport preferito, dove Boven eccelle. Il suo gioco è molto fisico, è un realizzatore che ama giocare duramente vicino a canestro. E non ha di certo paura di scontrarsi con giocatori più alti e grossi di lui. Famose le sue sfide nel 1946 contro Don Otten di Bowling Green, un centrone di 210 cm, Mvp della NBL del 1949, che venne letteralmente distrutto fisicamente da Boven, 16 cm più basso. Ma come poteva Boven aver paura del contatto fisico con quello che aveva visto?

Finito il college dopo aver battuto per tre anni consecutivi il record di punti viene scelto al sesto giro della BAA, l’antenata della NBA, dai Waterloo Hawks. Boven nei professionisti deve cambiare il suo stile di gioco, viene spostato in ala piccola, perchè le mani sono competenti, ma il suo gioco fisico viene poco tollerato dal metro arbitrale di allora. La sua prima stagione è costellata da buone partite realizzative, finirà con più di 10 punti a sera tirando con il 37%, nei primi venti della lega, ma commette più di 4 falli a sera, il migliore, o peggiore, della stagione 1949/50.

L’anno dopo gli Hawks abbandonano la BAA per approdare in un’altra lega professionistica minore dell’epoca, la NBPL, dove Boven diventa il realizzatore principe di una squadra di vertice che non giocherà mai la finale raggiunta per il fallimento della lega.

Poi nella stagione 1951/52 il rientro a Milwaukee nella NBA, ancora in una squadra chiamata Hawks. Non è cambiato niente, Boven brilla per le sue capacità offensive, 9.9 punti, ma soprattutto per la durezza incredibile del suo gioco in difesa. Ed è in quella stagione che stabilisce il record che sarà solo eguagliato molti anni più tardi.

Nel 1952 in maglia Milwaukee Bucks riesce commettere sei falli in sei partite consecutive. Un record appunto. La sua media falli sarà la più alta per anni. Il suo gioco difensivo piace poco, ma lui è così, cerca il contatto, anche duro non ne ha paura. La sua carriera NBA dura solo un altro anno, il migliore dal punto di vista delle soddisfazioni di squadra. Va ai play off, raggiunge la Finale di Conference con Fort Wayne. Ma è stanco di quella vita. Vuole tornare a casa. E si ritira.

Nel 1954 diventa assistant coach per la sua Università nel baseball e nel football. Dal 1958 diventa l’head Coach della squadra di basket di Western Michigan, senza mollare gli altri due incarichi. Dal 1966 al 1985, anno del suo pensionamento, insegnerà arte all’università, impegnandosi nel sociale, allestendo campionati dilettantistici di basket per gli adolescenti in difficoltà di quella zona del Michigan, insegnando quello che sa del basket e della vita.

Muore di infarto il 10 Marzo 2011 a casa sua a Kalamazoo.

Era una storia lunga ma che andava raccontata. Don Boven entrato nella storia NBA per un record secondario ma che andrebbe ricordato da molti per ben altri motivi.

EPISODI
– Joe Fulks
– Vanos-Phills-Sealy-Dele (Parte 1 – Parte 2)
– Darrall Imhoff
 The Miracle Shot

The Baseline Bums!
Hawks-Bucks (1977)
Chris Mills e il bus!

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70

Nickname: Doc.Abbati

  • Nitrorob

    quando ho letto all’inizio il “record” battuto solo dopo 55 da Shaq e Sheed ho capito subito che si trattava di una cosa del genere ahahah

    cmq bella storia!
    io sono uno di quelli che non sapeva neanche chi fosse!

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