Kyrie Irving, c’é qualcosa che non va…

Per molti doveva essere la stagione della consacrazione del prodotto di Duke con possibile approdo ai playoff per la prima volta in carriera, invece..

Quest’anno in tanti lo aspettavano al varco. Questa sarebbe dovuta essere la stagione buona per vedere definitivamente esplodere il talento di Kyrie Irving (21 anni). Invece il nativo di Melbourne proprio in questa stagione non sta convincendo così come ci si poteva aspettare. Secondo un paio di general manager di squadre NBA Irving non è così felice come vorrebbe far credere.

Certo ha appena ricevuto la notizia che partirà in quintetto nel prossimo All Star Game grazie ai voti dei fans, ma forse l’ex stella di Duke avrebbe voluto che questa stagione fosse contraddistinta da ben altri risultati, diciamo più di squadra che prettamente individuali. Si aspettava molto dall’arrivo nel roster di un veterano come Jarrett Jack (30 anni), ma il suo impatto sia in campo che nello spogliatoio non è stato all’altezza di quanto preventivato. Adesso è arrivato Luol Deng (28 anni), ma deve ancora calarsi nella nuova realtà prima di diventare un leader importante. Altre scelte sono state fallite dal management dei Cavs, vedi la prima scelta Anthony Bennett (20 anni) e l’acquisto di Andrew Bynum (26 anni).

Ma al di là di tutto questo secondo molti addetti ai lavori Irving non sta dando l’impronta che dovrebbe dare sui suoi Cavs. E così vengono snocciolate tutta una serie di statistiche che dovrebbero avallare questa tesi. Per cui viene evidenziato il fatto che Cleveland dal suo arrivo, ha un record complessivo di 61 vinte contro 131 perse. Diciamo abbastanza ingeneroso se si pensa in che condizione Irving ha trovato la franchigia dell’Ohio. Ma le critiche non finiscono ovviamente qui.

Secondo il sito 82games.com il vero problema di Irving sarebbe la sua difesa, tra il pessimo ed il tragico. Questa concederebbe un efficienza offensiva ai pari ruolo affrontati di 17,9, la più alta nella lega. E ad evidenziare questo vengono citate alcune partite dove la guardia #2 dei Cavs ha subito fortemente i playmaker avversari, vedi Micheal Carter-Williams (22 anni), 33 punti e 5 assist nella sfida diretta, oppure Isaiah Thomas (24 anni), 26 punti e 6 assist, per concludere con Damian Lillard (23 anni), 28 punti e 5 assist.

E come se non bastasse qualche sera fa anche D.J. Augustine (26 anni), appena arrivato ai Bulls, ha banchettato contro Irving, segnando 27 punti con un 5/8 da tre, con 7 assist e 5 rimbalzi. Insomma Houston anzi Cleveland abbiamo un problema?

Dopo la sconfitta contro Chicago Jason Lloyd, di Akron Beacon Journal, ha voluto fare un paio di domande, un tantino pungenti, sulla sua prestazione difensiva diciamo non esattamente positiva. Così Lloyd ha chiesto a Irving come mai soffrisse così tanto il gioco di Augustin, e per il disturbo ha ricordato che al loro precedente incontro il neo play dei Bulls gliene aveva messi in faccia 18 in 20 minuti. Irving non si è sottratto alla provocazione ed ha risposto: ” Io non soffro Augustin, così come non credo di avere problemi in difesa. Se dobbiamo dirla tutta il problema è che non vengo mai aiutato decentemente nelle difese sui pick and roll così che i miei avversari trovano sempre delle vere autostrade verso il canestro, senza che nessuno aiuti dentro l’area.”

Ecco non esattamente le parole che ci si aspettano da uno che dovrebbe essere il leader e la stella della squadra. Certo se si vanno a rivedere le partite sopra citate si noterà come, in realtà, molte volte Irving venga battuto inesorabilmente nell’uno contro uno, senza che lui riesca ad oppore la minima resistenza alle entrate in palleggio delle guardie avversarie.

A questo punto della sua carriera Irving corre il rischio di essere bollato come il classico giocatore che pensa di più a giocare per se stesso e le sue statistiche individuali che per la squadra, anche perchè lui dovrebbe essere il vero leader di questi giovani Cavaliers.

Come sempre alla fine la differenza la farà una parola sola: vittoria. Se Irving saprà condurre i Cavs ad annate vincenti con playoff annessi nessuno potrà dire niente sul suo modo di giocare, altrimenti si sa che le etichette nella NBA sono dure da togliersi di dosso

 

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati