Bennett, incoraggiamenti di lusso!

La prima scelta assoluta del draft 2013 da leggeri segnali di risveglio ed incassa incoraggiamenti da noti colleghi

Diciamo che fino ad oggi il nome della prima scelta assoluta del draft 2013 Anthony Bennett (20 anni) viene accostato ad altri illustri predecessori  (Kwame Brown) o LaRue Martin nella gara per decidere quale è stata la peggior prima scelta della storia NBA.

E questo perchè l’impatto, se così si può dire, del prodotto di UNLV è stato decisamente scarso, per usare un eufemismo. Le statistiche prodotte fino a questo momento per una volta dicono tutto. Bennett viaggia a 3,0 punti con 2,4 rimbalzi in poco più di 16 minuti di impiego, tirando con percentuali da favola, 28% da due, meno del 20% dall’arco e, per non farsi mancare niente, pure il 63% dalla lunetta.

Ultimamente però ci sono stati segnali di risveglio,  in due delle ultime quattro partite giocate Bennett è andato in doppia cifra per punti (15 e 11), facendo vedere anche un’aggressività in campo che fino a un mese fa era vacante.

Intervistato da Jason Lloyd per Akron Beacon Journal, il canadese ha fatto dichiarazioni molto interessanti su alcuni “dialoghi” avuti con illustri avversari incontrati sul parquet: “Certo giocare contro Vince Carter (37 anni), Carmelo Anthony (29 anni) e Tyson Chandler (31 anni) non è  stato facile perchè sono stato ovvia vittima del loro trash talk. Ma alla fine delle partite tutti e tre sono venuti da me per incoraggiarmi, dicendo che devo sempre scendere sul campo a testa alta perchè i periodi negativi vanno e vengono.” Parole importanti dette da veterani a chi sta attraversando un momento molto difficile anche perchè è agli inizi della sua carriera.

Bennett ha anche continuato facendo un discorso più tecnico su se stesso: “Chiaro che ho subito la pressione del dover scendere in campo dimostrando di meritare la chiamata avuta al draft. Adesso però sto imparando a rilassarmi maggiormente. Devo solo entrare in campo e giocare a basket che è quello che so fare, senza sentire di dover dimostrare niente a nessuno, solo entrare e giocare.”

Parole sante caro Anthony, adesso non rimane che stare a guardare se alle parole riuscirai ad abbinare anche fatti concreti.

 

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70

Nickname: Doc.Abbati

  • tom

    prima delle parole e dei fatti, mettiti a dieta.

  • Danilo

    Non ci siamo a livello psicologico : la prima cosa a cui ha accennato è la difficoltà nel ricevere il trash-talking che oramai è la regola della maggior parte dei giocatori NBA anche più giovani di quelli citati… Da quello che si evince dalle dichiarazioni di Deng i Cavs hanno uno spogliatoio caldo ( se non caldissimo ) con una corrente anarchica di cui fanno parte Walters ( separato in casa ) e lo stesso Irving ( che di fatto sta giocando molto al di sotto delle aspettative )… A questo punto le soluzioni sono due :

    svendere Bennett oppure allontanare i dissidenti ( a partire dal talentuoso Walters )

    Di sicuro Deng in questa situazione non rifirmerà mai e oltretutto si profila il serio rischio di perdere mentalmente Irving ( che pure è un cacacazzi di suo ).

  • L’ambiente non l’ha aiutato…e probabilmente è un po’ fragile di suo.
    Se riesce a venirne fuori…si farà! Non sarà un fenomeno, ma forse in nba ci può stare.

    Se non riuscirà a riprendersi…beh…non gli resta che la strada internazionale