Curiosità del passato…Jon Koncak!

Questa settimana parliamo di soldi, di stipendi e di una delle prime ma mai dimenticate grandi follie nell’era del salary cap

 

In un’ epoca in cui il salary cap era stato istituito da pochi anni nella NBA, cinque per la precisone, i proprietari erano molto sensibili alla materia. La lega, in quel periodo, iniziava la fase di boom, anche economico, sulla scia degli anni 80 che avevano fatto riesplodere l’amore per il basket negli USA. Iniziavano a girare soldi, sponsor e contratti televisivi, per cui alcuni proprietari decisero che era il caso di gettarne un po’ in contratti assurdi.

Ed il primo, e famigerato per anni, fu quello di Jon Koncak.

Jon Koncak era entrato nella NBA nel draft del 1985, scelto al #5 dagli Atlanta Hawks proveniente da Southern Metodist University. Già questa scelta ad un numero così alto fece storcere il naso a parecchi tra addetti ai lavori e fans degli Hawks.

Se pensate che in un draft dove al numero 1 venne scelto Patrick Ewing, dopo Koncak ci furono scelte destinate ad avere molta più fortuna del nativo di Cedar Rapids nella lega. Ad esempio con il #7 Chris Mullin, #8 Detlef Scrempf, alla 13 Karl Malone ed alla 160, si 160(!!!!!????!!!!), un pluri vincitore di anelli come Mario Elie.

Ma all’epoca, oddio non solo all’epoca, essere un centro di 213 cm aveva un discreto fascino tra i G.M. della lega. Specie se avevi fama di essere un buon difensore, ottimo rimbalzista con mano educata e grinta da vendere. E Koncak aveva tutte queste caratteristiche.

Mike Fratello, head coach della squadra della Georgia, aveva un gruppo giovane, che stava costruendo intorno alla stella della squadra, Dominique Wilkins, e che poteva contare su sicuri talenti come Doc Rivers, Kevin Willis e Antonie Carr, oltre che su veterani come Johnny Davis, Eddie Johnson e Tree Rollins.

Koncak così fece il suo esordio nella lega il 25 Ottobre 1985 a The Omni Arena, la casa degli Hawks, nella sconfitta contro i Washington Bullets. La stagione da rookie fu anche statisticamente, e non solo, la sua migliore nella lega. Nel suo ruolo, quello di back up center, per le sue caratteristiche, dimostrò di essere utile alla causa della squadra di Mike Fratello, che finì la stagione con un record di 47-35, vincendo 10 partite in più rispetto alla stagione precedente.

Gli Hawks approdarono ai playoff dove vennero eliminati in semifinale di Conference dai Boston Celtics. Koncak finì la sua stagione con 8,6 punti e quasi 6 rimbalzi a serata. Una stagione onesta, faceva quello per cui era stato scelto al draft. Le stagioni successive furono, se possibile, ancora migliori per la franchigia della Georgia, chiuse con record positivi, arrivando addirittura in un’ occasione a sfiorare le 60 vittorie. Purtroppo per Koncak e compagni sulla loro strada nelle post season ebbero la sfortuna di trovare prima i Celtics di Bird, McHale e Parrish, poi, per non farsi mancare nulla, i Detroit Pistons di Thomas, Dumars e the Bad Boys.

Alla fine della stagione 1988/89 Koncak divenne restricted free agent. I Pistons, interessati ad allungare la panchina nel settore lunghi, a metà Agosto fecero un offerta al centro dell’Iowa. La risposta degli Hawks lasciò esterefatta l’intera NBA. Il 1 Settembre 1989 Ted Turner, il propretario di Atlanta, e Stan Kasten, il presidente esecutivo della franchigia, offrrono e fecero firmare un contratto a Koncak della durata di 6 anni per l’ammontare di 13 mln di $!!. Più di 2 mln di $ a stagione per un giocatore che viaggiava a poco più di 6 punti e 6 rimbalzi a partita. Per l’epoca il contratto più oneroso in essere. Soprattutto per la durata.

Magic Johnson, Larry Bird, Pat Ewing e Michael Jordan prendevano meno. Se non nella singola stagione, nel totale dell’estensione contrattuale.

Wilkins, la stella degli Hawks, guadagnava 2,8 mln ma per altri due anni. Se pensate all’epoca il salary cap era di 11,9 mln, con una media di 927.000 $ a giocatore. Non fu facile da quel momento la vita per Koncak nella lega. Intanto gli venne affibiato il nickname di “contract” scimmiottando il suo cognome. Poi ovunque giocasse giocatori di pari livello ci tenevano particolarmente a dimostrargli che lui quei soldi non li meritava. I contatti su di lui si moltiplicarono, alcuni anche inutili e dannosi, celebre quello di Mike Brown degli Utah Jazz in una gara di pre season, un mese e mezzo dopo la firma, che costò un brutto infortunio al #32 in maglia Hawks.

E, come spesso accade in questi casi, dopo aver firmato il contrattone la sua carriera iniziò una terrificante parabola discendente, nelle sei stagioni successive non superò mai i 4,2 punti a stagione con quasi 5 rimbalzi. Alla fine dei sei anni, tornato free agent non venne rifirmato dagli Hawks e terminò la carriera al minimo contrattuale in maglia Magic, come riserva di un giovane Shaq.

Certo Koncak lasciò un segno, se così si può dire, nella lega e negli Hawks, che in quei sei anni non riuscirono quasi mai a firmare free agents di spessore per la presenza di quel contratto nel salary cap.

Anche lui ha fatto la storia.

E chiudiamo adesso ricordando altri mega contratti assurdi nella storia della lega, così per farci quattro risate:
Shawn Kemp-Cavs 1997-107 mln in 7anni
Juwan Howard-Bullets 1996- 101 mln in 7 anni
Jermaine O’Neal-Pacers 2003-126 mln in 7anni
Jayson Williams-Nets 1998-86 mln in 6 anni
Vin Baker-Sonics 2000-86 mln in 7 anni
Raef LaFrentz-Mavs 2002-70 mln in 7 anni
Jim McIlvane-Sonics 1996-33mln in 6 anni
Eddy Curry-Knicks 2005-56 mln in 6 anni
Arrivederci al prossimo contratto…..

EPISODI
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Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • gasp

    Ahahah, ti vedevi la lista dei più pagati e ti trovavi Koncak al primo posto…

    Ma come ha fatto LaFrentz a strappare un contratto così oneroso e lungo?

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