Curiosità dal passato:….Bubba Wells!

Anche questa settimana ci occupiamo di un record, battuto dopo 41 anni e che crediamo difficilmente sarà mai più ritoccato

 

Chissà come dev’essere per un giocatore di basket arrivare a giocare nella NBA coronando il sogno dei sogni, ed entrandoci anche dalla porta principale, giocarci una stagione e battere un record che era tale da quarantuno anni, sperando però che qualcuno lo ritocchi ma sapendo che difficilmente sarà mai più modificato. Dopodichè sparisci dall’orizzonte del basket professionistico ma il tuo nome rimane perchè sei anche stato un precursore, almeno dal punto di vista dell’esecuzione.

Charles Richard “Bubba” Wells arriva nella lega con il draft del 1997 scelto con il numero 35 dai Dallas Mavericks. Entra nella lega dopo quattro stagioni ad Austin Peay State University, piccolo college con sede a Clarksville, Tennessee. E’ un’ala di 196 cm per 105 kg di peso che ama giocare vicino a canestro e con un buon tiro dalla media. Ha una fama di ottimo attaccante, la sua ultima stagione al college la chiude con oltre 31 punti di media, ma anche nella sua metà campo può dire la sua, usando il suo fisico veloce ma potente.

Arriva in una squadra che ha terminato la stagione 1996/97 con un record di 24-58, e che apre la regular season 1997/98 con un 4-12 che che costa la panchina a coach Jim Cleamons. Al suo posto Ross Perot jr, l’allora neo proprietario della franchigia texana, chiama Don Nelson. Che arriva ad allenare una squadra che ha come punti di riferimento due giovani come Michael Finley e Kurt Thomas e due veterani come Cedric Ceballos e A.C.Green.

Certo le cose non vanno bene comunque, ed il 29 Dicembre 1997 Bubba e compagni entrano sul parquet dello United Center di Chicago reduci da 12 sconfitte consecutive. Chi affrontano mi sembra superfluo dirlo, così come presentarli. Quei Chicago Bulls sono un’allegra e micidiale macchina da guerra cestistica.

La partita sembrerebbe scritta, troppo forti quei Bulls per dei derelitti Mavs che si presentano sul parquet dei campioni in carica con un record di 5-24, e non è nemmeno il peggiore della lega. Solo che, come spesso capita, i Mavs non giocano da vittima sacrificale anzi, all’inizio dell’ultimo periodo la partita è in sostanziale equilibrio, con Dallas che sembra anche avere un minimo di inerzia in mano.

Al quarto fallo di Hubert Davis coach Nelson decide di mettere in campo Wells. Mossa che lascia perplessi non pochi. Intanto perchè in quella partita giocata punto a punto l’ala del Kentucky non ha mai messo piede in campo, inoltre fino a quel momento Wells ha giocato complessivamente 42 minuti nella lega.

Al suo ingresso i Mavs sono in attacco, tiro di Dennis Scott corto, e mentre Chicago tenta di organizzare una transizione, lontanissimo dalla palla Wells Abbraccia a più riprese Rodman costringendo Violet Palmer a fischiare un fallo che pare subito molto strano. I Bulls sono in bonus per cui Rodman va in lunetta. Dalla linea della carità la sua pct è del 38,6% quella stagione. Ne mette uno su due. Si torna dall’altra parte, altro tiro sbagliato, altro rimbalzo di Rodman, ne tirerà giù 27 quella sera, altra transizione e…..altro abbraccio di Wells al #91 in bianco. La sorpresa è generale, Tommy Nunez, il primo arbitro, chiede a Nelson cosa stia succedendo ed anche Phil Jackson sembra perplesso. Nelson dice qualcosa a Nunez che se ne và annuendo. Poi Wells segna un canestro da sotto e sulla rimessa altro fallo su Rodman. Per noi adesso è chiaro cosa sia successo.

Hack a Rodman.

Allora la cosa lasciò stupiti tutti, con commentatori che criticarono apertamente la mossa anti sportiva di Nelson. Ma non Rodman. Che dalla lunetta mise 9 liberi su 12. E Wells?

Wells commise 6 falli in 3minuti e 2 secondi. Un record assoluto. Lo toglie a Rick Farley guardia ala dei Syracuse National che il 12 Marzo 1956 nella vittoria a Saint Louis contro gli Hawks ne aveva fatti 6 in 5 minuti e 12 secondi.

Per Wells quella stagione sarà anche la sua unica nella lega. Giocherà solo 39 partite, con due partenze nello starting five, con poco più di 10 minuti di media, segnando 3,3 punti a partita. Sparirà nelle leghe minori ma il suo nome, in qualche modo, resterà sempre scolpito nei libri della NBA.

Arrivederci alla prossima puntata.

EPISODI
– Joe Fulks
– Vanos-Phills-Sealy-Dele (Parte 1 – Parte 2)
– Darrall Imhoff
 The Miracle Shot

– The Baseline Bums!
– Hawks-Bucks (1977)
– Chris Mills e il bus!
– Don Boven
– Walt Bellamy (1968/69)
– 6 giocatori 5 regole
– Jon Koncak

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70

Nickname: Doc.Abbati

  • TadeZ

    stavo guardando quel record proprio in questi scorsi giorni, coincidenza!