Curiosità dal passato: Connie Hawkins

Questa settimana parliamo di un meraviglioso giocatore, un precursore davvero, e del perchè arrivò nella lega molto forse troppo tardi

 

Connie Hawkins. The Hawk. Chi è stato Hawkins per la lega? Prima di scrivere la splendida citazione che su di lui ha fatto coach Larry Brown voglio dare una mia personale testimonianza di cosa è stato almeno per me.

Nel 1978 ricevo in regalo dal padre di un mio compagno di classe delle medie, a conoscenza della mia passione per il basket, di ritorno dagli USA un filmino super 8 con immagini del basket americano, lo chiamavamo così noi, con partite di inizio decade. E in quel filmino all’improvviso ebbi una folgorazione. Con la maglia dei Phoenix Suns ed il #42 vedo un giocatore, capigliatura afro di moda all’epoca, baffi impegnativi, che penetra sulla linea di fondo da destra, stacca, finta un appoggio al tabellone da quel lato attirando due difensori poi letteralmente vola dall’altra parte del tabellone e schiaccia. Il tutto tenendo il pallone con una mano!! Una folgorazione appunto! Non avevo mai visto una cosa del genere nella mia, allora breve, vita cestistica.

Come disse Brown: “Hawkins è stato Elgin prima di Elgin, Julius prima di Julius e Michael prima di Micheal. E’ stato semplicemente a livello individuale il più grande giocatore che io abbia mai visto.” Direi che come presentazione basta e avanza.

Ma noi qui parleremo di altro. Parleremo del perchè Hawkins arrivò nella lega nel 1969 a 27 anni ed anche dalla porta di servizio.

Nel 1960 Hawkins è una matricola ad Iowa University, durante l’estate tornato a casa sua a Brooklyn, decide di chiedere 250 $ in prestito a Jack Molinas, avvocato ed ex giocatore professionista nella NBA degli anni 50, per pagarsi una parte del mantenimento agli studi. Il prestito viene poi saldato dal fratello di The Hawk, Fred, e tutto sembra risolto.

Solo che nel 1961 Molinas diventa il principale protagonista, o imputato, in uno scandalo per delle scommesse sul basket NCAA che l’avvocato “gestiva” insieme ad altri gentiluomini. E nell’interrogatorio successivo, con controllo dei libri contabili, salta fuori il nome di Connie Hawkins. Il che fa molto scalpore, visto il livello del giocatore.

Poco importa se con le regole dell’epoca le matricole in pratica non potevano giocare nel loro primo anno al college, Hawkins, senza nemmeno un processo regolare, viene bannato dalla NCAA. Ovviamente si proclama innocente, anche perchè non c’è mezza prova che il nativo di Brooklyn abbia potuto alterare il risultato di qualsiasi partita. Ma poco importa. E non solo, oltre il danno, come si dice, la beffa.

Il commisioner della NBA dell’epoca, J.Walter Kennedy, decide che qualunque giocatore che sia rimasto coinvolto nello scandalo scommesse del 1961 non deve entrare nella lega. Così nel 1964 Hawkins si dichiara eleggibile al draft ma nessuna squadra lo sceglie. Ritenta nel 1965 con il medesimo esito. Poi nel 1966 viene definitivamente bannato dalla NBA.

A quel punto Hawkins ripiega su una lega minore, la American Basketball League, gioca una stagione a Pittsburgh, nei famosissimi Rens, vincendo tutto quello che c’è da vincere. Troppo facile giocare e vincere li, anche se i guadagni sono scarsini. Poi la ABL fallisce, per cui Hawkins trova nuova linfa esibendosi con gli Harlem Globetrotters. Ma non gli basta, lui vuole giocare a livello professionistico, vuole cimentarsi con i vari Chamberlain, Russell, West e compagnia cantante.

Così passa alle maniere forti.

Decide di fare causa per 6 mln $ di mancati guadagni alla NBA. In fin dei conti anche a livello giudiziario, non è mai stata emessa una condanna a suo nome per lo scandalo scommesse del 1961, anzi la sua posizione è molto alleggerita. Per cui non capisce e non accetta la sua esclusione dalla lega professionistica. Ma per Hawkins un’altra occasione si apre all’orizzonte.

Nel 1967 nasce la ABA, che sembra poter rivaleggiare sia a livello economico che tecnico con la NBA. Per cui The Hawk torna a Pittsburgh, versione Pipers. Ed anche li domina. La prima stagione da professionista è fantastica. Segna 27 punti a partita, 13,5 rimbalzi e 5 assist. Vince MVP della stagione regolare e dei playoff. La stagione successiva la franchigia si sposta a Minneapolis, Hawkins si infortuna ad un ginocchio deve essere operato, chiude la stagione ad oltre 30 punti di media.

Nel frattempo qualcosa si muove anche nella NBA. La lega professionistica #1 capisce che la causa intentata da Hawkins potrebbe portare non pochi problemi economici e di credibilità. Per cui nell’estate del 1969 viene raggiunto un accordo tra le parti. L’azione legale viene ritirata, in cambio all’ala di New York viene garantito un assegno da 1,3 mln di $ , può entrare nella lega venendo assegnato ai Phoenix Suns, squadra al secondo anno di attività.

Il suo impatto nella lega è assolutamente inebriante. Nella stagione da rookie, se così si può dire, viaggia a 25 punti, 11 rimbalzi e 5 assist a sera. Gioca l’All Star Game, porta i Suns ai play off. Uno spettacolo, con giocate che mai si erano viste fino a quel momento nella lega, da un ala di 202 cm per 100 kg di peso. Giocherà quattro stagioni in Arizona, due a Los Angeles e chiuderà la carriera ad Atlanta.

Viene da chiedersi cosa sarebbe stato se…….
Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • in your wais

    Ho letto varie volte la storia di Connie Hawkins…l’infanzia e l’adolescenza nel malfamato Bedford-Stuyvesant, la povertà, l’ignoranza che in qualche modo non aiutarono il suo caso quando era al college…

    NCAA ed NBA di quei tempi erano ancora mondi ostili se si era neri e non si aveva il pedigree, e le manie di controllo e di dare un’immagine pulita generarono ingiustizie come questa o quella contro Spencer Haywood

    Incredibile come un ragazzo che mai ha commesso quello di cui fu accusato, di cui mai è stata provata la colpevolezza, pagò il clima di isterismo di un’intera nazione

  • Nitrorob

    Bob Dylan ha fatto una canzone su una storia simile!
    e se non sbaglio il periodo di Hurricane era lo stesso
    e chissà quante ce ne saranno state di storie cosi

  • in your wais

    Si, ok, ora però non mettiamo nella stessa frase uno che non ha potuto giocare nella NBA ma comunque stava in giro libero, con uno che è stato al gabbio per 20 anni, ad un passo dalla sedia elettrica…