Cuban contro l’NCAA: “Meglio andare in D-League!”

Il proprietario dei Mavericks se ne è uscito ancora una volta con una provocazione, bersaglio l’NCAA dove il Cuban non ci vede una grande utilità

La questione NCAA è tra le prime che il nuovo Commissioner Adam Silver vuole chiarire e risolvere alla svelta visto che negli ultimi anni sono davvero pochi i giocatori che, approdati nella Lega dopo un solo anno di NCAA, riescono a mettersi in evidenza e il proprietario dei Dallas Mavericks ha un’idea tutta sua in merito alla faccenda.

Silver vorrebbe rendere 2 anni obbligatori al college prima di sbarcare nei PRO ma Mark Cuban la vede diversamente perché, secondo lui, aggiungere un 2° anno al college è totalmente inutile: “Credo che per i giovani sia più conveniente un anno in D-League che uno in più al college!” aggiungendo: “Chiaro, è una mia opinione, non della Lega ma credo che accadrà perché parliamoci chiaro, l’NCAA ha delle regole ipocrite, quale ragazzo vorrebbe andare e restare per tanto tempo al college?” concludendo: “Non riescono a godersi a pieno il divertimento perché iniziano a giocare nel primo semestre, se vuoi laurearti vai pure ma se vuoi diventare un giocatore NBA allora ti conviene andare in D-League”.

Cuban poi attacca direttamente l’NCAA: “Molti college di rilievo non tratto i loro giocatori come studenti/giocatori, è una bugia bella e buona e lo sappiamo tutti! Noi (inteso come NBA) possiamo dare più importanza al singolo, essere d’aiuto a questi ragazzi dentro e fuori dal campo, fornire loro un supporto che l’NCAA non può darli” concludendo con la frecciata finale: “L’NCAA non ha senso d’esistere”

Voi cosa ne pensate di questa ennesima uscita di Mark Cuban alla Mark Cuban?

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F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • redbull

    per me ha ragionissima.. chiedere a lebron kobe o garnett se han fatto male a non andare al college..

  • lilin

    redbull

    mi viene da pensare cosa sarebbero stati con un anno o due di college invece.

    e poi i fenomeni non contano, si deve pensare al giocatore medio. tutti quelli che dopo un anno fanno un salto senza le basi adatte. talenti sprecati o limitati. BENNET ne è un esempio lampante, questo secondo me ha grandi potenzialità ma non era ancora il momento di entrare nella lega

  • gasp

    DropTheGrappa Cuban!

  • knuckle3

    sarà pure un personaggio, ma alcune volte le spara davvero grosse. fare almeno due anni in NCAA servirebbe tantissimo a molt giocatori, vedi lillard o altri che avendo fatto almeno due anni sono arrivati già pronti per la NBA. certo come in ogni cosa ci sono l’eccezzioni, ma è d sicuro meglio star in NCAA che andare in D-league

  • hayes

    L’idea che “L’NCAA non ha senso d’esistere” mi fa vomitare: non credo che il senso di tutte le cose del mondo si misuri in funzione alla loro utilità verso la NBA.

  • hayes

    E questo ammettendo (e mai concedendo) che la D-league possa formare un ragazzetto meglio della NCAA…

  • Procionide

    La D-league fa schifo, però è vero che a 18 anni si trovano a far guadagnare milioni di dollari alle loro squadre senza poter vedere un soldo (anzi peggio, non solo le squadre non danno un soldo ma loro non possono guadagnare un centesimo neanche con sponsor o altro). Inoltre le regole della NCAA limitano lo sviluppo dei giocatori perchè possono allenarsi solo in un periodo limitato, possono vedere gli allenatori solo entro certi limiti ecc.

    Allora, preservare la crescita come persone e come studenti va bene, ma allora bisogna che tutto l’ambiente del college basket sia dilettantistico e non che i giocatori siano l’unica componente gratuita (e l’unica che fa girare la baracca).

  • redbull

    lilin

    e lebron sarebbe diventato ancora più forte di com’è ora? non credo proprio..idem per kobe o garnett

    il fatto è che c’è un’ipocrisia incredibile, i giocatori dei college fanno guadagnare milioni alle università mentre loro (legalmente) non possono prendere un centesimo

    voi direte si ma se poi vanno in nba prendono tantissimi soldi, ok è vero, ma questo secondo me è sfruttamento, visto che ci sono anche tantissime regole molto severe

  • lilin

    redbull

    sarebbe stato piu forte a livello mentale, cioè quello che lo ha limitato fino al primo titolo.
    non esiste solo l aspetto tecnico, sono umani e come tali devono allenare anche il cervello…2 anni di college ti trasformano

  • Il Nichilista

    Io questa querelle proprio non l’ho capita, adesso si sono tutti fissati sull’età di ingresso in Nba. Non capisco perchè non far decidere al ragazzo se si sente o no pronto al grande salto, c’è chi lo è a 18 anni e chi molto più tardi. E c’è anche chi pronto per l’Nba non lo sarà mai

  • Il Nichilista

    Ma poi certe boiate non si possono proprio leggere: Lebron non ha perso tempo ed è andato diretto in Nba, allenandosi già da subito coi più grandi con grandi risultati. Dove sta scritto che rimanere a giocare coi pari età al college ti faccia migliorare di più…. Quanta ipocrisia.
    Potrei capire casomai se qualcuno citasse l’esempio di Brandon Jennings che si è fatto l’esperienza in Europa ma giocando coi più grandi ed aivoja quanto ha imparato ed è tornato migliorato in patria infatti

  • nel football americano la NCAA è una istituzione a dir poco sacra, nel basket certamente non ha lo stesso appeal, ma da qui a dire che mandare i ragazzi in D-league sia meglio che mandarli al college è follia pure, capisco far parlare sempre di se, ma a sto giro l’ha davvero sparata grossa

  • lilin

    ma oggi va di moda la parola IPOCRISIA a quanto pare…

    mi piacerebbe capirne il motivo…il sistema può essere ipocrita, un utente che dice la sua ben consapevole che se questi entrano in nba a 12 anni o a 36 non gliene viene in tasca nulla cosa avrebbe di ipocrita? sono proprio curioso…

  • Il Nichilista

    Ipocrita è voler far credere che si migliori di più rimanendo in Ncaa piuttosto che andare diretti in Nba a giocare da titolare come hanno fatto Lebron, Kobe ecc.
    Se vanno in Nba a scaldare la panca è un conto, e allora forse è meglio che rimangano a giocare al college (ma anche li i frutti dei miglioramenti negli allenamenti coi pro non sono da sottovalutare).
    Ma ripeto, mettere in mezzo Lebron e Kobe che hanno fatto benissimo ad andar subito in Nba è follia pura: dire che sia più proficuo per il miglioramento giocare coi coetanei in Ncaa piuttosto che giocare titolari e allenarsi coi più vecchi come hanno fatto loro in Nba sin da subito è falsissimo e appunto ipocrita perchè non sta nè in cielo nè in terra a livello teorico

  • lilin

    io ti ripeto invece che è ipocrita pensare che un ragazzo di 18 anni senza uno straccio di istruzione possa entrare nel mondo dell nba. Il 99% non ha le basi emozionali, comportamentali e spesso tecniche per entrarci.

    L’istruzione è fondamentale nella vita di una persona e a quell’età un anno fa tutta la differenza del mondo.

    Altra cosa, tu dici che sia meglio allenarsi da subito tra i pro, perfetto…quindi gente come jordan, duncan ecc sarebbero stati giocatori migliori se avessero saltato il college??

  • Il Nichilista

    Di certo avrebbero acquisito esperienza prima.
    Giocando coi più grandi si impara molto di più ragazzi, adesso non so come funziona aldilà dell’oceano e se voi avete mai praticato qualche sport perchè altrimenti non sta nè in cielo nè in terra che dite robe simili. Tra rimanere nelle juniores e anche solo allenarsi coi grandi ci passa un abisso nel percorso di crescita di un ragazzo.
    Ma non parlo solo di basket, anche di calcio per dire: molto meglio andare a fare esperienza in legapro che restare nella squadra primavera anche fosse di un grande team come Milan, Juve o Inter

  • lilin

    nichilista

    io ti do ragione sul fatto dell’allenarsi tra i pro, ma ogni cosa a suo tempo perchè su 10 ragazzi 1 forse ha la durezza mentale e la preparazione fisico tecnica per giocare a quei livelli e a quelle pressioni, gli altri vengono più frenati che favoriti dal circo mediatico e dall’impatto tecnico con questi campioni.

    I nba non posso ragionare sul singolo caso, ma su larga scala.
    E dato che 1 anno in piu di college non fa male a nessuno si può presumere che in questo modo eviteresti anche a quelli che al piano di sopra potrebbero perdersi brutte figure. Quelli già forti e pronti di certo non regrediscono ma semmai il danno maggiore che potrebbero avere è imparare a far due conti in matematica (visto i soldi che buttano via e la fine che fanno molti a fine carriera) e a parlare una lingua comprensibile che non sia “you know…yo…you know.yo…yo”
    Spero tu abbia capito il mio punto di vista

  • ma poi volete paragonarmi il livello di una partita di D League ad una qualsiasi della Big East? ma per favore, oltre ai valori in campo, c’è tutto il contorno di tifo e tensione che non senti nemmeno in una partita di regular season NBA

    “L’NCAA non ha senso d’esistere” questa è una tra le piu grandi cretinate che siano mai state dette

  • Il Nichilista

    Ho capito Lilin ma ti ripeto il mio punto di vista: un giovane di livello assoluto come Lebron e Kobe deve andare subito in Nba a 18 anni senza stare a perder tempo; un giovane di livello medio/alto che non è in grado di giocare sin da subito titolare in Nba per lui il massimo è andare a giocare in Europa; un giovane che non è abbastanza pronto per giocare titolare nemmeno in Europa, lui si che deve restare in Ncaa

  • e i team europei in base a quale parametro e sopratutto con quali risorse possono andare a giudicare migliaia di ragazzini in uscita dall high school? lo scouting al college è uno degli aspetti più complessi del recruiting, non ti viene il ragazzino a bussare alla porta per chiedere di giocare per te, ma è semmai l’opposto inoltre non ho mai sentito nessuno lamentarsi per aver fatto l’anno da freshman o addiritura da junior al college, Kwhame Brown all high school era un predestinato, decise di saltare il college per entrare subito in NBA, e i risultati si sono visti tutti, quindi ringraziamo semmai la NCAA che ci ha risparmiato tanti altri piccoli Kwhame Brown, altro aspetto importante del college, spaccare i culi all high school è un conto, ma se poi scopri che quello era il tuo limite o scopri di avere una malattia? (è successo) stando al college puoi anche realizzare di nn essere tagliato per il professionismo, giocare magari fino all anno da senior e conseguire una laurea in atenei prestigiosi, sempre meglio che fare magari la spoletta tra la D League e il campionato italiano e poi arrivare magari a 38 anni con 2 spiccioli in tasca e niente altro

  • Il Nichilista

    Kwame Brown è cesso, capita. E non c’entra niente col discorso

  • 8gld

    Alla fine si può far tutto.
    Allungare la permanenza e allo stesso tempo chiamare prima.
    All’incertezza o alla fase di crescita si può dare più tempo come all’evidenza subito il palcoscenico.
    All’incertezza o alla fase di crescita anche altro “cuscinetto” nella D-League.
    Spostare il “tempo” può esser utile in determinati casi e non comporta “attesa”.

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