Jefferson stende Indiana, Noah ancora super!

Charlotte batte Indiana di un George spento, NY si riprende a Minnesota, Houston e Noah continuano a volare menre si ferma la striscia di Korver!

 

 

 

Charlotte Bobcats – Indiana Pacers 109-87
CHA: McRoberts 12, Jefferson 34, Douglas-Roberts 12, Zeller 11, Neal 10
IND: West 10, Stephenson 12, Hill 17, Turner 22, Copeland 11

Vittoria di lustro per i Charlotte Bobcats di Al Jefferson che sconfiggono tra le mura amiche niente meno che gli Indiana Pacers; la partita dura giusto i primi 12’ con i padroni dic asa che chiudono il 1° quarto avanti 28-8 con 12 punti firmati da “Big Al”, Indiana torna in partita andando al riposo lungo sotto solo di 9 (47-38) ma Charlotte non si farà spaventare, 13-4 di break nei primi 7’ del 3° quarto e vantaggio sul +18 (60-42). Male Paul George con 2 punti (0/9 dal campo).

Orlando Magic – Houston Rockets 89-101
ORL: Harkless 15, Harris 10, Vucevic 15 (10 rimb), Afflalo 18
HOU: Parsons 19, Jones 17 (11 rimb), Howard 19 (13 rimb), Hardne 31

Dwight Howard torna ad Orlando ed insieme a James Harden aiuta i Rockets a conquistare la 13^ vittorie nelle ultime 15 partite; i Magic giocano bene tanto da ritrovarsi avanti 65-64 a 3’24” dalla sirena del 3°, ma in quei 3’24” Houston piazzerà un 11-0 che deciderà il match dando il +10 (65-75)

Washington Wizards – Utah Jazz 104-91
WAS: Ariza 26, Gortat 16, Beal 22, Wall 14 (10 ass), Gooden 12
UTA: Hayward 12, Burke 14, Kanter 11, Burks 19

Washington batte Utah rischiando la rimonta nel finale; i capitolini scappano sul +15 ma a 7’28” dalla fine si fanno rimontare (85-80), Utah però non riuscirà a fare quello sforzo in più e i Wizards la puniranno ri-scappando in doppia-cifra sul +13 (98-85) in 4’.

Boston Celtics – Golden State Warriors 88-108
BOS: Bass 11. Bayless 10, Rondo 14, Sullinger 11, Olynyk 19
GSW: Iguodala 11, Lee 18 (10 rimb), Thompson 18, Curry 14, Crawford 15

Tutto facile per i Warriors a casa dei Celtics grazie ad un ottimo primo tempo; all’intervallo lungo ospiti tranquillamente al comando delle operazioni sul +21 (61-40) con tanto di buzzer-beater sulla sirena di Iguodala da 3! Il vantaggio toccherà anche il +30 (46-76).

Brooklyn Nets – Memphis Grizzlies 104-94
BKN: Johnson 21. Pierce 14, Williams 16, Blatche 12, Thornton 20
MEM: Gasol 18, Johnson 12, Allen 15, Koufis 12, Calathes 10, Leuer 19

Bella ed importante vittoria per i Brooklyn Nets che superano i Grizzlies e superano anche il 50% di vittorie (30-29); successo maturato nei primi 7’ di partita con una partenza lampo dei bianco-neri, 21-2, Memphis non rientrerà più in partita.

Detroit Pistons – Chicago Bulls 94-105
DET: Smith 15, Monroe 27, Drummond 15, Singler 16
CHI: Boozer 10, Noah 10 (11 rimb, 11 ass), Butler 18, Hinrich 10, Augustin 26, Gibson 22

Italian Job: Datome DNP

Joakim Noah continua a vivere il suo momento “on-fire” sparando un’altra tripla-doppia (10+11+11) nella vittoria al Palace di Detroit; uomo partita però D.J Augustin che, ad inizio 4° quarto, firma un personalissimo break di 7-0 potando Chicago dal +1 al +8 (70-78), ultimi 3 punti di questo break arrivati da un fallo tecnico fischiato a Brandon Jennings. Detroit non è mai andata sotto i 6 punti di scarto.

Milwaukee Bucks – Sacramento Kings 102-116
MIL: Middleton 11, Knight 25, Adrien 15
SAC: Gay 22, Thompson 8 (13 rimb), Cousins 21 (10 rimb), Thomas 25, McCallum 15, Evans 13

Sacramento espugna Milwaukee con i soliti pistoleri che però stavolta ci hanno visto bene; infatti, sul 33-33, i Kings hanno sparato 7/7 dal campo nel break di 17-4 che li ha portati sul +13 (37-50) a 4’38” dall’intervallo, Milwaukee non è mai andata sotto i 9 punti di scarto.

Minnesota Timberwolves – New York Knicks 106-118
MIN: Brewer 16 Love 19, Pekovic 17, Martin 12, Rubio 11, Muhammad 10
NYK: Anthony 33, Stoudemire 18, Chandler 15 (14 rimb), Smith 14, Felton 18, Hardaway 11

Italian Job: Bargnani DNP

Dopo 7 sconfitte consecutive i New York Knicks decidono di mettere una tregua alla loro crisi espugnando il Target Center di Mineapolis; dopo una partenza shock che li ha visti sotto di 12, i T-Wolves hanno rimontato e sono entrati nell’ultima frazione sotto solo di 2 punti (86-88), NY stavolta non si è sciolta piazzando un parziale di 13-2 nei primi 5’ toccando il +13 (88-101), niente rimonta per Minnesota questa volta.

Denver Nuggets – Dallas Mavericks 115-110
DEN: Chandler 21, Faried 16, Mozgov 3 (10 rimb), Foye 16, Lawson 20, Hickson 16, Arthur 10
DAL: Marion 15, Nowitzki 27, Ellis 16, Carter 17, Wright 18

Denver domina Dallas con un’eccellente prestazione corale; i padroni di casa hanno comandato dall’inizio alla fine, unico momento di difficoltà quando i texani sono arrivati sul -6 (79-73) ma un break di 16-2 ha ri-chiuso la pratica.

Portland Trail Blazers – Atlanta Hawks 102-78
POR: Batum 14 (18 rimb), Aldridge 10, Lopez 12, Matthews 10, Lillard 12, Williams 15
ATL: Teague 10, Antic 10, Martin 16

Vittoria in scioltezza dei Portland Trail Blazers contro Atlanta Hawks ma la vera notizia è che dopo 127 partite consecutive, Kyle Korver non ha realizzato una tripla; il match non c’è mai stato con gli uomini di Stotts che all’intervallo erano già sul +18 (56-38).

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

Nickname: F.M.B

  • in your wais

    Evidentemente abbiamo una definizione diversa di 1° violino…per me non è solo il miglior marcatore, è il go to guy, è quello da cui vai quando le cose non girano come debbono in attacco

    Ed Indiana a seconda di come gira va da George, da West, da Hibbert, da Lance. Situazione ben diversa da quella di Miami oppure OKC

    Quando vincerà un titolo segnandone 25 a partita, sarà un 1° violino, per come stanno le cose oggi, il suo ruolo in attacco non è molto diverso da un Billups o un Hamilton di qualche anno fa. Ed a nessuno è mai venuto in mente di chiamare quei due primi violini

  • michele

    “Ma infatti si rideva ad inizio anno quando “alcuni” dicevano che George poteva essere al massimo un secondo violino da squadra da titolo.
    Invece fino ad oggi ha smentito quelli che lo dicevano, perché è il primo violino di una squadra candidata a vincere il titolo, il resto sono chiacchiere credo.”

    amen dr dre, direi commento impeccabile, non c’è bisogno di aggiungere altro. Il resto sono le solite chiacchiere che riempiono di gazzosa questo forum: nessuno ha mai parlato di George numero 1 assoluto e chi lo ha candidato a MVP a inizio stagione come low profile lo fatto soltanto con la premessa “se avranno il miglior record, sarà un candidato autorevole”, stop.

    Per quanto riguarda Miami e Indiana, anche quando Miami inseguiva a 5 W di distanza ho sempre detto che erano comunque i favoriti, vedremo come andrà a finire.

    joker

    oltre a fare una visita da uno psichiatra ( di quelli bravi possibilmente, non quelli della ASL che sicuramente già consulti a spese nostre) potresti almeno consultare un atlante geografico, cagliari è un po’ lontana dal gennargentu.

  • low profile

    Un po di commenti normali finalmente, ve state a fa troppi film, finisse subito sta RS che si iniziano a vedere segni di cedimento…,,

  • Docpretta

    Joker dovresti commentare il calcio, per il basket sei sprecato questi luoghi comuni qui non vanno

  • Docpretta

    @nitro se fosse affiancato da una macchina da punti andrei con noah

  • 8gld

    Giusto valutare la prestazione di George come domandarsi come mai, per gioco-plance-nome, si lasci “banchettare” il pur bravo BigAl. Momentaccio per tutti.

    Sulla “carta” Indiana ha 11W e Miami 13W “quindi,forse,dovrebbe” alla pari. La corsa al 1° posto è iniziata.
    Miami, che proviene da una L, nelle prossime due in trasferta a Sas e Chicago mentre Indiana, sempre in trasferta, Houston e Dallas.

    Gli step si provano a superare quando si incontrano.

  • in your wais

    Indiana sta avendo un post All Star Game abbastanza sconcertante…vittorie in volata contro Milwaukee, Boston, Utah, squadre che definire in modalità Tanking è un eufemismo

    Sono 7-5 nelle ultime 12, ora Houston e Dallas in trasferta…si sono fatti un culo come un secchio per avere il vantaggio campo ad Est, se non rimettono il culo in carreggiata in fretta sarebbe per loro un discreto shock, specie arrivare dietro una Miami in modalità semiseria per gran parte della RS

    Fatto sta che ho Vogel a dunkest e perde sempre le partite che valgono per il campionato, questo bastardo infame

  • michele

    mah, non credo ci sarà nessuno shock per i Pacers.

    Sanno che Miami è forte e che non si vincono due titoli in tre finali per caso. Poi come Miami ha iniziato la stagione un po’ in sordina mentre adesso sono quasi al top, è adesso Indiana che attraversa un periodo di appannamento.

    C’è il rischio che subentri un po’ di rassegnazione, un po’ come per i Knicks di Riley contro i Bulls, anche lì c’era una squadra ben organizzata e tosta in difesa che fronteggiava un formidabile duo di esterni e regolarmente perdeva nonostante serie molto combattute. Ma questo credo che prescinda dal fattore campo.

  • shaq4ever

    nitro
    al jefferson mai nella vita
    se la squadra ha già dei giocatori forti offensivamente prendo noah senza pensarci
    se mi dici chi prendi a prescindere, senza sapere chi sono gli altri in campo, forse lo scelgo lo stesso (basta vedere la chicago attuale che di elementi con spiccate doti offensive non ne ha molti)

    come 1° violino probabilmente meglio cousins ma solo in ottica futura. per ora deve ancora dimostrare tutto, avendo una squadra con talento (disorganizzato) ma che le perde tutte, una difesa non impressionante e una testa quanto meno problematica

    howard mi sembra un mix tra i due: testa non granché, difesa in aiuto ottima ma in single coverage non eccezionale, attacco limitato ma forse più efficace.

    resta il fatto che a livello di difesa, intangibles, grinta e passaggi non c’è paragone tra noah e gli altri

  • shaq4ever

    su paul george
    io credo che il ragazzo sia molto forte e uno tra i più completi
    a differenza delle altre stelle, il meglio lo dà nella fase difensiva, in attacco è forte ma non fortissimo

    se vogliamo giusto 2 numeri per contestualizzare: segna 22 punti (è il 10° marcatore) di media col 43%
    ecco il 43%.. nessuno nei primi 20 marcatori ha un percentuale inferiore.. bisogna scendere ai 19 punti di media (24° per punti) di jamal crawford per trovare una percentuale peggiore

    se messo in un contesto di un sistema meno organizzato e democratico di indiana, in cui ci sono ben 6 giocatori sopra a 11 punti di media, penso sia probabile che le sue percentuali possano ulteriormente diminuire

    per cui è vero, sta facendo una stagione eccezionale, al di sopra delle aspettative di molti, ed è il principale terminale offensivo della squadra col miglior record. però non è un vero go-to-guy, secondo me, o quantomeno non sarebbe la posizione ideale per lui. è eccellente un un sistema di gioco come indiana, che veramente poche squadre hanno

    in una squadra più “classica” in epoca moderna, cioè un paio di giocatori forti e altri di contorno, io ce lo vedrei benissimo come 2° violino di extralusso. non per sminuirlo.. ma per dire se avesse di fianco un rose, un westbrook, curry, paul o gente così, lui potrebbe essere veramente perfetto

    ciò non toglie, vista l’età e la crescita forte, che possa diventare nei prossimi anni un go-to-guy a tutti gli effetti, roba da 25 punti facili con percentuali migliori

  • prescelto

    a miami non regala niente nessuno ,è lebron che ha regalato un titolo a dallas,giocando la peggior finale mai vista da parte di una superstar,michael philips ma ancora non dormi la notte per i titoli che il sommo ha tolto ai tuoi jazz,poverino sono passati 16 anni ormai dai non fa male ,non fa male ehhhhhhh ehhhhhhhh

  • Mamba 93

    Complimenti a Noah per un’altra meravigliosa tripla doppia ed a Big Al che sorprendentemente sta portando Charlotte ai playoff.Per quanto riguarda Paul George è un grande giocatore supportato da una squadra che gli calza a pennello.Personalmente lo vedo inferiore a livello di talento rispetto a Lebron,Durant ed anche Melo,con questo non intendo sminuirlo o dire che faccia schifo.Si vince con un ottima squadra e non solo col talento individuale,se no Melo qualche anello l’avrebbe.Anche i migliori hanno bisogno di un buon supporting cast.Ad esempio Boston nel 2008,oltre ai big 3 aveva un ottimo supporting cast,oppure i Lakers delle 3 finali.La differenza per ora la fa la squadra,Indiana collettivamente è la migliore.Capitolo Miami,Lebron ha portato i Cavaliers due anni sul tetto della Nba in regular season,seppur in stagione gli Heat non saranno infallibili,sappiamo quanto migliora la squadra con lui ai playoff.Ovest sempre più indecifrabile.Si prospettano dei playoff interessanti.Melo l’anno scorso aveva trovato la giusta quadratura,peccato che New York è fragile come la porcellana,quest’anno sembra un rifugio per scappati di casa.

  • nun se po fa

    questa nuova versione di prescelto mi fa morire.
    forse è l’unico fan di lebron che dice le cose come stanno.
    esalta lebron quando è giusto esaltarlo e lo critica quando è giusto criticarlo.
    non come altri che a distanza di tre anni ancora gli giustificano quelle pessime finali con i mavs sostenendo che dopo the decision la pressione l’aveva massacrato o che addirittura non era lui quello che scese in campo in quelle finali.
    jordan è troppo distante.
    che tutti si mettano l’anima in pace,lo è stato per bryant,lo è per lebron,vediamo durant se in qualche modo riuscirà ad avvicinarsi,ma ha un everest da scalare.

  • Durant generation

    Troppo semplicistico prendere Jordan come esempio modello.
    Secondo me LeBron e Bryant anche se non dovessero raggiungere la grandezza di Jordan saranno lo stesso soddisfatti di quanto hanno saputo fare nella loro carriera.
    Durant è ancora tutto da scoprire anche se lui come gli altri due quello che pagano di più nel paragone con Jordan è quella capacità unica di sapere giocare a comando.
    Jordan riusciva a salire di livello quando la situazione lo richiedeva,questi tre fanno molta più fatica.
    Resta il fatto che Jordan aveva un supporting cast che dire più forte o più debole di quello avuto da LeBron con gli Heat e Bryant con i Lakers è impossibile,ma certamente l’ha aiutato di più in quelle che erano le sue caratteristiche.
    LeBron e Bryant in quei Bulls non è detto che avrebbero fatto tanto peggio,anche se certezze non ve ne sono.

  • Michael Philips

    Intanto Noah pare abbia contattato Melo per mostrare il suo interesse riguardo il possibile arrivo di anthony in quel di chicago. Cosa che potrebbe, fosse vera, facilitare la “decision” di melo nei prossimi mesi. L’arrivo di Melo potrebbe trattenere Thibo e se poi dovesse pure tornare Rose anche al 50% ci si ritroverebbe immediatamente di fronte ad una contender.

  • cuni

    MP

    Interessante…il contesto di melo a chicago potrebbe avvicinarsi, come idea generale, a quello ipotizzato stamattina (ieri?) su melo ai pacers…ma in tal caso, melo a chicago in che ruolo lo piazzi? 3 o 4? Lasciando stare le situazioni speciali x accoppiamenti o necessità varie… Secondo me potrebbe tranquillamente fare il 4, il sistema di thibo lo aiuterà a difendere o meglio a nascondere alcune sue lacune e magari melo in un sistema degno di questo nome diventa “la svolta”…

  • cuni

    …ma per ora è tutto fanta basket