Curiosità dal passato…Campioni (?) NBA!

Questa settimana puntata-elenco della nostra rubrica, con un elenco importante di giocatori che, lo si voglia o meno, hanno vinto un titolo NBA

 

Questa settimana puntata “easy” della nostra rubrica. O, in alternativa, una puntata che potrebbe far inc….arrabbiare parecchi puristi del gioco.

Chi ha seguito, sperato, tifato squadre e di conseguenza giocatori che, pur avendo fatto la storia della lega, non hanno mai avuto il piacere di ricevere l’anello di campione NBA. Anche perchè ogni giocatore che entra nel dorato mondo professionistico sogna di alzare il Larry O’Brien Trophy. E dopo quello che leggerete oggi potrete pensare che ogni giocatore potrebbe riuscirci davvero.

A scapito dei vari John Stockton, Karl Malone, Patrick Ewing, Chris Webber o Allen Iverson che ci si sono avvicinati, ne hanno sentito il profumo ma hanno dovuto ingoiare l’amaro calice del finire una meravigliosa carriera senza quella gioia.

Oggi facciamo un elenco, un elenco di giocatori più o meno conosciuti, forse sarebbe meglio dire sconosciuti, che quel titolo lo hanno vinto, che hanno ricevuto l’anello. Ed alla fine forse qualcuno, leggendo scuoterà la testa, oppure dirà: “chiiiiiii??????” leggendo qualche nome e, come il sottoscritto, si metterà anche a ridere, ma tipo risata isterica. Iniziamo, in ordine sparso, per farci del male con anche brevi analisi delle carriere di questi giocatori che, ripetiamo, malgrado tutto un titolo, o addirittura qualcuno più di uno, lo hanno vinto.

Will Perdue: Centrone di 7 piedi scelto dai Chicago Bulls nel 1988 al primo giro con il numero 11, solido difensore con non tanti punti nelle mani, ma con la fortuna di trovarsi due volte in carriera nel posto giusto al momento giusto. Vince tre titoli in maglia Bulls dal 1991 al 1993, poi emigra a San Antonio, e rivince un altro anello nella stagione 1998/99. Statistiche in carriera 4,7 punti, 0,8 assist, 4,9 rimbalzi. Probabilmente il migliore del nostro elenco.

Dickey Simpkins: altro miracolato in maglia Bulls del periodo Jordaniano. Scelto nel 1994 con il numero 21 dalla franchigia dell’Illinois, gioca(???!!!???) tre stagioni sotto coach Jackson ma, purtroppo per lui, nelle vittorie Bulls degli anni 1996 e 1997 non viene messo nel roster per i play off per cui non ha il piacere di ritirare l’anello di campione. Spedito ai Warriors all’inizio della stagione 1997/98, viene tagliato dalla franchigia Californiana e ripreso come free agent dai Bulls. Simpkins viene così messo a roster anche per i play off dove in 13 partite gioca 74 minuti segnando 16 punti totali e contribuendo(????) alla vittoria del titolo, con anello ritirato annesso

Jackie Robinson: con un nome così il tuo destino è segnato. Scelto con il numero 67 al draft del 1978 dagli Houston Rockets, viene mandato ai Seattle Supersonics per due terze scelte. L’ala piccola di 198 cm discreto tiratore giocherà ben 22 partite nella lega…..ma in tre anni con la mirabolante media di 3,8 punti partita in carriera, ma riesce a vincere l’anello nella stagione 1978/79 in maglia Sonics senza giocare nemmeno un minuto nei play off ma essendo inserito a roster……

Randy Brown: guardia di 185 cm scelto dai Kings al draft del 1991, firma come free agent per i Chicago Bulls nella stagione 1995/96 e contribuisce, si vabbè, al secondo three peat 1996-1998 con 74 punti segnati in 47 partite giocate. Famoso in tutta la NBA per essere stato il primo compagno di Jordan seduto in panchina a volare in campo per abbracciarlo dopo la gara decisiva delle finals del 1996…e non sto scherzando.

Scott Hastings: scelto dai New York Knicks al numero 29 del draft 1982, un’ ala grande di 208 cm discreto attaccante e buon difensore. Spende la maggior parte della sua carriera ad Atlanta in maglia Hawks ma ha la fortuna di arrivare come free agent ai Detroit Pistons nella stagione 1989/90. E vince il titolo Nba giocando ben 5 partite nella cavalcata vincente ai play off, segnando 2 punti in 16 minuti totali di gioco. Ma attenzione perchè Hastings detiene un record nella lega: per 65 partite consecutive riuscì a non recuperare nemmeno un pallone, a questo va sommato il fatto che le 65 partite le giocò in tre anni…..

Jack Haley: ecco qui siamo alla leggenda metropolitana. Scelto dai Bulls, si ancora loro, al draft del 1987 con il numero 79, centro di 210 cm, gira varie franchigie NBA prima di tornare agli ordini di coach Zen nella stagione 1995/96. In quella fantastica regular season gioca, rullo di tamburi, una partita, 7 minuti, 5 punti. Ma passa alla storia perchè per i play off rimane al seguito della squadra in quanto che Phil Jackson lo nomina “the Dennis Rodman’s babysitter” costringendo il bad boy a portarselo dietro ovunque. E l’anello glielo hanno dato per questo motivo!

Nate Bowman: soprannominato Nate “The Snake”. Centro di 208 cm scelto dai Cincinnati Royals con il numero 7 assoluto al draft del 1965. Famoso nella lega perchè nei suoi sei anni di carriera riusci a commettere più falli, 557, che canestri segnati, 317. Vinse il titolo in maglia Knicks nel 1970 ed anche in quei play off in 18 partite giocate commise 34 falli segnando 18 volte dal campo.

Chris Jent: ala piccola-guardia di 201 cm esce da Ohio State nel 1992 e non viene scelto da nessuno. Vaga tra CBA ed Europa e firma come free agent per gli Houston Rockets nel 1994. E in Texas realizza un record che difficilmente sarà battuto. Difatti riesce a vincere il titolo al termine dei play off 1993/94 giocando 11 partite, ma avendone giocate solo 3 di regular season, peraltro con più di 10 punti di media.

L’elenco potrebbe continuare ancora, da Adam Morrison a Gabe Pruitt passando per Mark Madsen, Mengke Bateer o D.J. Mbenga ma noi ci fermiamo qui, bastano ed avanzano. Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Nitrorob

    trà qualche anno diremo lo stesso dei compagni di Lebron in questi anni o di quelli di Kobe nel decennio scorso

    per non parlare poi di Fisher, non oso immaginare la reazione di Kobe se Fish dovesse vincere il 6° titolo senza di lui ahahaha

    ps. menzionerei anche Horry che si è SEMPRE trovato nel posto giusto al momento giusto!
    eheheh

  • in your wais

    Beh…su Randy Brown la storia non è proprio così…nel 3 peat 96-98 giocò sempre una 70ina di partite in RS, le 47 di cui parli tu sono di playoff, quindi significa che pur giocando pochissimo, PJax qualche minuto glie lo dava ogni partita…

    Per certi versi trovo molto più impressionanti storie tipo quelle di Mitch Richmond, un grandissimo a fine carriera che Jackson pensò bene di far giocare ben 4′ in 2 partite nei PO 2002, o di Kevin Willis, 20 anni di onorata carriera, salvo vincere un titolo solo nel 2003, giocando ben 91′ nei PO

  • low profile

    Niente in confronto a Roque junior capace di vincere intercontinentale, champions e mondiale con 3 squadre diverse essendo un giocatore di terza categoria

  • Lemmy

    Roque Junior IDOLO. Ancora lo ricordo infortunato durante la finale di Champion’s contro la Juve spedito negli ultimi minuti sulla fascia sperando che non facesse danni e a mettere solo il corpo davanti all’avversario, STOICO.

  • marco-nba evolution

    su randy brown non ho scritto play off, errore di battitura, però il fatto che sia diventato famoso per essere stato il primo ad abbracciare jordan mi fa sorridere. Oltretutto la sua vita post basket è stata tragica ha venduto anelli e foto di lui in quell’occasione per cercare di fare soldi. Su willis e richmond direi che sono stati nella lega giocatori di spessore diverso rispetto a quelli citati nel pezzo, per non parlare del paragone con fisher ed horry, qui si parla di chi ha anelli vinti praticamente senza giocare non segnando triple decisive in gare decisive

  • cuni

    Quella di hastings c’è anche nel libro di buffa…il precursore del trilione…grande scott..