Jordan rivela nel nuovo libro: “Ero razzista”

La leggenda dei Bulls sta per uscire con un nuovo libro e, dentro esso, rivela che da giovane nutriva un sentimento di razzismo, rpovocato da una ragazza ai tempi dell’HS.

JordanDopo l’affaire Sterling le antenne dei media USA sono puntate su ogni notizia che possa alimentare la polemica sull’argomento razzismo/pregiudizio razziale. Ed all’interno di questa vicenda è rimasto coinvolto anche uno che non ti aspetti, specie se vestito dei panni del razzista: Michael Jordan.

Così è risaltato fuori un passo del libro scritto da Roland LazenbyMichael Jordan: The Life” in cui l’attuale proprietario dei Charlotte Bobcats racconta cosa è stato crescere in North Carolina negli anni 70, dove il Ku Klux Klan faceva ancora sentire la sua forte presenza. Nel libro Jordan racconta un episodio capitato durante i suoi anni alla High School, precisamente nel 1977

Una ragazza della mia scuola mi chiamò negro, ed io non esitai a scagliarle addosso una lattina di soda. In quel momento mi sono accorto che odiavo tutti i bianchi, in pratica anche io ero un razzista

Il problema è sorto perché qualche testata giornalistica ha riportato queste dichiarazioni come se His Airness le avesse rilasciate recentemente.
Lazenby stesso è dovuto intervenire per far notare come quanto detto da MJ non si riferisse ai giorni nostri, ma fosse solo un racconto della sua adolescenza. Anche perché la vita sportiva, e non solo, di Jordan è stata caratterizzata fin dagli stessi anni di High School alla ricerca dell’integrazione, con amicizie anche forti senza che ci fosse distinzione di razza.

Insomma per dirla come Dan Feldman di NBC Sports il tentativo di trovare un parallelo tra le parole intercettate di Sterling e quanto dichiarato in un libro da Jordan, non ha ragione di essere. Anche perché all’epoca dell’episodio Jordan era solo un ragazzo con una visione del mondo ristretta, dove gli episodi di razzismo subito erano davvero all’ordine del giorno, e le reazioni potevano, e forse dovevano, anche essere ugualmente forti, mentre Sterling ha parlato adesso, in un mondo ed in un epoca decisamente diversi.

Sappiamo tutti quanto fosse duro mentalmente il Jordan giocatore, uno che amava il trash talking come pochi altri, che arrivava, parole sue dette durante il discorso di introduzione alla Hall of Fame, a inventarsi cose dette o fatte da avversari per poterci giocare contro ferocemente.

Se Michael Jordan è diventato MJ probabilmente lo si deve anche a quanto accaduto in quel lontano 1977. Ma definire razzista Jordan significherebbe andare al di là del bene e del male, per quello che ha rappresentato per il basket.

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Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati