Oklahoma City Thuder 2013/14: Game over, insert coin!

Ieri il F.M.B ha anlizzato cinicamente l’annata dei Pacers, oggi tocca a me la patata bollente dei Tunder dell’MVP Kevin Durant, ancora una volta stroncati sul più bello.

Durant1I Thunder salutano la compagnia e sul più bello se ne vanno.

Avevano le carte in regola per diventare la Reginetta del Ballo ma non sono riusciti nemmeno a farsi invitare alla festa. Hanno indiscutibilmente fallito. Fare un’analisi sul perché non abbiano raggiunto le Finals è molto facile ed altrettanto complicato. Veniamo al commento facile: sono stati eliminati dagli Spurs, una squadra più forte e meglio organizzata di loro, e le parole dopo “Spurs” le ho scritte per chi, senza sapere nemmeno cosa sia il basket, abbia deciso di leggere questo articolo.

Ma questo, per quanto vero, potrebbe sembrare estremamente giustificativo per una squadra che aveva le stimmate per poter vincere l’anello. In fin dei conti OKC si è presentata a questa post season con l’MVP della stagione regolare, Kevin Durant.

Russell+Westbrook+San+Antonio+Spurs+v+Oklahoma+VCS57agzivDxSia ben chiaro a mio parere, per quello che conta, MVP stra-meritato vista la stagione fatta da un punto di vista tecnico e di leadership. Questa squadra, inoltre, ha dimostrato durante l’anno di poter giocare e bene anche in contumacia secondo violino, quel Russell Westbrook che riesce a farti esaltare ed innervosire dieci volte nella stessa azione di gioco.
Solidi in difesa con Sefolosha e Perkins a far legna con Serge Ibaka più di una volta utile sia in aiuto che in attacco, il tiro dai 5/6 metri che si è costruito negli anni è di notevole fattura. E quanto Ibaka sia fondamentale in questo sistema lo si è capito dalla differenza fatta vedere dal gioco dei Thunder nelle prime due partite contro San Antonio in sua assenza.

Dalla panchina poi che dire di Jackson, che secondo molti potrebbe fare lo starter in tantissime altre franchigie, e che quando ha sostituito l’infortunato Westbrook ha sempre tenuto alto il livello, Collison ed Adams i classici bianchi duri e rocciosi e cestisticamente intelligenti, senza dimenticarci del venerabile maestro, Derek Fisher, che ha dato come sempre il suo contributo.

E per arrivare fino alla fine senza sorprese è arrivato anche Caron Butler, ottimo attaccante oltre che un altro veterano utilissimo nella post season. Già ma allora?? Lo abbiamo scritto che non è facile se la si vuole analizzare andando oltre.
Diciamo che già contro i Grizzlies, OKC ha fatto vedere che, sorprendentemente, la coperta era sembrata corta. Per non parlare della fatica fatta contro i Clippers, serie finita in 6 partite ma con fischi di cui comunque abbiamo deciso di non parlare. Alla fine si può dire una cosa certa che è Serge+Ibaka+San+Antonio+Spurs+v+Oklahoma+City+mrJzNkmGMjcxuscita da queste tre serie di playoff: i Thunder sono sembrati troppo dipendenti da……Russell Westbrook, molto più di quanto non lo siano da KD35.

In fin dei conti è il prodotto di UCLA ad avere in mano il pallino del gioco della franchigia di coach Scott Brooks e fino a che l’equivoco non sarà chiarito, Westbrook è un grande giocatore, e chi lo discute, ma non un playmaker soprattutto intelligente, i Thunder saranno destinati a non riuscire ad arrivare in fondo. Durant soprattutto avrebbe bisogno di un costruttore di gioco non di uno che comunque si prende mediamente 20-25 tiri a partita. Certo quando Russell gioca come in gara 4 OKC è infermabile, ma è nel Westbrook di gara 6 che c’è tutta l’essenza del giocatore, basta leggere le sue statistiche.

Qualcuno potrebbe chiedersi: “e Durant?”

L’MVP meriterebbe un articolo solo per lui. Chiaro che se la squadra di Durant va a casa non è che lui possa essere esente da colpe. Anche se in questi playoff in più di un’occasione ha tolto le castagne dal fuoco con prestazioni incredibili e giocate da MVP, compresa gara 5 con LAC con due triple decisive nel finale dopo una partita tragica. Fondamentalmente è mancato in leadership, specie in questa serie, quella decisiva.
Dall’MVP e presunto leader indiscusso della franchigia ti aspetti che il pallone tra le mani nelle giocate decisiva lo pretenda. Cosa che invece molte, troppe, volte non è accaduta. Ha aspettato troppo, dovrà continuare a farlo almeno per un’altra stagione. Buon ultimo arriviamo anche a coach Brooks. Scriviamo così: improvvisare, a meno che non ti chiami Greg, difficilmente funziona.

E quando il buon Scott lo ha fatto non è mai stato premiato. Sono mancate le contromosse in assenza Ibaka, è mancato il controllo del solito Westbrook. Poi all’improvviso si è deciso di modificare il quintetto inserendo Jackson, togliendo Sefolosha dalle rotazioni, per avere più attacco ma così si è tolto dallo starting five il vero leader difensivo. Certo il futuro potrebbe essere ancora loro, ma il presente ci dice che c’è ancora da lavorare, forse di più di quello che in tanti si aspettavano.

Sul mercato magari ma, credo, non solo. Arrivederci OKC Thunder e grazie di tutto il pesce…

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati