NBA Finals Gara2, analisi pre-partita!

In questo post, proveremo a capire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nelle due squadre, e cosa dovranno cambiare i due coach nella seconda gara della serie.

TatticaLa rottura dell’impianto di areazione dell’AT&T Center di San Antonio, è stato alla fine dei conti un fattore decisivo, giocare con 30° e forse qualcosa di più, ha fatto si che chi di solito riposa poco e niente come Lebron James, fosse sfiancato dai crampi. Gregg Popovich così ha potuto scavare nella sua panchina e trovare dei giocatori che facessero respirare i leader della propria squadra, così da averli, più riposati nel finale. Popovich fino al momento dell’infortunio di Lebron James, ci aveva capito poco e niente della partita, così come Tony Parker, che andava a sbattere in continuazione contro la difesa guidata col telecomando dello stesso James, poi la partita è cambiata, anzi oserei dire finita. E’ difficile trarre degli spunti alla fine sul risultato finale, perché solitamente nelle serie così equilibrate, chi apporta degli accorgimenti, è il coach che ha perso la gara, in questo caso Miami, ha si perso, però Spoelstra fino al momento drammatico dell’infortunio, era stato perfetto.

Cosa non ha funzionato in casa Spurs?

Non ha funzionato la transizione in contropiede, l’arma letale degli uomini del Pop, soprattutto sul parquet di casa. Le palle perse (22) sono state un fattore determinante, per tenere in vita gli Heat, quando nella prima parte di gara San Antonio provava a scappare, e poi per mandare gli Heat in contropiede. Sono tutto ciò che rende gli Heat incontrollabili e che ammazza gli Spurs. L’unico che non ha risentito del caldo asfissiante, è stato Tony Parker, che provava a correre comunque, ma soprattutto lui, nonostante le buone statistiche a gara finita, deve cercare di avere più visione di gioco, perché se provi ad attaccare la difesa Heat, attaccando a testa bassa, non si va da nessuna parte. Ultima cosa, la difesa di Leonard su James, ok, probabilmente è la cosa più difficile del mondo, ma Kawhi ci ha abituato a prestazioni ben diverse, i falli hanno si condizionato la sua gara, ma lui è fondamentale nel limitarlo.

Cosa non ha funzionato in casa Heat?

Hanno segnato in 4, e a questo livello di finali non ci si può permettere così pochi protagonisti. E’ vero, in ogni gara ci vuole un protagonista diverso, oltre ai soliti big three, e in questo caso c’è Ray Allen, ma nel momento che Cole, Chalmers, Lewis e anche Battier, sono messi li per tirare con metri di spazio sugli scarichi, devono trovare la retina. Senza Lebron, la squadra va sotto psicologicamente, lasciando perdere gli ultimi minuti, è un discorso di tutta la partita, poi si è amplificato nel finale, per via dell’infortunio, che ha colpito ogni singolo giocatore. Dwayne Wade, a mio avviso il probema principale per la difesa nero-argento, deve incidere di più sulla squadra quando Lebron si siede.

Cosa ha funzionato in casa Spurs?

Il Pick and Roll tra Ginobili e Splitter, l’unica soluzione quando gli Heat hanno preso il comando della gara, che peraltro è stato l’ossigeno del quale San Antonio ha beneficiato per rimanere in vita. Quando la palla si muove in attacco, giocano la loro pallacanestro, e con Diaw in campo questo avviene a meraviglia. Se non devono subire contropiedi, la loro difesa ha funzionato abbastanza bene. I tagli in mezzo all’area di Tim Duncan, sono stati sempre visti con precisa puntualità, e hanno fatto tanto male alla difesa di Miami.

Cosa ha funzionato in casa Heat?

La paura che Danny Green si accendesse fin da subito, ha fatto si che chiunque si trovasse sulle tracce dell’ex Olimpia Lubiana, gli stesse veramente addosso, da non fargli prendere tiri comodi, e di conseguenza fargli mettere la palla per terra, fondamentale che ha aggiunto al suo gioco, ma che non lo rende letale come tiratore. Nel momento che l’attenzione su di lui si è smarita, i San Antonio Spurs han vinto la gara. L’aggressività messa su Tony Parker, da indurlo ad andare fuori giri, e da alimentare i contropiedi letali, sui quali vive la squadra di Spoelstra.

Nico P

Nico P

Appassionato di ogni tipo di sport, con il basket a svettare nella sua classifica, tifo Lakers e Broncos con la preferenza sempre verso la squadra più debole. Nickname: Nico P