NBA Finals, le parole dei protagonisti (Pre-Gara2)

LeBron rende omaggio ad Iverson ma oltre a lui hanno parlato anche Dunca, Wade, Popovich e Green prima della già delicata Gara2, in scena stanotte sempre a San Antonio.

SPursBAR

Gregg Popovich

786_1268365_528327D1: Gregg da quello che si è potuto vedere in gara 1 quando non avete perso palla avete segnato praticamente ad ogni possesso, quanto pensi sia per voi il fatto di auto limitarvi?
R1: Entrambe le squadre si sono in un certo modo auto difese non giocando al meglio, è sempre frustrante per un allenatore far fronte alle palle perse. Alcune sono state forzate dalla loro difesa, altre le abbiamo regalate e queste ultime sono quelle che mi hanno veramente fatto impazzire.
Questo per noi è sempre un brutto segno, in gara 1 ne siamo usciti tirando con percentuali migliori.. Se questo trend continuasse avremmo dei grossi problemi.

D2: Pop oggi vi siete svegliati con qualche problema in più rispetto al solito, dovuto magari alla maggiore temperatura di gara 1?
R2: No, abbiamo fatto le solite cose, i ragazzi hanno fatto i soliti trattamenti, massaggi e liquidi di cui io non capisco nulla.

D3: Lebron sembra che non si sia fatto problemi a parlare in modi non propriamente amichevoli di voi, questo vi da maggiori stimoli?
R3: Più la tua domanda va avanti più sento maggiori stimoli, continua pure a formulare.

D4: Prima della partita tu e Lebron avete parlato un pò, di cosa avete parlato?
R4: “That’s only our businesses”. Ci rispettiamo molto a vicenda, è un giocatore fortissimo, la cosa che mi sorprende maggiormente è il modo in cui è andato oltre nonostante tutte le critiche e la pressione che ha dovuto sopportare, noi non possiamo capire come sia essere come lui.

D5: Dopo gara 1 Tony e Manu han detto che non hanno avuto problemi a giocare in un ambiente del genere, c’è qualcosa che pensi che i tuoi giocatori abbiano in più rispetto agli altri? Tipo una maggiore durezza mentale?
R5: Penso che ogni cosa sia una cosa individuale. E’ difficile giudicare, ogni giocatore ha le proprie capacità e pensieri, alcuni giocatori sono più duri di altri e vice versa, ma questo non cambia, è solo ciò che sono. E poi dipende cosa intendi per durezza: la durezza mentale è spesso confusa con una specie di aggressività fisica, il che non sempre significa la stessa cosa.

D6: Coach sei soddisfatto dei tiri che la vostra difesa ha concesso agli avversari?
R6: Abbiamo fatto dei grossi sbagli. Loro hanno sbagliato dei tiri con molto molto spazio. Mi sono spaventato quando ho rivisto la partita: avevano 7-8 triple molto aperte che ci avrebbero potuto uccidere.

D7: I numeri di Boris non sempre saltano all’occhio, ma ha sempre un impatto sulla partita. Come fa ad essere così versatile ed avere così tanta influenza sulla partita?
R7: Hai detto una buona cosa, è un giocatore molto versatile. Alcuni giocatori hanno un feeling con la partita migliore di altri. Lui è uno di questi: può passare, vede il campo, ha ua speciale relazione con questo. Sa dove sono i giocatori in campo, sa dove la palla dovrebbe andare e anticipa i movimenti difensivi.

Tim Duncan

2014 NBA Finals - Practice Day And Media AvailabilityD1: Tim dopo alcuni anni fuori dalle prime 5 difese della lega quest’anno siete tornati in questa lista. Quali cambiamenti avete adottato?
R1: Volontà. Volevamo tornare qui e tutte le squadre che arrivano alle finali o semifinali sono tra le prime 5, 3 della lega in difesa. Ora abbiamo la durezza e stazza di Thiago, l’atletismo di Kawhi e Danny che ci aiutano molto, ma penso che la cosa fondamentale sia l’attenzione a questo particolare.

D2: Entrando nella serie Pop ha detto che Peter Holt gli permette di performare al meglio poichè gli lascia tutto lo spazio di cui ha necessità, tu sei qui da diversi anni, pensi che Peter sia un proprietario che ti permette di dare il meglio?
R2: Si, Pop parla sempre della libertà che ha di prendere le sue decisioni e fare le sue cose, Peter ha la parola finale, ma supporta sempre Pop. E’ sempre informato, ci tiene assieme, ci permette di dare il meglio davvero.

D3: Tim pensi che con due giorni di riposo tra una partita e l’altra ci sia la possibilità di pensare troppo a ciò che avete sbagliato o ciò che dovrete fare?
R3: No, non pensare troppo. Ci pensiamo sicuramente. Abbiamo studiato, capito cosa dobbiamo fare, ne abbiamo parlato e abbiamo deciso gli accorgimenti da prendere. Dobbiamo essere pronti, il tempo o ogni altro fattore ci possono solo aiutare, anche a riprenderci fisicamente, soprattutto dopo una serata difficile come quella di gara 1. Il tempo tra le due partite è ok per noi.

D4: Pop ha parlato della possibilità di farti giocare point guard, ci puoi parlare delle tue capacità che noi magari non riusciamo a riconoscere?
R4: Io prendo le distanze da questa cosa, dovrei alzare molto il mio livello per entrare in questo ruolo anche per poco. In realtà amo il gioco, prendere decisioni e mandare la palla dove deve andare e questo è ciò che dovrebbe fare una point guard.

D5: In termini numerici quanti assist pensi occorra raggiungere per essere considerati una buona point guard?
R5: non è questione di quanti, è questione di muovere la palla, darla al giocatore che poi farà l’assist, tenere tutti occupati, creare movimento. Non è questione di prendere la decisione prima del tiro, ma di prendere la giusta decisione al momento giusto.

D6: Ci puoi spiegare come fai ad essere ancora così dominante in campo nonostante i tuoi 38 anni?
R6: Ho cambiato me stesso, il mio gioco e il mio fisico. Gioco in un sistema che mi permette di continuare ad essere così performante. Quando non potrò più dire la mia sul gioco ci separeremo. E’ solo questione di adattamenti, trovare ciò che funziona.

D7: Parli di muovere la palla, hai preso 10 tiri e li hai messi quasi tutti, può essere una motivazione per dire a Pop di avere più palloni giocabili?
R7: Non nella situazione di gara 1. Abbiamo eseguito il nostro piano partita, abbiamo preso tiri aperti, i miei sono andati dentro e anche quelli dei miei compagni. Non chiederò maggiormente la palla ma sono contenuto che tutti abbiano avuto tiri aperti.

D8: Tim quanto è migliorato Danny Green negli ultimi due anni?
R8: Due anni fa non faceva nulla, era fuori dalla lega. E’ arrivato qui e Pop gli ha dato l’opportunità di darci qualcosa. Sicuramente negli ultimi anni ha fatto dei miglioramenti notevoli e penso che il suo più grande miglioramento sia nella fiducia: la nostra fiducia in lui e la sua in se stesso. Sa quali limiti ha e quali cose sa fare. Inoltre ha cominciato a difendere alla grande, a farsi trovare nella giusta posizione. Penso che potrà soltanto continuare a migliorare grazie alla sua etica lavorativa.

Danny Green

D1: Danny in gara 1 sono passati 42 minuti prima che riuscissi a segnare e poi ne hai messi 11 in circa 2 minuti, cos’è successo?
R1: I miei compagni, gli assistenti allenatori, Pop, hanno fatto un grande lavoro nel continuare ad avere fiducia in me. “Prendi quei tiri con fiducia, hai il tempo, lo spazio, sai farlo”.
Ho ripreso a concentrarmi sui fondamentali: arresto, piegare le gambe, mantenere il “followthrough”. E inoltre abbiamo cominciato a girare la palla meglio, il che mi ha permesso di avere tiri aperti.

D2: Hai cominciato da freddo a più caldo, a più caldo, a caldo, a caldissimo. Pop ha detto che è stato merito dell’aria condizionata!
R2: Si lui è un personaggio, lo conosciamo tutti. Gli piace scherzare. Ovviamente non c’entriamo nulla, nessuno era preparato per una cosa del genere.

D3: Hai già giocato con Lebron, cosa pensi gli sia successo per avere quei crampi?
R3: Sai lui è sempre sotto i riflettori, ogni volta che gli succede qualcosa, perfino un infortunio, si fa polemica. E pensa che non si infortuna quasi mai, nonostante tutti i minuti che gioca.

D4: Come pensi che arriverà in gara 2? E cosa ti auguri che succeda?
R4: Ovviamente avrà da togliersi una scimmia dalla spalla. Spererei che arrivi meno determinato, ma ho paura che lo sarà maggiormente. Inoltre spero di scaldare la mano un pò più velocemente!

Heat-Bar

LeBron James

D1: Dopo un giorno di riposo, come ti senti?
R1: Onestamente non ho potuto testare molto il mio fisico. Ho camminato da qui fino all’hotel, questo è stato il test che ho potuto fare. Ma abbiamo fatto bene, abbiamo lavorato bene, fatto diversi trattamenti, stretching.. mi sento meglio.

Dwyane Wade

2014 NBA Finals - Practice Day And Media AvailabilityD1: Ogni volta che avete perso nei playoff la partita seguente avete giocato meglio e avete vinto. C’è qualcosa di diverso nei playoff che vi permette questo processo di miglioramento?
R1: Ogni volta che perdiamo nei playoff, ci guardiamo in faccia, riconosciamo i nostri errori, li analizziamo e facciamo gli adattamenti che servono. Facciamo questo per presentarci la partita seguente nel modo migliore possibile. Per noi funziona, questo non significa che la prossima partita vinceremo, ma noi solitamente faccciamo bene questo processo.

D2: Avete pensato a quanto potrebbe essere negativo andare sotto 2-0?
R2: Penserei che la serie sarebbe decisa, soprattutto da fuori. Ma questo non è il nostro pensiero, noi pensiamo a come vincere la prossima partita. Dobbiamo concentrarci sul percorso che ci porterà a vincere la prossima gara.

D3: San Antonio cerca di difendere bene l’area e in modo da non commettere fallo. Cosa pensate di fare? Cercare di andare al ferro puliti o comunque di ottenere tiri liberi?
R3: Dobbiamo prendere più tiri. Ci hanno costretti a prendere tiri forzati, fuori ritmo. Ma non possiamo entrare in partita con l’idea di andare dentro per prendere falli, dobbiamo seguire il flow della partita. Dobbiamo prendere più tiri e segnarli, è ciò che ci ha insegnato gara 1.

D4: Dwyane tu hai avuto problemi al ginocchio. Puoi spiegarci cosa significhi dover giocare una partita molto importante senza la possibilità di giocare al meglio di quello che potresti e doverti presentare la partita seguente e sapere di dover fare una grande partita, senza sapere se ti potrai fidare al 100% del tuo fisico? (sottointende LeBron)
R4: E’ una sfida mentale. Quando senti di aver dato tutto fisicamente a volte è più dura che mentalmente. Fai una checklist mentale: ho fatto questo, ho fatto quest’altro e questo potrebbe darti la fiducia necessaria a fidarti di te. Quando esci da una partita in cui hai avuto i crampi, non importa quanti giorni di riposo hai tra le due partite, non importa tutti i film che ti sei fatto, tutti i trattamenti che hai fatto, la cosa importante è che imparti a fidarti nuovamente di te stesso. Sei consapevole che potrebbe succedere ancora.

D5: Sei cresciuto a Chicago ovviamente seguendo Michael, quando vedi tutto ciò che ruota attorno alle finali pensi che sia merito suo? Qual’è il tuo ricordo migliore relativo alle sue finali?
R5: Ovviamente si, ciò che c’è ora non sarebbe possibile senza Michael. Lui ha portato questo gioco a livelli più alti rispetto a prima, sia parlando del gioco che parlando di tutto ciò che lo circonda. Come fan dei Bulls il mio ricordo migliore è legato al primo titolo che vinsero. Sei orgoglioso della tua città, della squadra che è passata attraverso tutte le difficoltà prima di poter arrivare a quel traguardo, non ha mai mollato, hanno perso due anni in fila contro Detroit e sai, vincere contro la squadra di Magic, avevo 9 anni… lo imitavo sempre, andavo nel giardino dietro casa e provavo ad imitare Michael tutto il giorno. Decisamente è un suo merito, si.

D6: Pensi che il calore sia stato un fattore per la vostra sconfitta?
R6: No, no, entrambe le squadre hanno dovuto far fronte a quelle condizioni. Siamo stati avanti quasi fino alla fine della partita, ci è mancato poco. Loro sono stati bravi a mantenere la concentrazione e portarla a casa, ma è una condizione contro la quale entrambe le squadre hanno dovuto lottare. Dire che abbiamo perso per colpa del caldo sarebbe poco onorevole.
Posso dirti che magari non è molto salutare giocare in queste condizioni, ma è una cosa che vale per entrambe le squadre. Alla fine si riassume tutto nel fatto che loro abbiano fatto più giocate vincenti rispetto a noi. Dovremo essere pronti per la prossima partita.

Erik Spoelstra

2014 NBA Finals - Practice Day And Media AvailabilityD1: Erik dopo che avete perso una partita nei playoff avete sempre vinto la seguente, c’è qualcosa che hai fatto di diverso dopo questa sconfitta?
R1: No non abbiamo fatto nulla di diverso. Quello che facciamo è entrare nel processo di analisi, miglioramento, adattamento per la successiva gara. Ci siamo ripresi fisicamente ieri e oggi ci siamo concentrati sulle cose da migliorare.

D2: Coach quanta fisicità metterai in questo allenamento? E quanto pensi che Lebron potrà partecipare?
R2: Parteciperà per quanto sarà in grado, non siamo al training camp alle Bahamas dove tutti dovranno dare il massimo per entrare in forma. Si sente meglio, non c’è bisogno che gli chiediate a quale percentuale di forma sia, ve lo anticipo io, sta meglio. Sta facendo terapie e reidratazione per ritornare a poter dare il massimo. Fortunatamente abbiamo avuto un giorno in più.

D3: Coach, giocando 4 finali in fila avete praticamente giocato una stagione in più rispetto alle altre squadre, come state gestendo questa situazione?
R3: Ora non possiamo gestire nulla, siamo qui! Abbiamo gestito durante l’anno, con allenamenti particolari, giocando le partite in un particolare modo. Rispetto agli anni scorsi abbiamo sicuramente fatto qualcosa di diverso. Fortunatamente siamo una squadra che gioca assieme da molto e nei giorni “liberi” possiamo allenarci diversamente perchè non dobbiamo più costruire un’identità di squadra.

D4: Coach sembra che Boris Diaw sia stato un problema per voi, avete preparato qualcosa per limitarlo?
R4: Hanno molti giocatori multidimensionali che si adattano perfettamente al loro gioco. Boris gioca diverse posizioni, crea gioco ed è un gran passatore. Faremo quello che avremmo dovuto già fare in gara 1 ma meglio, con più “testa” ed energia.

D5: Quali sono le cose che gli Heat dovranno fare meglio?
R5: Penso che faremo all’incirca le stesse cose. Però le faremo meglio. Abbiamo avuto diversi possessi non troppo puliti nel quarto quarto. Cercheremo di eseguire meglio, cercando di buttar dentro i tiri aperti che non sono entrati. Difensivamente cercheremo di forzare palle perse.

D6: Michael Beasley ovviamente non è più nelle rotazioni, ma ora che lo conosci, pensi che sia maturato a sufficienza per “salvare” la sua carriera e fare in modo che succeda qualcosa di positivo per lui?
R6: Si, abbiamo investito molto su di lui nei primi due anni in cui è stato qui. Abbiamo poi avuto l’opportunità di farlo tornare da noi quest’estate. Quest’anno ha avuto diversi momenti molto positivi, ci ha aiutati in molti modi differenti. Il problema con lui è il fatto che i Miami Heat sono un’organizzazione sotto i riflettori, quindi ogni cosa è super analizzata, ogni movimento, ogni esagerazione, ogni cosa fuori dalle righe. L’ho visto crescere sicuramente, mentalmente, è maturato sia mentalmente che come professionista. E’ sempre giudicato in base ai numeri, il che non è positivo. Affronta una storia simile a quella di Greg Oden, il quale penso che sia una delle storie di maggior successo di questa lega. Sfortunatamente tutti lo giudicano solo in base ai minuti che ha giocato.. questo ragazzo due anni fa sembrava che non avrebbe mai più giocato, mentre oggi cerca di essere disponibile ogni sera.

D7: Duncan e Splitter hanno vinto la battaglia nel pitturato, cosa cercherete di fare in gara 2?
R7: Dovremo giocare più duramente. Ci hanno fatto male coi loro passaggi ai tiratori, si sono fatti trovare pronti sui tagli, migliorando le percentuali dei tiratori. Dovremo fare sicuramente meglio, è un punto centrale del nostro piano partita.

Chris Bosh

D1: Ieri scherzavi sul fatto che sei cresciuto a Dallas quindi per te è normale stare in queste condizioni, ma è comunque stato strano per voi giocare. Come avete recuperato fisicamente?
R1: Vero, c’erano delle condizioni poco piacevoli. Sono contento che tutti si siano ripresi, ma spero che una cosa del genere non si debba più ripetere. Scherzavo quando dicevo di Dallas, non sono più abituato a quelle condizioni.

D2: Lebron dopo l’infortunio ha subito critiche di ogni tipo. Hai detto che sei ancora sorpreso delle attenzioni e di quanto sia una facile preda da parte di tutti
R2: Si voglio dire, non lo capisco. Ogni tanto può succedere che tu non abbia il pieno controllo del tuo fisico: ha avuto dei crampi e tutto il palazzo lo ha fischiato. Le persone lo criticano e ogni tanto si perde il controllo su queste cose. Ma lui è bravo a utilizzare questre critiche come motivazioni extra. Non ci preoccupiamo di questo, siamo solo concentrati sulla prossima partita.

D3: Tu come ti prepari alla prossima partita? Ti focalizzi suoi tuoi errori? Ray Allen ha detto che avete lasciato andare la corda negli ultimi minuti
R3: Si, è vero. Avevamo il controllo, eravamo in una situazione ideale, sopratutto in trasferta. Abbiamo perso qualche pallone di troppo, abbiamo sbagliato in difesa concedendo troppi lay up a Timmy e Thiago, non abbiamo difeso molto bene su Manu e nelle situazioni di pick & roll.
Dovremo prestare molta attenzione ai dettagli.

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien