NBA Finals, le pagelle di Gara2!

LeBron James sale in cattedra e Miami vince grazie anche sol solito Bosh diventato cecchino, deludono Leonard e Splitter, Chalmers è deleterio. Qui le pagelle di Gara2!

SPursBAR

Tim Duncan 7,5: Diventa difficile giudicare l’ormai eterno lungo caraibico, perché si è consapevoli di essere sempre di fronte ad un grandissimo del basket d’oltreoceano. Parte con un primo tempo d’antologia, raggiunge Magic Johnson al primo posto per numero di doppie-doppie nei playoff ma nel finale, complice la probabile stanchezza, commette un paio di errorini di troppo, tra cui un inusuale 0/2 ai liberi.

Kawhi Leonard 5: Vive il suo momento di splendore nel terzo periodo ma a differenza di altre volte è poco presente a rimbalzo e fa una fatica bestiale a contenere James. Popovich lo rischia con quattro falli mandandolo su un King inarrestabile ma perde di netto la battaglia.

Tiago Splitter 5,5: Muove la palla per Duncan in modo perfetto, prova anche un coast-to-coast in transizione con risultati modesti e in generale offre una prova peggiore in entrambe le fasi del gioco rispetto a gara-1 dove aveva salvato gli Spurs in più frangenti.

Tony Parker 7: Abbassa i ritmi di gioco fin dai primi possessi, gestisce sempre al meglio i tempi della macchina di Popovich, alternando una perfetta circolazione di palla ad alcune accelerate che tagliano in due la difesa di coach Spoelstra che nel finale però si prende la rivincita, limitandolo nel modo migliore.

Danny Green 5: Limitato dai falli, mette il primo cesto del match dopo aver faticato tantissimo a trovare la retina nella prima uscita, ma nella parte centrale sta più seduto che sul parquet. Nel finale scaglia un paio di triple importanti ma non basta per la vittoria e la sufficienza.

Boris Diaw 6,5: Quando duetta con Parker fa vedere le cose migliori. In area sgomita si fa spesso trovare un passo avanti alla difesa di Miami, come dimostrano i 10 rimbalzi. Le sue doti di passatore le conosciamo e sarà una certezza per Popovich anche a Miami.

Manuel Ginobili 6,5: Da fuoriclasse entra nel match con quei 4 punti filati nel 2 quarto. Porta dalla panchina un’energia incredibile e riprende Miami ogni volta che tentava di prendere il largo. Chiude con 19 punti ma come successo anche ad altri suoi compagni, nel quarto periodo le percentuali calano.

Patty Mills 6,5 La squadra di Popovich costruisce tiri ad alta qualità, a lui spetta il compito di metterne il più possibile, e spesso ci riesce.

Marco Belinelli 5: Gara poco brillante. Entra aggressivo ma si perde col passare dei minuti con tiri sul ferro e un paio di palle perse. Un passo indietro rispetto all’esordio nelle Finals; cerca il riscatto in Florida.
Matt Bonner sv Scampoli di partita per qualche difesa e basta.

Gregg Popovich 6: Dopo le 23 palle perse di gara-1 l’ordine è quello di rallentare il ritmo e ragionare di più con la palla in mano, attaccando la difesa di Miami per poi sfruttare i tiratori sul perimetro o la presenza di Duncan. In fondo il piano è stato eseguito bene, peccato per il fattore James dall’altra parte.

Heat-Bar

Rashard Lewis 7: Uno dei veri fattori per Miami, prima contro Indiana, adesso contro San Antonio. 14 punti con 3/7 da tre, ed un problema in più da risolvere per la difesa Spurs che non sempre arriva coi lunghi a chiudere sulle ali tiratrici. Grattacapo non da poco per Pop.

LeBron James 9: Fin dall’inizio ha voglia di rivincita ma si sblocca solo dopo 6’ con una schiacciata prepotente in mezzo a Duncan e Leonard. Lo sguardo si fa via via sempre più scuro, competitivo, di sfida vera contro tutto e tutti. Gioca un terzo quarto spaziale entrando in modalità “Black Mamba”, quel parziale di 8-0 in 51” del è roba che fa saltare per aria ogni appassionato di basket sul divano (a meno che uno non sia tifoso Spurs) e lo stato di grazia continua fino alla sirena finale quando il tabellino dice 35 punti (14/22 al tiro) e 10 rimbalzi.

Chris Bosh 7,5: Quanta fiducia che ha preso nei suoi mezzi nel giro di dodici mesi l’ex Raptors. Tira meno da fuori area rispetto ad altri match (1/2) ma quando conta mette la bomba che praticamente condanna San Antonio. In area da intensità, difende molto bene su Splitter, e in attacco ne mette 18, a dimostrazione che tra i Three Kings merita di starci con piena approvazione.

Mario Chalmers 4: Archiviata la disastrosa gara-1, ha la brillante idea di farsi dare un flagrant 1 dopo una gomitata a Parker. Tutto sommato con 5 punti, 3 rimbalzi e 4 assist produce anche qualcosa di buono, anche se ancora non ha mai cambiato marcia in questi Playoffs.

Dwyane Wade 5: Non esiste per 12’ in entrambe le fasi del gioco, poi decide che la storia non può continuare così e dopo lo show-time di James prova a prendersi la scena, ma il risultato sono più palloni scagliati sul ferro che altro. Ma è D-Wade e c’è da mettere la mano su fuoco che in casa si vedrà ben altro spirito.

Chris Andersen 6,5: Resta tanto a battagliare nel pitturato contro Duncan e Splitter e ne esce a testa altissima, conquistando 9 rimbalzi e mettendo a segno il suo unico cesto al termine di una grande azione in un finale dove due punti contavano troppo. Birdman c’è!

Norris Cole 5: Se il contributo nella prima uscita in Texas era stato tutto sommato accettabile, quello di ieri notte non lo è stato affatto. Ha dimostrato di avere punti nelle mani quando vuole, e alla Triple A Arena la retina deve tornare a muoversi.

Ray Allen 7: Altra grande partita da parte di “He Got Game”, ormai capace di gestire il suo corpo e le sue energie nel miglior modo possibile. Dall’arco non è infallibile come sempre (1/3) ma sopperisce a ciò avventurandosi in un paio di zingarate in area come ai vecchi tempi, trovando la retina.

James Jones 5,5: Spo prova ad allungare le sue rotazioni, ma ottiene poco anche da lui.

Udonis Haslem SV: Ormai fuori dalle rotazioni, resta in campo solo pochi secondi.

Erik Spoelstra 6,5: Tolti James e Bosh, l’attacco di Miami non funziona proprio alla perfezione. La difesa invece contiene abbastanza bene sui pick ‘n roll Spurs, soprattutto nel finale, e con una mano da parte del suo asso torna in Florida con la serie in parità.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S

  • Ex-raptors

    solo una cosa, Bosh finalmente sta tornando a giocare attaccando il canestro, come faceva ai raptors, senza fare la guardia tiratrice delle mie palle.