NBA Finals Gara4, analisi pre-partita!

Miami è chiamata di nuovo a rispondere a San Antonio ma questa volta c’è in palio il match-piiunt per i texani, riusciranno quest’ultimi a replicare la super gara3?

Tattica1Il primo tempo da 71 punti da parte dei San Antonio spurs, racchiude tutto quello che in gara 2 non ha funzionato, ne in difesa ne in attacco, e quello che Popovich ha detto in conferenza stampa, ovvero di muovere la palla. Il coach di origini serbe, ha fin da subito giocato a carte scoperte, schierando in quintetto Boris Diaw, perché lui sa muovere bene la palla, ma soprattutto ha una facilità di gioco impressionante. Inoltre abbiamo potuto constatare che Splitter e Duncan non hanno più messo piede sul parquet insieme, segno che i due lunghi, seppur fisici e tecnici, insieme possono essere un limite nella circolazione di palle. I Miami Heat sono stati travolti da tutto questo, e difensivamente non hanno saputo trovare un singolo rimedio. La responsabilità soprattutto di Miami, sono qualche palla persa di troppo, con le quali Green e Leonard e hanno approfittato per volare al ferro in campo aperto. L’area in qualche occasione era sguarnita, ma per il resto, i San Antonio Spurs si sono messi in ritmo da soli, e quando prendono fuoco sono impossibili da fermare

Cosa non ha funzionato in casa Spurs?

Per i Texani in partita presso che perfetta, c’è da rimproverarsi qualcosa nel terzo quarto, perché nonostante giocassero fuori casa, sul campo mai inviolato dei campioni in carica, con un primo tempo del genere dovrebbe essere morta e sepolta. Invece il loro attacco ha iniziato a ristagnare come in gara 2, e i Miami Heat sono rientrati prepotentemente in gara e se non fosse stato per la bomba di Marco Belinelli spacca gambe, non so come sarebbe finita. Questo l’unico appunto e non è poco, perché poi i Miami Heat se avessero rimontato, sarebbe stato complicato rialzarsi da una rimonta del genere.

Cosa non ha funzionato in casa Heat?

Dopo averlo citato nel post gara 2, lo cito di nuovo, Mario Chalmers è un limite per la squadra di Spoelstra. Da tre non l’ha messa mai anche con metri di spazio, ed ha mostrato di essere fuori controllo nella rimonta Heat, andando a commettere altri due falli in attacco. Dopo essere partiti nelle prime due azioni difensive, molto aggressivi, si sono lasciati completamente fare a fette dal’attacco Spurs, quasi come se fossero colpiti emotivamente, in una finale sono mancati di esperienza. Offensivamente, non hanno neanche giocato male, costruendo ottimi tiri per i tiratori, ma il più delle volte, la forza che gli ha contraddistinti in casa, è stata quella che li ha fatti sprofondare, perché Allen in particolar modo, ha fallito tiri non da lui. Infine Lebron James, dopo un primo quarto come al solito sublime, con 14 punti, si è spento nei momenti finali, andando a perdere qualche pallone di troppo, anche grazie alla super difesa di Leonard, da lui comunque in ogni caso ci si aspetta ben altro.

Cosa ha funzionato in casa Spurs?

Il quintetto con Boris Diaw da 4, da enormi problemi ai Miami Heat sia difensivi che offensivi. In difesa permette di cambiare con Lebron James sui blocchi, per Boris, come dimostrato nella gara 6 dello scorso anno, può marcare Lebron per qualche possesso, e offensivamente, perché sa giocare talmente bene a pallacanestro, che la palla si muove che è un piacere. Il supportino cast dei Big Three in maglia nero-argento ha funzionato una meraviglia, a passare da un grande come Patty Mills, a far rifiatare Parker nei momenti decisivi, alla tripla pesantissima nel momento di maggior difficoltà del nostro Marco Belinelli, a Danny Green, che non è più un giocatore monodimensionale, aggiungendo grande diesa e grandi penetrazioni. Per ultimo e penso più importante, ha funzionato la difesa su Lebron James, Kawhi Leonard come già scritto ovunque è stato determinante, su ambo i lati del campo, ma finalmente è arrivata la difesa che tutti abbiamo saputo ammirare da lui.

Cosa ha funzionato in casa Heat?

Dopo un primo tempo inquietante, con un linguaggio del corpo che non faceva presagire nulla di buono, Dwayne Wade, sembra essersi iscritto alla serie finale, facendo delle giocate alla Flash, una palla rubata a Duncan e i tagli offensivi che tutti conosciamo. Wade non può mancare a Miami, perché oltre a Lebron è l’unico che davvero può far saltare il banco. Un’altra grande sorpresa per gli Heat è la serie finale di Rashard Lewis, che la sta mettendo da tre punti come ai vecchi tempi di Orlando, ma si sta facendo trovare sempre pronto non solo dall’arco, Lebron si fida di lui, e questo dice tutto. Dopo un primo tempo che avrebbe ammazzato chiunque, anche un toro, loro sono rientrati dagli spogliatoi, con una cattiveria e una grinta non da tutti, riaprendo una partita impossibile da riaprire, questo dimostra la loro voglia di combattere e lascia ben presagire per le prossime gare, perché prima di cedere lo scettro, i San Antonio Spurs dovranno ancora farne di strada.

Adesso gara 4 e la pressione è tutta dalla parte dei Miami Heat sono con le spalle al muro e tutti si aspettano una risposta da loro.

Cosa mi aspetto che succeda in Gara4?

Coach Spoelstra proverà a cambiare qualcosa nel quintetto base, secondo me, proverà fin da subito il buon Norris Cole, che ha dato risposte positive in gara 3. In campo i suoi Miami Heat dovranno essere aggressivi sia in difesa che in attacco. L’energia difensiva sarà un fattore, se avranno abbastanza grinta da andare a raddoppiare i giocatori Spurs in più di un’occasione, cercando di sporcare le linee di passaggio, sicuramente potranno inceppare i loro meccanismi. Per Pop, il quale continuerà sulla strada intrapresa due giorni fa, dovrà tenere alta la tensione, cercando di far si, che i Miami Heat magari scappino in un primo momento, perché entreranno con un altro spirito rispetto a gara 3. San Antonio deve dimostrare di essere grande, se vuole l’anello, fin da stanotte deve dimostrare di meritarlo, non aspettando che si ritorni in Texas in situazione di parità, perché può essere molto pericoloso. Sappiamo inoltre che gli Heat dopo la finale del 2011, non hanno mai perso due partite in casa di fila.

Nico P

Nico P

Appassionato di ogni tipo di sport, con il basket a svettare nella sua classifica, tifo Lakers e Broncos con la preferenza sempre verso la squadra più debole. Nickname: Nico P