NBA Finals, le pagelle di Gara5!

Per la terza volta consecutiva tutti gli Spurs campioni NBA 2014 promossi a pieni voti, e per la terza volta solo LeBron James emerge tra i deludenti Heat, qui le pagelle!

SPursBAR

Tim Duncan 8: Si prende 12’ di riposo per poi tornare a comandare la nave come il migliore dei capitani di lungo corso. Vederlo a 38 anni ancora con il trofeo ancora tra le mani ha un sapore particolare per i molti che hanno iniziato a seguire la pallacanestro d’oltreoceano quando il caraibico era la spalla di Robinson. Immortale.

Kawhi Leonard 9: Altra doppia-doppia glaciale. Da questa sera anche lui brinda con gli dei del basket. Siamo davanti ad un futuro campionissimo? Tutte le strade sembrano portare alla risposta affermativa. Suo il primo vantaggio Spurs in Gara-5, da quel momento inizia la festa.

Tiago Splitter 6,5: Non sarà talentuoso come altri giocatori in maglia nero-argento però quasi mai sfigura nei minuti in cui viene impiegato. Vedi la stoppatona al fantasma di Wade.

Tony Parker 5,5: Prima parte di match in cui trova solo il ferro. Anzi, col ferro ci litiga per parecchio tempo. Ma alla fine 16 punticini li riesce a mettere insieme per tenere lontano Miami.

Danny Green 4,5: Partitaccia da 0/5 dal campo che conferma i molti alti e bassi del buon Danny. Per sua fortuna, l’assenza è stata sopperita alla grande, vedi Mills.

Boris Diaw 7: Ovviamente Capitan Babac era in campo quando la gara ha cambiato faccia e padroni durante il secondo periodo. Che domande! Non benissimo al tiro, ma che presenza nel pitturato, e quelle mani educate riescono a fare sempre la cosa migliore.

Manuel Ginobili 8: Come ha fatto vedere in tutta le serie, soprattutto all’AT&T Center, dona flussi di energia come nessun altro. E quella schiacciata su Bosh a difesa schierata seguita dalla tripla siderale? E la bomba del +21 che manda Miami ko? Inchiniamoci tutti davanti al genio di Bahia Blanca.

Patty Mills 8,5: Sul parquet non ha mai steccato in cinque uscite. Mai. Gregario indispensabile per una panchina che ha sempre saputo fare la differenza. Posseduto.

Matt Bonner 6: Entra con la solita faccia spaesata ma dispensa un paio di assist sapienti.

Marco Belinelli 6,5: Quando Pop l’ha chiamato in causa, è riuscito sempre a dare il suo contributo. E con la conquista dell’anello, anche il suo nome è scolpito nella storia.

Baynes, Ayres, Joseph: SV

Gregg Popovich 9: La sapienza e l’onnipotenza. La rivincita perfetta. Dopo i due blitz a Miami, i suoi Spurs non partono proprio al meglio, contratti per la naturale tensione. Lui rimane tranquillo, ripone totale fiducia nei suoi alfieri che non a caso col passare dei minuti salgono di tono e tornano a spadroneggiare come solo loro sanno fare nei 28 metri di parquet. Il binomio inossidabile con Tim Duncan continuerà? Chi ama questo sport spera che non finisca mai…

Heat-Bar

Rashard Lewis 5: Fattore positivo fin dalla serie con Indiana, inspiegabilmente sparito nelle ultime due uscite.

LeBron James 7: Da vero guerriero, esce sconfitto ma a testa altissima. Per i primi 24’ in campo c’è solo James ed il suo orgoglio ferito. Peccato che lui vada come una Ferrari mentre i suoi compagni arrancano al ritmo di una Fat Duna. Che questa mancanza di spirito di rivalsa lo spinga a cambiare aria? Inizia un’estate caldina a South Beach…

Chris Bosh 4,5: Da tre aveva vinto Gara-2, da tre ha tirato 0/5 ieri notte. Travolto dalla rumba texana, dimostra ancora una volta che la continuità non è proprio nelle sue corde.

Mario Chalmers 4,5: Prova ad attaccare, visto che ha tante cose da rasi perdoneare. Ma la difesa Spurs con lui scherza. La panchina della gara da dentro/fuori fa capire la sua presenza in queste Finals, vale a dire nulla.

Dwyane Wade 3: Tanta, troppa tristezza. Non ci sono altre parole. A Miami è mancato enormemente il suo apporto, saremo mica già in piena parabola discendente? Visto che non c’è mai stato un sussulto, la domanda sorge spontanea.

Chris Andersen 5: Il suo apice probabilmente lo aveva raggiunto la scorsa stagione. E’ un lottatore eccezionale ma quante ne ha prese sottocanestro…e troppo spesso non ha inciso in termini di punti.

Norris Cole 4: Come già evidenziato nei precedenti round, il fantasma di Chalmers lo perseguita e ne affievolisce ogni centimetro, quando invece solo 12 mesi fa aveva dimostrato attributi da vendere.

Ray Allen 4,5: Partito in quintetto, ha la mano gelida dopo una serie in cui aveva frustato spesso gli Spurs.

Shane Battier 4: Dieci minuti di nulla totale.

Udonis Haslem 5: Ha fatto la storia degli Heat, ma nella serie ha faticato sempre troppo.

Michael Beasley 5,5: Ultima arma della disperazione. Ormai inutile.

Jones, Douglas: SV

Erik Spoelstra 4,5: Con le spalle al muro, i suoi partono forte come avrebbero dovuto fare magari in casa. Poi la tempesta perfetta texana riparte a tutta forza e rimane nuovamente imbrigliato nella rete. Rotazioni caotiche e soprattutto almeno 15 punti di distanza nelle quattro sconfitte subite, segno che di benzina nel motore ce n’era davvero poca.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S