San Antonio Spurs 2013/14: La Grande Bellezza!

Il nostro Jack Sendoh torna in azione lodando la grandissima stagione degli Spurs culminata col 5° titolo della loro storia, vittoria arrivata nel giorno del papà.

NBA: Finals-Miami Heat at San Antonio Spurs15 giugno 2014.
É la festa del papà in tutto il mondo.
É una festa ancora più grande in quel di San Antonio.
Gli Spurs, dei vecchi big-3, sono campioni NBA per la quinta volta.
Come l’anno scorso, le finals sono le stesse: Di fronte ci sono i Miami Heat del giocatore più forte di questa era (non me ne vogliano i tifosi di Kobe, lui lo é stato della sua).
Credo che nel basket, come in ogni sport ci siano diversi modi di vincere:

• Con il talento, con la difesa, con il gioco individuale; puoi vincere quando hai alte scelte al draft, quando chiami altri giocatori per giocare insieme, quando hai l’allenatore più forte e il giocatore più forte, quando hai fortuna. Non importa come.
Se vinci, hai ragione.

• Poi ci sono i San Antonio Spurs. Loro vincono perché giocano bene. Giocano bene, perché sono consapevoli dei loro mezzi.
E hanno sempre ragione; l’equazione è quantomai semplice: Quando non hai alte scelte al draft, quando hai avuto una sola prima scelta negli ultimi 20 anni, l’unico modo che hai per vincere è creare un sistema di gioco che gli avversari non riescano a controllare, sul quale sia difficilissimo difendere.
L’essenza del basket è negli schemi di questa squadra, gli speroni hanno vinto 5 titoli in 15 anni.
Vuol dire un titolo ogni 3 anni e questo li rende sicuramente la squadra più continua di questo periodo.

Perché riescono a vincere così? Perché riescono ad essere sempre ai Playoff? Sempre in alto, pur non avendo mai grosse scelte al draft? Senza grandi nomi presi tramite free-agency?

2014 NBA Finals - Game FiveCerto, avere uno che si chiama Tim di nome e Duncan di cognome, diciamo che può aiutare. Avere il miglior argentino di sempre all’anagrafe Manu Ginobili che ti esce dalla panchina e DISEGNA basket, può essere anche meglio. Avere un francese di 183 cm scarsi ex marito di una casalinga disperata sfornare 8/9 assist a partita, non deve essere male.

Ma prima o poi costoro si ritireranno.

Eppure sono convinto che il gioco di questa squadra rimarrà pressoché invariato.
È il merito di questo va al signore che siede in panchina da una ventina d’anni.
Nato a Chicago una sessantina di anni fa da genitori di origini Serbe. Un uomo duro, un uomo forte.
Se fosse nato in un altra epoca sarebbe sicuramente stato il Re di Sparta. Indubbiamente, il miglior allenatore della NBA degli ultimi 10 anni e, a mio modo di vedere, il migliore di sempre.

Il signore risponde al nome di Gregg Popovich

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Un cane da guardia idrofobo a digiuno da settimane potrebbe sembrarvi più gentile e dolce di lui. Un uomo che sul +20 per la sua squadra è capace di farsi espellere per tenere alta la tensione.
Un uomo capace di insegnare il basket ai suoi giocatori, di tirare fuori il meglio da loro stessi.
Io non ho lebron James, non ho Kevin Durant, non ho Jordan o Kobe, ma vinco lo stesso” sembra dire il suo sguardo a fine partita, ma in realtà sta pensando “si ok abbiamo vinto, ma da domani alle 8:15 ci si allena sugli scivolamenti difensivi perché gli ultimi 34 secondi non mi sono piaciuti tanto”
Non sto scherzando, lui lo pensa davvero.
È questo, secondo me, a renderlo grande ed è questo ,secondo me a rendere grandi di riflesso i San Antonio Spurs.

Queste finals erano la battaglia tra il talento e il lavoro, tra l’atletismo è l’intelligenza tattica;
Da una parte i Miami Heat, desiderosi di entrare nella storia con un Three-Peat. Dall’altra gli speroni, desiderosi di riscatto dopo le finals perse all’ultimo tiro l’anno scorso. Erano all’ultima chiamata.

Nel 2003 l’Ammiraglio David Robinson, l’uomo più intelligente ad aver mai vinto il titolo di MVP, vinse il suo ultimo anello, all’ultima partita nel giorno della festa del papà, grazie a Tim Duncan.

11 anni dopo, nel giorno della festa del papà, Tim Duncan vince il suo 5° anello, grazie a Tim Duncan. Grazie ai suoi compagni. Grazie a Gregg Popovich.

Questa vittoria è un po di tutti. Ha vinto Pop, ha vinto Kawhi ( che non è l MVP più giovane delle finals, solo perché un certo Magic ha deciso che voleva vincerlo lui a 20 anni) ,ha vinto l’Italia con il Beli, un giocatore sicuramente con dei limiti tecnici, ma con due “marones” grandi come una stalla texana. Ha vinto Tony, ha vinto il mio sosia Ginobili, ha vinto Boris ( che ha il nome russo ma è francese).
Ha vinto il bel gioco.
Ha vinto il basket, e di questo, Il signor Naismith, sarà orgoglioso

I San Antonio Spurs sono campioni NBA per la quinta volta.
Sperando che non sia l’ultima.

P.S
In questa favola c’è anche lui, partito come ultima ruota del carro a Golden State alla corte di Don Nelson, finito a Toronto, passato dalle magiche mani di Chris Paul a New Orleans a quelle di Tom Thibodeau a Chicago…e adesso sul tetto del mondo

GRAZIE MARCO!

  • Speroni

    Non c’entra un cazzo con l’articolo ma lasciatemelo dire: basta con la grande bellezza e con quella cazzo di canzone di merda in primis!
    Sorrentino è un gran regista,e i suoi primi 3 film in particolare (L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore e L’amico di famiglia) li ho trovati tutti molto belli.
    Ma la Grande Bellezza è di gran lunga il peggiore, solo che ha vinto l’Oscar perchè è fatto proprio per questo, per arrufianarsi gli americani e vincere la statuetta, per dare l’immagine dell’Italia che piace agli americani ovvero Roma, l’arte, le feste, il magna magna, non facciamo un cazzo ma siamo poetici ed intelllettuali, o meglio poetica banale e pseudo intelletualismo dilaganti che tanto vanno di moda e buttati cosi alla cazzo di cane che tanto gli americani e pure tanti italiani pseudointellettuali ci cascano (del genere quelli che leggono Fabio Volo – roba che Dostoevskij ,per dirne uno ,vomita nella tomba – o postano frasi a capocchia di Baudelaire, Coelho, ascoltano Allevi etc etc..). In sostanza molto bello nella fotografia e impacchettato alla grande, ma vuoto, fine a sè stesso, ridondante, ampolloso, prolisso insomma non lo sopporto…fine dello sfogo scusate non c’entrava una sega ma lo volevo dire perchè m’è venuto cosi…
    P.S. gli Spurs sono la grande concretezza, senza fronzoli.

  • Kobe24

    Bellissimo articolo,te ne vorrò per l’era di James,scherzo ovviamente xD Aggiungerei solo la legacy di Tim,l’unico giocatore a vincere in 3 decadi diverse,preferisco Kobe a Lebron,ma forse c’è qualcuno migliore di entrambi.

  • Stiv#6

    Complimenti, l’articolo mi è piaciuto. Onore ai vincitori.

  • low profile

    concordo, bell’articolo e per rimanere in tema con la bellezza degli spurs ri-linko quel video di qualche settimana fa che è stato di buon auspicio!
    http://www.youtube.com/watch?v=aPaH44ISY20

  • matteomidnight

    LP grazie per aver ripostato il video, davvero eccezionale.
    Sono anni che leggo il blog con relativi commenti ma quel link devo essermelo perso.
    Certo che, ripensando ai primi anni di Duncan e soci, fa strano ripensare a come giocavano nella prima parte dello scorso decennio rispetto a come giocano adesso.
    Mi piacevano anche prima, al di là degli anelli vinti, ma adesso sono un vero spettacolo.

  • low profile

    Matteo

    Beh aldilà degli uomini cardine che sono sempre quelli c’è ancora un legame tra i vecchi spurs e questi nuovi spurs: il gioco di squadra prima di tutto. Poi passano gli anni e i punti di forza cambiano, se hai TD e l’ammiraglio è chiaro che farai della difesa, del ritmo lento e del gioco in post il tuo punto di forza ma le ginocchia del caraibico sono anni che vanno per conto loro e avendo oggi un roster di 10 uomini nessuno dominate ma ognuno capace di svolgere al meglio il compito assegnato la cosa migliore da fare è far girare la palla come un flipper, molto più difficile da eseguire ma chiaramente molto più piacevole da guardare, detto ciò a me il gioco lento o veloce che sia è sempre piaciuto, perchè è sempre stata una squadra di “giochi” studiati e non alleyoop/iso/heroball/tiro la prima cosa che mi passa tra le mani

  • Lemmy

    Grazie Tim, grazie Manu, grazie Tony, grazie Boris, grazie Tiagone, grazie Patty, grazie Kawhi, grazie Verde, grazie a tutti…ma soprattutto grazie a GREGG POPOVICH: MAESTRO.

  • hanamichi sakuagi

    bellissimo articolo sendoh, complimenti.