College che ti succede?

Il mondo del college sta perdendo sempre più peso nel mondo sportivo, molti atleti vogliono essere pagati per giocare, nel basket alcuni hanno firmato da professionisti.

NCAA-FlamesOrmai è sotto l’occhio di tutti, il mondo del college basketball ha bisogno di cambiamenti, cambiamenti urgenti e necessari per restare a quel livello mediatico e sportivo che è stato guadagnato durante gli anni. Le Università hanno introiti di centinaia di milioni di dollari e per le più gradi e prestigiose si parla di bilanci che potrebbero far invidia ad una piccola nazione. La stragrande maggioranza di questi incassi avviene attraverso donazioni e finanziamenti da ex alunni benefattori che sono rimasti legati alla loro alma mater e offrono borse di studio nei diversi campi accademici. Per quanto riguarda lo sport, oltre a questi “soci” entrano in campo i colossi dell’abbigliamento sportivo come NIKE, Reebok, Adidas e negli ultimi anni si stanno facendo strada la Under Armour e il brand Jordan. Queste focalizzano le loro attenzioni sullo sport e vogliono che le loro maglie siano vestite dai migliori atleti in circolazione.

Fin qui possiamo dire che è tutto nella norma, il problema sorge quando si tratta di diritti degli atleti/studenti/giocatori, chiamateli come meglio credete, che sono coloro che fruttano altri milioni di dollari in diritti televisivi con le loro gesta sportive. Coloro non percepiscono alcun introito dai loro sforzi, hanno una borsa di studio da decine di migliaia di dollari che non è poco, ma ci sono studenti che hanno avuto la fortuna di studiare ma non quella di un lavoro sicuro nello sport. Alla fine solo una piccola percentuale di studenti/atleti può stare tranquillo durante il suo periodo al college, ma anche questi vogliono quello che gli spetta, o almeno una parte di tutto quello che loro portano alle università come visibilità nazionale e non solo, giustamente giocare al college piuttosto che tra i professionisti comporta un costo in mancati introiti per l’atleta che potrebbe non venir nemmeno risarcito in caso di un grave infortunio che ne limiti la carriera futura.

La telenovela è durata tutta l’estate e dopo un tira e molla fra NCAA, studenti e avvocati si è giunti alla conclusione storica che gli studenti/atleti potranno avere uno stipendio annuo di minimo 5’000 $.
Molti studenti atleti in questo periodo stipulano delle assicurazioni che in caso d’infortunio permanente garantiscono in ogni modo un minimo d’ammortizzatore dall’uscita dal professionismo.

photoNon si tratta però solo di futuro, ci sono giocatori che pensano al loro presente, quest’anno Emmanuel Mudiay ha scelto di lasciare Southern Methodist per accasarsi nel campionato cinese per la cifra di 1,2 milioni di dollari facendo di nuovo scattare l’allarme del mondo collegiale, una prima avvisaglia c’era già stata nel 2008 quando Brandon Jannings decise di passare direttamente dalla High School al professionismo venendo in Italia a vestire la maglia della Lottomatica Roma. In quel caso fu un boomerang visto le prestazioni non all’alteza del giocatore, ma in cina con squadre nettamente inferiori, una visibilità mediatica nettamente superiore le cifre che farà segnare Mudiay potrebbero avere tutt’altro peso rispetto a quelle di Jennings, sia in prospettiva prettamente economica per il giocatore sia dal punto di vista sportivo.

Tornando alla questione di dare soldi ai giocatori del college possiamo dire che non è solo questione di stipendio o meno, si tratta anche di gestione dei diritti d’immagine; molti giochi trattanti di college basketball hanno subito un brusco stop negli anni addietro proprio per questo motivo di fronte alla domanda:” A chi vanno i soldi del MIO nome sulla TUA maglietta sulla TUO videogioco?”.

E’ evidente che ci siano due parti favorite e una controparte sfavorita, quella dei giocatori/studenti/atleti. Forse non si giungerà mai ad una conclusione chiara e definitiva visto le cifre e la mole di persone in ballo, una cosa però è certa, servono cambiamenti, altrimenti di questo mondo resteranno solo i ricordi che purtroppo non hanno prezzo, nel bene e nel male.

S.Bei

S.Bei

Sono di Rieti e ho una passione viscerale per il college basketball. Il mio giocatore preferito è Doug McDermott, non seguo particolarmente le vicende dei top team ma mi piace scovare giocatori promettenti nelle cosidette Mid-Major perchè a trovare il fenomeno a Kentucky, Duke o Louisville sono capaci tutti…il bello è trovarli dove non guarda nessuno! Nickname: Ste

  • hanamichi sakuragi

    complimenti per l’articolo, non seguo l’ncaa, ma l’articolo mi ha spiegato cose ovvie a cui non avevo mai pensato