Philadelphia, “The Palestra” e il Big 5

Philadelphia, la città forse più europea d’america è forse il posto dove sacro e profano giungono alla loro massima espressione. The Palestra e il Big 5, due storie d’altri tempi.
The PalestraLa Mecca del College Basketball, “The Palestra” è più di un semplice campo da gioco, è Il Campo da gioco, costruito nel 1927 per dare un palazzo alla città di Philadelphia è il palazzetto dello sporto più antico ed ancora in funzione negli stati uniti. Ha ospitato più partite di ogni altra arena americana e sul suo parquet hanno giocato alcuni dei più grandi giocatori ed allenatori della storia del basket.

A poche centinaia di metri dal centro cittadino, nel mezzo del campus della Università della Pennsylvania si viene catapultato indietro quasi di 90 anni, una maestoso edifico in mattoni e accia si trova davanti ai visitatori, vicino ci sono i campi da football ma il fulcro di tutto è quel palazzo. Palazzo che durante gli anni è diventato un pezzo di storia non solo per l’università, non solo per la città, ma per gli interi Stati Uniti della palla a spicchi, un posto quasi da venerare. Il campo dove si sono giocate più partite nella storia della NCAA e del torneo finale.
Quando si parla di Cattedrale si pensa ad un posto sacro, un luogo di culto e devozione, la storia di questo palazzo lo rende speciale e chi ha avuto la fortuna di entrarvi assicura che all’interno è come se si sentissero le voci delle migliaia di giocatori che hanno scritto la storia di questa incredibile costruzione.

palestraNel 1926 l’idea di costruire un palazzo per il basket che potesse ospitare 10’000 persone sembrava una cosa folle visto che il basket era nato da poco piu di 30 anni e il football e il baseball raccoglievano la maggior parte dell’interesse del grande pubblico con notevoli ritardi in termini di visibilità e di ritorno economico non proprio assicurato, ma visto l’avvicinarsi della
Eppure, nonostante le poca fiducia, i progettisti e costruttori della Palestra riuscirono a mettere tutti quei posti in un modo totalmente nuovo ed innovativo per l’epoca, ognuno dei 10’000 posti a sedere era posizionato in modo da far godere allo spettatore una vista ottima sul campo sia che fosse il prima fila o in alto vicino al tetto, una copertura a volta che avrebbe fatto riecheggiare qualsiasi suono o rumore per una acustica che ancora oggi molti palazzetti in tutto il mondo cercano di imitare.

Il 1° Gennaio del 1927 Penn sconfisse Yale nella partita inaugurale con il punteggio di 26-15 e sugli spalti c’era il tutto esaurito, 10’000 persone, numero che stabili il record di spettatore per una partita di basket nella parte est degli stati uniti. Il nome “Palestra” apparso sui manifesti promozionali dell’evento viene da un idea del professore di studi greci, il Dr William N.Bates. Il dottor Bates prese ispirazione dalla parola greca “gymnasia” il posto dove i giovani greci avrebbero dovuto sviluppare le loro capacita fisiche e atletiche per poi mostrarle al pubblico in edificio vicino chiamato Palestra.
Oggi camminando per la 33° strada si può riconoscere la Hutchinson Gym (la gymnasia) proprio vicino al palazzo principale “Palestra”.
Nel 1954 quando il basket era già conosciuto in tutti gli stati uniti, l’università della Pennsylvania ha proposto alle altre università della zona di Philadelphia (Temple University, Villanova University, LaSalle College e Saint Joseph College) di pianificare ed organizzare degli incontri da disputare in città. Penn propose subito di utilizzare il suo nuovo palazzo “The Palestra” per ospitare tutte le partite fra i 5 college per molteplici motivi come risparmiare sui costi di pubblicità e avere un maggior utilizzo e ritorno economico dalla struttura appena restaurata ed ampliata; cosi facendo si riuscì a far stare migliaia di tifosi di tutte le età, bianchi, neri uomini e donne provenienti da tutta la città alla Palestra ogni Mercoledì, Venerdì e Sabato sera e questo fece del palazzo anche un punto di incontro, un luogo in cui persone di diversa estrazione sociale potevano stare a contatto guardando una partita di basket.

Philadelphia_Big_5_logo_(2013)Nel Novembre dello stesso anno il presidente Harnwell della Penn University annuncio formalmente la ratifica dell’accordo fra le 5 università sulla cooperazione nelle partita di basket. Il programma originalmente doveva avere una durata quinquennale a partire dalla stagione 1955-1956 con il nome di “Palestra Programm” e “Big 5 Programm”. I direttori sportivi di tutte le scuole siedono a turno alla presidenza nelle riunioni intercollegiali riuscendo ad avere un enorme successo sotto tutti i punti di vista, da quello sportivo a quello economico con la vendita dei diritti Tv e dei biglietti senza dimenticare la promozione delle sporto della pallacanestro ancora a livelli quasi sperimentali. Nel 1960 alla scadenza del primo accordo le 5 università hanno deciso di continuare il programma prorogandolo per altri 5 anni. Dal 1979 il programma ha cambiato nome in “Philadelphia Big 5” e ha adottato un nuovo logo.

A partire dalla metà degli anni ’60 la popolarità della Palestra aveva varcato i confini nazionali e molte superstar volevano andare a giocare nel già famoso palazzo. Wilt Chamberlain, Julius Erving, Oscar Robertson, Jerry West e molti altri cercarono in tutti i modi di mettere piede nel campo della UPenn per poter dire anche loro di esserci stati. Nel 1968 l’impianto ospitò l’International Basketball Cup, manifestazione alla quale parteciparono Real Madrid, Milano, Botafogo e Akron Wingfoots con questi ultimi che risultarono vincitori sul Real Madrid 105-73.

Negli ultimi anni ’70 e ’80,con l’avvento delle TV nazionali come ESPN, CBS e TNT tutto ciò si trasformo da evento quasi al limite del sacro ad un fenomeno da soldi, marketing e pubblicità. I biglietti verdi erano entrati prepotentemente e senza chiedere permesso nel mondo del college basketball, molte arene dell’epoca pioneristica del basket furono rase al suolo per far posto a nuove ed enormi palazzi in grado di contenere piccole città fino a 20’000 persone. L’esperienza della partita sia per i giocatori che per gli spettatori era cambiata per sempre. Durante il lockout del 2011 ci fu un amichevole con giocatori NBA davanti a oltre 8’500 persone, il punteggio fu un divertente 131-122

Oggi La Palestra è ancora in piedi e funzionante a pieno regime ed è quasi una reliquia della storia del basket un monumento ai tempi gloriosi della pallacanestro a Philadelfia e negli interi stati uniti. All’angolo fra la 33a e Locust si può entrare al primo piano del palazzo museo e si può sentire l’odore permanente delle patatine e degli Hot Dog dei tempi che furono e che resero immortale questo luogo.

Come ogni cosa anche il basket si evolve a va avanti verso nuovi orizzonti, ma ad un certo punto tutti i giocatori, gli allenatore e tifosi ci si accorge che una cosa non cambierà mai, l’amore per la palla a spicchi. Ora La palestra è una delle tante arene dove si gioca ma è come una macchina del tempo in grado di regalare emozioni e di farti ricordare perché sei li, per amore di una palla e di un cesto di pesche senza fondo. Senza fondo come la passione che vive ancora dentro ogni singolo mattone di questo epico palazzo.

S.Bei

S.Bei

Sono di Rieti e ho una passione viscerale per il college basketball. Il mio giocatore preferito è Doug McDermott, non seguo particolarmente le vicende dei top team ma mi piace scovare giocatori promettenti nelle cosidette Mid-Major perchè a trovare il fenomeno a Kentucky, Duke o Louisville sono capaci tutti…il bello è trovarli dove non guarda nessuno!

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  • Il Nichilista

    Philadelphia che città