Team Folder 2014/15: Houston Rockets

Secondo giro in Texas, viaggiamo sulla free way 45 e spostiamoci da Dallas a Houston per parlare dei Rockets, squadra che sembra creata ad arte per stimolare discussione e polemiche.

Rockets

Perchè nel roster dei Texani c’è più di un giocatore che sembra stato costruito solo per farti innervosire, ti chiedi come con quella tecnica o con quel fisico non abbia fatto di più, ed a volte te lo chiedi anche quando lo vedi giocare, poi scopri che effettivamente il problema c’è, da qualche parte ma c’è….d’altra parte problema e Houston nella stessa frase……Così come definire la scorsa stagione dei Rockets? Alti e bassi, sono sembrati, in regular season, l’unica squadra capace di scherzare a ripetizione gli Spurs, poi alla fine con qualche fatica di troppo hanno vinto 54 partite, trovando il quarto posto ad Ovest, e sono stati eliminati dai Blazers al primo turno, fallendo la post season. Per loro la off season è stata avara di soddisfazioni, almeno alla voce free agent, personalmente questo roster a cui mancava qualcosa non si è di certo rinforzato come avrebbe dovuto. A coach Kevin McHale, alla quarta stagione consecutiva sulla panchina di Houston, il compito di riprendere il filo, complicato, del discorso. Adesso sotto con voti ed analisi.

James+Harden+Los+Angeles+Lakers+v+Houston+ckMVn2CJAj-xGUARDIE: non si può non iniziare da James Harden, l’uomo forte della franchigia, colui che ha fatto di tutto per poter diventare uomo-franchigia, scusate la quasi ripetizione, di una squadra NBA, e che adesso deve mantenere quanto promesso. Attaccante indiscutibile, uno dei più belli uno vs uno da vedere, difensore rivedibile, ma la leadership???, già, trovasse anche quella. Poi una delle più belle sorprese della scorsa stagione, Patrick Beverly, che ha reso superflua la presenza di Lin nel roster, che ha arroganza mentale ed atletica da vendere, questo non ha paura di niente. Altra sorpresa, specie negli scorsi playoff, Troy Daniels, tiratore micidiale sempre utile in una squadra come i Rockets. A completare il roster Isaiah Canaan, energia e regia come back up di Beverly e Jason Terry, ormai a fine carriera ma un veterano che sa vincere fa sempre comodo, più il rookie Nick Johnson, sperando che trovi dello spazio.
VOTO: 7 attacco in grande quantità, difesa magari meno ma se trovano ritmo sono pericolosi.

ALI: reparto che si è fortemente indebolito con la perdita di Parsons. Anche perché al suo posto è arrivato, cavallo di ritorno, Trevor Ariza, buon tiratore e discreto difensore reduce da una discreta stagione in maglia Wizards, ma che non ha nella freschezza atletica necessaria una dote attuale, visti i ripetuti infortuni. Quella che invece ha da vendere Terrence Jones, ala forte vera, rimbalzista, difensore e attaccante di notevole livello. Poi troviamo Francisco Garcia, nella NBA solo uno specialista per di più offensivo, Jeff Adrien, che nella lega non ha ancora fatto praticamente niente, Donatas Motiejunas, gran talento ma più tempo a lamentarsi che giocare bene ed è arrivato Kostas Papanikolau, che se trovasse dello spazio per caratteristiche tecniche e fisiche tornerebbe molto utile.
VOTO: 6 malgrado Jones questo reparto è lacunoso e anche fragile fisicamente, se il greco però giocasse…

LUNGHI: posso evitare? No lo so, comunque qui c’è Dwight Howard, ammetto che non riesco ad essere obbiettivo su lui. L’unico che è andato al camp di Hakeem ed è tornato senza aver imparato niente o convinto di sapere già tutto. A livello fisico devastante, anche se un pochino usurato dagli infortuni, a livello tecnico fermo a anni fa. Se solo si decidesse a….sarebbe incontenibile ancora adesso. Con lui Clint Capela, scelta numero 25, bell’atleta ma molto indietro, così sembra, per la NBA. E chissà se troverà spazio Tony Dorsey, fisicone notevole visto all’opera in Europa
VOTO: 6/7 certo con Howard devi comunque andare sopra la sufficienza.

Percentuale playoff: 45% nella lotta che si scatenerà nella Western Conference questi hanno perso delle posizioni e rischiano tremendamente se non trovano la giusta chimica sui due lati del campo.

Arrivederci a domani con i Toronto Raptors

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Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati