Team Folder 2014/15: Miami Heat

Oggi andiamo a casa dei campioni vincitori delle finali di conference ad Est, i Miami Heat che, volenti ma soprattutto dolenti, sono al loro anno zero dell’era post LeBroniana.

Heat

Diciamolo chiaramente, la franchigia della Florida è la grande delusa della NBA dell’anno domini 2014. Dopo aver perso le Finals in una maniera imbarazzante, in cui arrivavano secondo molti da grandi favoriti, pur avendo vinto solo 54 partite, hanno visto LeBron James fare il percorso 95-70-77 verso Cleveland dove ha riportato i suoi talenti. E rimanere vedovi di LeBron non è esattamente una cosa facile da assimilare. Anche perché mai come nella scorsa stagione Miami è sembrata James dipendente. E adesso per forza di cose si deve ripartire da zero, cercando nuovi equilibri, ridando al duo rimasto Wade & Bosh quel ruolo da primo e secondo violino, decidete voi chi e come, che comunque per quattro anni non è stato richiesto. Una certezza è che Coach Eric Spoelstra, dal 2008 sulla panchina Heat, sa come si gioca senza James avendolo dovuto fare all’inizio della sua carriera da head coach. Chiaro che si dovrà vedere un basket più fluido e che tutti i giocatori dovranno alzare, e non di poco per alcuni, il proprio livello di gioco se si vorrà restare ai piani alti, quelli raggiunti nelle ultime quattro stagioni. Personalmente credo che sarà molto complicato farcela, oltretutto, visti alcuni contratti elargiti, non è chiarissimo cosa vorrano fare gli Heat nel prossimo futuro. Ma noi occupiamoci di voti ed analisi.

ox281350194532237133GUARDIE: iniziamo ovviamente da Dwyane Wade, giocatore su cui tecnicamente non c’è niente da dire. Rimane uno dei giocatori più forti della lega, purtroppo per lui e per gli Heat il fisico non lo supporta più come un tempo. Riuscirà a reggere tutte le 82 partite? Ci riuscisse sarebbe la miglior notizia per Miami 2014/15. Con lui Norris Cole, cresciuto tantissimo in questi anni, buon attaccante, dovrà ovviamente prendersi più responsabilità offensive. Poi Mario Chalmers, croce, tantissima, e delizia, molto poca, dei fans della Florida. Si spera che torni quello del 2013 altrimenti saranno dolori. Dal draft è stato scelto Shabazz Napier, potenzialmente un grande giocatore, ma molti non lo ritengono ancora pronto per la NBA, vedremo l’impatto ma talento ce ne è parecchio. É stato preso Shannon Brown, saltatore e tiratore ma non affidabilissimo, sembrerebbe aver già dato gli anni migliori. E chissà se Tyler Johnson, buon tiratore ed eccellente difensore riuscirà a fare la squadra.
VOTO: 7 Wade non si discute, purtroppo solo tecnicamente, gli altri delle incognite che se girassero positivamente…..

ALI: dal mercato free agents è arrivato Luol Deng, giocatore a tratti sottovalutato ma una vera SF che difende molto bene, oltre a essere un giocatore che sa accollarsi le responsabilità offensive della squadra. É rimasto Udonis Haslem, esperienza, specie difensiva ma quanti minuti di qualità saprà dare??. Altro discreto acquisto è Josh McRoberts, che ha disputato un’ottima stagione ai Bobcats ed anche dei bei playoff, buone mani offensive ed energia continua in campo. Altro arrivo è Danny Granger, mai più ripresosi dall’infortunio di due stagioni orsono, in chiara parabola discendente, ritrovasse il suo gioco potrebbe ancora dire la sua. Segnaliamo anche Shawnee Williams, journeyman se ce ne è uno, non esattamente una testa centrata sul basket ma tiratore con buone mani.
VOTO: 6,5 continuità e condizioni fisiche il loro maggior nemico, se girano tutti bene possono fare una buona stagione.

LUNGHI: Chris Bosh lo mettiamo qui, visto come ha giocato, da 5 tattico, nelle ultime stagioni. Quest’anno deve tornare ad essere il giocatore del periodo Canadese, riprendendosi grosse responsabilità offensive. Resta comunque un giocatore di alto livello, su questo non si discute. Abbiamo poi the Birdman, Chris Andersen, con un anno in più a cui verrà chiesta la solita indomita energia sotto i tabelloni. E chissà se Justin Hamilton, sette piedi con belle mani anche da fuori, saprà ritagliarsi dello spazio.
VOTO: 6/7 chiaro che dipende molto dall’apporto offensivo del #1, deve tornare quello da 20 punti a sera, mantenendo il livello difensivo raggiunto.

Percentuale playoff: 58% visti alcuni giocatori presenti a roster non puoi pensare ai Miami Heat fuori dalla post season significherebbe annata fortemente negativa, certo che molto dipende dalla condizione fisica che resta una variabile imprevedibile per Miami. Ma se Wade tornasse Wade….

Arrivederci a domani con l’ultimo appuntamento con i campioni in carica dei San Antonio Spurs

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Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati