We Talkin’ Bout: American Basketball League

Oggi facciamo un salto indietro nel tempo prima ancora dell’NBA andando a parlare della prima lega professionistica, o quasi, della storia cestisctica americana, la ABL

15114uMagari qualcuno storcerà il naso. Perchè qui si fa un salto indietro di quasi cent’anni, per occuparci di quello che era probabilmente un altro sport, o forse no. Personalmente sono storie che mi affascinano, perché ci sarebbe da fare una rubrica solo per questa lega, calcolando i personaggi e le squadre che ci sono transitati/e.

E molti di loro hanno avuto ruoli fondamentali per far diventare importanti all’interno del mondo sportivo Statunitense sia il basket che, rullo di tamburi, anche il football. Non sarà facile parlare di tutto e tutti, ci proviamo partendo dagli albori di questa lega, dal 1925. Joseph Carr nel 1925 è il Commisioner, anche se all’epoca si chiamava President, della NFL. La leggenda dice che in attesa di vedere una partita dei Chicago Bears decide insieme a George Halas, owner dei Bears, di andare in un locale a prendersi qualcosa da bere. Ecco si da il caso che in quella che è la sala da ballo del locale in questione si stia giocando una partita della Eastern League of Basketball.

I due si fermano a vedere qualche minuto di quella partita, Carr ammetterà dopo che era la prima volta che assisteva ad uno sport con degli uomini in mutande che non fossero in piscina….., e rimangono stupiti dell’interesse degli astanti verso quello strano sport. La scintilla scocca li. Vengono coinvolti altri proprietari di franchigie NFL, tra cui spiccano Max Rosenblum, magnate delle prime catene dei grandi magazzini, e George Preston Marshall, che fonderà i Washington Redskins e personaggio ben introdotto nel mondo della politica USA grazie alla sua attività: una catena di lavanderie che lavava la biancheria della Casa Bianca….

La ABL parte nel 1925, a Novembre. Le franchigie che vi prendono parte hanno nomi in parte storici ed in parte estremamente fantasiosi, dai Chicago Bruins, ai Cleveland Rosenblums, chissà come mai, dai Washington Palace Five, il nome della catena di lavanderie, ai Detroit Pulaski Post Five. Otto squadre si iscrivono a quella prima stagione, la stagione è divisa in due metà con partite di andata e ritorno per ogni metà. Le due squadre vincitrici di queste due Regular Season, chiamiamole così, si affrontano in una Finals al meglio delle cinque partite. I giocatori vengono retribuiti sulla base del numero di partite giocate. La prima stagione va via facile, Carr da buon Commisioner organizza tutto in maniera professionale. Dalle trasferte in treno, agli alberghi prenotati, agli “impianti”, per lo più palestre delle organizzazioni religiose, sale da ballo o auditori con tribune messe in modo stranissimo. Diciamo che qualche problemino nasce, la squadra di Boston, i Whirlwinds, chiamati anche Celtics. D

opo aver giocato la prima metà della stagione si rifiutano di pagare la tassa prevista per giocare la seconda metà e vengono espulsi dalla lega. I Rosenblums arrivano a sfiorare nelle ultime partite della seconda metà, i 10.000 spettatori a partita giocando nella Cleveland Public’s Hall. Le prime Finals si disputano tra i Brooklyn Arcadians ed i Rosenblums. I risultati finali delle tre partite vinte da Cleveland sono esplicativi del tipo di basket giocato all’epoca: 23-22, 36-33 e 37-21, in partite che si giocavano in due tempi più o meno effettivi di 20 minuti. La storia della ABL va però al di là delle mere statistiche. Nella sua prima vita, durata fino alla stagione 1930/31, da l’impronta a quello che sarà il futuro del basket professionistico USA.
Intanto dalla stagione 1926/27 vengono varate due Divison, la Eastern e la Western ed arrivano nella lega i New York Original Celtics, che entrano nella lega a stagione in corso, e la dominano grazie a “Dutch” Dehnert dato 183 cm di altezza per 90 kg e primo giocatore della storia a giocare in post basso dominando l’area. Grazie a lui la lega decide di varare la regola dei tre secondi in area, che, modificata più volte, è arrivata fino ai giorni nostri.

Così come l’infrazione di campo, varata dopo uno strabiliante 9-5 tra Chicago Bruins e Fort Wayne Hoosiers, dovuto al fatto che gli Hoosiers, vincitori, continuassero a passarsi la palla da una parte all’altra del campo. Un altra regola che venne introdotta fu quella dell’uscita per falli, all’epoca cinque, per evitare che John Beckman, chiamato il Babe Ruth del basket, degli Original Celtics, picchiasse chiunque cercasse di segnare un canestro contro NY. Venne inoltre creata l’infrazione del doppio palleggio nel 1928, che veniva contata come fallo personale, per cercare di snellire e velocizzare il gioco.
La ABL cessò di esistere una prima volta al termine della stagione 1930/31, per colpa della crisi economica dovuta alla grande depressione del 1929. I proprietari dei Brooklyn Visitation e dei “soliti” Originals Celtics vennero anche arrestati, per problemi legati alla vendita illegale di alcolici. John J. O’Brien dichiarò fallita la lega nell’Ottobre del 1931. La ABL rinacque nel 1933, ma con ambizioni ben minori rispetto a quelle dei padri fondatori. In quegli anni prima della Seconda Guerra Mondiale il livello era sceso a quello di una lega tra il semi professionistico e l’amatoriale.

La svolta la diede Ed Gottlieb, futuro fondatore, proprietario ed allenatore dei Philadelphia Warriors, con i suoi Philadelphia Sphas, acromino per South Philadelphia Hebrews Association. Gottlieb deciderà di reinvestire soldi nel basket, arrivando a costruire una sorta di mini Arena da 8.000 posti a sedere nella città dell’amore fraterno e pagando fino a 1.500 $ al mese i suoi giocatori più rappresentativi, uno sproposito per gli anni 30 nel mondo professionistico sportivo. La lega ebbe ancora dei momenti di gloria durante il periodo bellico, ma l’arrivo della BAA nel 1946 decreterà il suo lento oblio, fino ad arrivare alla sua definitiva chiusura al termine della stagione 1952/53 quando i Manchester British Americans, di Manchester, Connecticut, batteranno i Wilkes Barre Barons, di Wilkes-Barre Pennsylvania, per 1-0 nella serie finale, in quanto che non si riuscirono a giocare altre partite. I soldi erano finiti, la NBA attirava giocatori, sponsor ed interesse. Non c’era più niente che si potesse fare. Terminò così la storia della prima lega professionistica al 100% del mondo cestistico USA.

Arrivederci alla prossima puntata

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Stagione 1946/47

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati