Silver, ascolta Ste: “Ti scelgo, ma resti al college!”

Il Commissioner NBA si sta battendo per far si che i giovani propsetti possano restare almeno 2 anni al college, il nostro Ste ha una proposta molto pionieristica ma interessante.

Ste-SilverÈ un tema che da anni è sul tavolo dell’NBA che riguarda il futuro della Lega ossia i giovani prospetti che ogni anno sbarcano in NBA attraverso al Draft, fatte alcune eccezioni il livello delle matricole non è sesso come quello che i media esaltano, il Commissioner Adam Silver ha deciso di prendere in mano la situazione.

Nelle “Short News” di oggi vi abbiamo riportato della fermezza del Commissione di alzare l’età minima per entrare in NBA da 19 a 20 anni con quindi un anno di college obbligatorio in più; il tema fu snobbato nel 2011 causa Lockout e non sarà facile sbolognarlo/risolverlo al prossimo meeting tra Lega e unione giocatori, il nostro Ste nonché la penna NCAA di NBA-Evolution, ha avuto un’idea molto interessante che vi riportiamo qui di seguito, sotto il sondaggio per dirci la vostra:

Contratto Rookie attuale è da circa $4-5 milioni annui con la formula del 2+2, con il nuovo contratto Rookie chi verrà scelto dovrà firmare un contratto garantito da 2 anni.
Esempio: Andrew Wiggins. prima scelta con contratto da $5,5 milioni a salire, resta al college e prende il 10% dello stipendio (circa $550 mila), durante la sua stagione da Sophomore. Se decide di andare in NBA si azzera tutto e si stiplula un nuovo contratto senza legami da rookie, se decide di continuare e giocare il suo anno da Junior percepirà il restante 90% del primo anno del contratto originale (circa $5 milioni) e il 7% del secondo anno del contratto originale (circa $400 mila).
A questo punto al termine della stagione da Junior il contratto garantito è giunto al termine. Se si esce dal college si avrà la possibilità di accettare i restanti due anni di contratto stipulato al momento del draft o rinegoziare( a rischio e pericolo del giocatore). Se si gioca la stagione da Senior si avrà diritto al 100% del il terzo anno di contratto (circa 7M) e niente del quarto anno.

Se al termine dei 4 anni al college il giocaotre dovvese aver terminato in anticipo la carriera si troverebbe lo stesso o 5 o 10M in tasca come “assicurazione” per la mancata carriera
se al termine dei 4 anni si va in NBA si rinegozia un nuovo contratto completamente da 0 con qualsiasi altra squadra con l’opzione per chi ha scelto di pareggiare l’offerta anche sforandoil cap

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F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • sp

    non ho capito bene il meccanismo: secondo voi una franchigia nba “drafta” e paga wiggins per non farlo giocare con loro per poi perderlo dopo 2 anni (in cui l’ha pagato per fare 30elli a kansas) perchè lui vuole giocare nella NY o nella los angeles di turno? ciao small market e ciao draft inteso come modo per sviluppare dinastie (Spurs, Thunder in passato, Blazers e Pelicans fondate su Curry-Thompson, Lillard e Davis nel presente). Co sto sistema Melo sarebbe tornato a NY dopo 2 anni e Denver avrebbe perso un franchise player in cambio di niente, anzi perdendoci un milione di euro?e se anche fosse obbligato a rimanere nella squadra che l’ha scelto sarebbe un giocatore con 2 anni di carriera persi, meno upside… forse ho capito male io

  • 24>23

    Assolutamente contrario. Se uno è forte pure a 18 anni deve giocare. Chiedere a garnett kobe o lebron per info.

  • Alessio

    A me pare un’idea folle…
    cioé una società dovrebbe pagare un giocatore perché giochi al college invece che con lei?
    e in più, se giocasse i rimanenti tre anni universitari, facendo pure scadere il contratto da rookie (che in teoria sarebbe di 4 anni, un anno in più) con la possibilità quindi, che dopo che una società gli ha dato 10 milioni, di accasarsi da altri?
    Questa è una delle proposte con minor senso logico che abbia mai letto. cosa ci guadagnano i timberwolves di turno a far giocare wiggins all’università altri 3 anni? Vederselo soffiare poi dai lakers o dai knicks che mettono sul piatto tanti soldi? O tenerlo pagando il massimo contratto ad uno che deve giocare ancora un minuto nba? mah. Ma come vi vengono?

    Avrei potuto capire una cosa tipo: la società che ti drafta ti paga il 10% del contratto da rookie finché stai al college, fermo restando che quando esci dalle università è come se tu fossi stato appena scelto (e, quindi, con ancora 4 anni di contratto da rookie da fare)… …ma così proprio è una proposta ridicola…

  • low profile

    Adesso che nel calcio si son decisi finalmente di eliminare le comproprietà le volgiamo inserire nel basket nba? Io a sto punto introdurrei anche i prestiti

  • Jeffrey

    ma io non capisco dove stia il problema, magari mi manca qualche tassello del puzzle però, non possono imporre un’età minima per dichiararsi eleggibili e farla rispettare? O adesso iniziano a comandare anche i ragazzini?
    Farli entrare a 18 anni non ha senso, i Bryant, i James e Garnett nascono se va bene ogni 20 anni, sono l’eccezione non la regola, e farsi 2 anni al college non penso rovini la loro carriera anzi in certi casi non può che fargli bene, mentre al contrario molte volte ci si ritrova ad avere in NBA giocatori che neanche conoscono i fondamentali.

  • 8gld

    Oltre a esser d’accordo con quello che scrive Jeffrey aggiungo che è solo lo spostare il tempo.
    La classe uscita oggi nel 2014 (mettiamo tutti 18enni) uscirebbe nel 2016 e tutte quelle franchigie che hanno tankato oggi per averli farebbero lo stesso tra due anni.

    x-y 2013 — 2015
    x-y 2014 — 2016
    x-y 2015 — 2017
    etc. etc.

    Dopo una prima fase di assestamento “mentale” o di “mentalità” tutto verrebbe spostato allo stesso modo di due anni divenendo poi normalmente presente.

    Puoi farli uscire a 20 anni per poi lavorare sul tanking. Lavorando sulle % di chiamata o come scrisse F.m.b. facendo giocare di pari passo con i p.o. i play-chiamata dove chi vince chiama la prima, chi perde la finale chiama la seconda e via di seguito o etc. etc…assolutamente meno la ruota della fortuna.

    Poi il discorsi economici prima della Nba sono altra cosa.

    Alla fine se uno ci pensa sposti solo il tempo per poi divenire presente.

  • Jesse James

    Credo che il problema riguardi principalmente la situazione economica difficile (eufemismo) di molti prospetti collegiali. Esempio: Emmanuel Mudiay, reclutato da coach Brown a SMU, ha preferito andarsene in Cina un anno a guadagnare qualche milioncino piuttosto che giocare un anno al college e guadagnare (in via ufficiale) 0 dollari. Si tratta quindi di mantenere un livello qualitativo accettabile per il sistema NCAA e secondo me è assolutamente necessario trovare un sistema per pagare i giocatori.

  • Alessio

    I playoff per la prima scelta renderebbero i finali di stagione ancora più ridicoli, con le ssquadre intorno all’ottavo posto che iniziano a perdere apposta x giocare i playoff dei “poveri”…
    Comunque se uscissero dai college a 21 anni invece che a 19 il tanking sarebbe ancora più spudorato: minori rischi di sbagliare chiamata, contratto rookie più estensione che ti garantiscono il giocatore nella fascia 21-30 invece che 19-28, sono tutti motivi pro-tanking. Io credo che il modo migliore x evitare il tanking mantenendo le chiamate mirate a rafforzare le squadre deboli sia quello:
    A) introdurre limiti alle partecipazioni alla lotteria. Esempio: 5 anni per chi ha la prima scelta, 3 per la 2 e 1 per la terza. In questo modo, a regime, avresti 9 squadre senza il minimo interesse a tankare (se non, al più per avere una scelta 4-6) e si eviterebbero le sculate alla cleveland;
    B) allargare la lotteria ai primi 5 posti e procedere dal quinto al primo. Questo renderebbe molto simili le percentuali di avere le prime scelte assolute alle squadre più scarse mentre avvantaggerebbe le peggiori solo nel range 3-5.

  • Il Nichilista

    Tendenzialmente credo proprio che la NCAA serva a poco nel percorso di maturazione di un ragazzo.
    Se va subito in NBA tanto meglio per lui, si fa i giusti anni di ambientamento in questa lega, impara a stare con i grandi allenandosi con loro e maturando per quei 2-3 anni che gli servono per acquisire la necessaria esperienza per saper stare in campo.
    Poi chi è forte e chi no solo il tempo potrà stabilirlo, ma molto meglio che uno vada il prima possibile in NBA e si adatti a quei ritmi piuttosto che rimanere anni e anni al college che è un tipo di basket totalmente diverso e poi successiva avrà cmq bisogno di altri anni di ambientamento in NBA