We Talkin’ Bout: Season 1948/49

Torniamo ad occuparci delle stagioni della NBA dopo la divagazione, e non sarà l’unica, dedicata alla ABL.Parliamo della terza stagione della neonata BAA giocata nel 1948/49.

george-mikanLa BAA, dopo la prima stagione vissuta d’inerzia, sfruttando l’interesse e la curiosità nati spontanei con la creazione di una lega professionistica di basket con quelle ambizioni dichiarate, durante la stagione successiva aveva già incontrato dei seri problemi di natura economica organizzativa. La stagione regolare aveva visto diminuire le sue partite da 60 a 48, per ridurre le spese delle trasferte, quattro squadre erano fallite durante l’estate e per sopperire alla loro uscita di scena Maurice Podoloff , il commissioner, aveva letteralmente acquisito una franchigia della ABL ormai in disarmo, i Baltimore Bullets che a sorpresa vinsero il secondo titolo della storia della lega battendo in finale i Philadelphia Warriors. La vittoria dei Bullets aveva creato qualche dubbio sul livello dei giocatori presenti nella BAA.

Una delle poche cose ad aver dato grande risalto mediatico alla lega era stato l’esordio in maglia Knicks nel basket professionistico del primo giocatore non di razza bianca, Wat Misaka, giappo-americano di cui abbiamo parlato in Curiosità del Passato. Immaginiamo che l’avvocato di origini ucraine si sarà chiesto quanto fosse basso il livello dei giocatori della sua creazione, molto ben pagati per l’epoca, che giocavano in alcune tra le più importanti città degli USA ma che erano stati in pratica battuti da una squadra proveniente da una lega ridotta ad un livello loco-regionale.

La stessa domanda iniziavano a farsela tifosi, ai giorni nostri si direbbe che l’affluenza andò in calando sul finire della regular season, e giornalisti. Ma Podoloff non era di certo intenzionato a vedere fallire così la sua creatura.Era chiaro che serviva qualcosa, specie a livello di basket giocato, per riavvicinare pubblico e, soprattutto ricreare interesse mediatico alla lega. L’estate del 1948 fu di instancabile lavoro per i vertici della lega, se così si potevano definire all’epoca. Calcolando che la ABL era ormai ai minimi storici, l’unica altra lega che poteva rivaleggiare con la BAA era la National Basketball League.

Il titolo della stagione 1947/48 era stato vinto dai Minneapolis Lakers, a detta degli addetti ai lavori la squadra che giocava il miglior basket della nazione grazie alla presenza nel suo roster del primo “Big Man” della storia: George Mikan. Podoloff decise che quella squadra doveva entrare nella BAA. Morris Chalfen e Benjamin Berger, i proprietari dei Lakers, vennero contatti a più riprese per cercare di convincerli ad entrare nella “Big City League”. Le trattative furono frenetiche e importanti fino a che si arrivò ad un accordo definitivo che sancì l’ingresso della franchigia del Minnesota nella BAA.
Intanto si decise che anche ad altre tre squadre della NBL, i Fort Wayne Pistons, gli Indianapolis Jets ed i Rochester Royals, venisse offerto un posto nella lega a costo zero. Poi venne deciso che a questi quattro team venisse corrisposta una percentuale degli incassi delle partite che venivano giocate in trasferta. Infine galeotta fu la mossa di Podoloff di offrire gratuitamente le arene delle squadre di hockey di proprietà di alcuni owner delle franchigie NBA, tra cui il Madison Square Garden, per ospitare “Holiday on Ice”, spettacolo creato nel 1943 da Morris Chalfen.

Tutto era pronto.

La stagione 1948/49 della BAA iniziò il 1 Novembre 1948 ad Indianapolis, con la partita tra i Jets e i Saint Louis Bombers. Le franchigie presenti erano 12, meglio di quanto sperato da Podoloff, si decise di riportare il numero di partite della regualr season a 60, con le squadre divise in due Division, la Eastern e la Western. Da subito si capì che Rochester Royals e Minneapolis Lakers erano due franchigie superiori, e di molto, alle altre. I Royals avevano un gioco corale incredibile in cui spiccavano due individualità, il centro Arne Risen e la guardia Bob Davies, i Lakers avevano George Mikan. 208 cm per 115 kg, all’epoca non si era mai visto un giocatore di quelle dimensioni, con quelle mani e quei movimenti. Il primo dominatore assoluto, capace di vincere subito la classifica marcatori con più di 28 ppg. Con lui, oltretutto, altri due fenomeni come Jim Pollard e Herm Schaefer. Ad Ovest fu un duello tra queste due squadre e la spuntò, un po’ a sorpresa, Rochester, che chiuse con un record di 45-15.

Ad Est Baltimore, campione in carica, non seppe ripetere l’exploit della precedente stagione. Red Auerbach ed i suoi Washington Capitols vinsero la division senza nemmeno troppo impegnarsi con 38 vinte e 22 perse. Il gioco visto durante la stagione regolare venne definito anche spettacolare, con diverse partite finite con squadre oltre i 100 punti, ricordiamoci senza time clock dei 24 secondi, ed altre notevolmente combattute. La gente dimostrò di gradire e tornò ad affollare, se così si può dire, le arene delle squadre BAA. L’agonismo e la voglia di giocare sembravano aver preso il sopravvento sul tatticismo ed il gioco lento, per la gioia di Podoloff and Co.. Ed anche i play off mantennero le aspettative, con partite giocate sempre intensamente. John Kundla, primo storicissimo head coach dei Lakers, decise nella post season di sfruttare ancora di più il suo centro con gli occhiali.
E la mossa si rivelò vincente. I Lakers eliminarono i Chicago Stags ed i Royals per 2-0 in entrambe le serie e si arrivò alla finale contro i Capitols per il primo capitolo di quella che anni dopo sarebbe diventata una sfida infinita: Lakers vs Red Auerbach.
Gara 1 venne dominata da Mikan che segnò 42 punti. Minnesota andò 3-0 e tutto sembrava pronto per uno sweep umiliante per Washington. Ma in gara 4 il centro dell’Illinois si infortunò al polso sinistro, rompendoselo, e la serie si riaprì fin sul 3-2. Ma Mikan non aveva nessuna intenzione di mollare i compagni ed in gara 6 ne mise a referto altri 29 per consegnare gara e titolo ai suoi Lakers. Horace “Bones” McKinneys, ala dei Capitols, disse che per fermare Mikan bisognava picchiarlo forte, ma che contro quei gomiti e quelle mani c’era poco da fare. Impossibile da fermare. Quello fu il primo mattone per creare la prima dinastia della lega. Quella dei Minneapolis Lakers
Arrivederci alla prossima puntata

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• Stagione 1946/47
American Basketball League

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati