We’re Talking ‘Bout: Season 1949/50

Continuiamo il nostro viaggio nelle stagioni della lega, occupandoci di quella che è stata a tutti gli effetti la prima con la denominazione NBA, 1949/50 con quelle Finals a campo “ridotto”

Bob_Cousy_NYWTSNon si può dire che nei primi anni della lega chi occupava le stanze dei bottoni negli uffici situati ai piani alti dell’ Empire State Building potesse permettersi di dormire sonni tranquilli.
La stagione 1948/49 si era conclusa il 13 Aprile con la vittoria dei Lakers, di stanza a Minneapolis, con l’aumento di interesse da parte di media e pubblico per la nuova lega, e con un decisa crescita della qualità del gioco espresso. I playoff si erano rivelati un autentico successo per la BAA e Podoloff stava cercando nuove forze economiche per espandersi all’interno del territorio statunitense.

Essendo venuto a conoscenza del fatto che la NBL, rimasta l’unica lega professionistica rivale, se così si poteva definire, della BAA versava in gravi problemi economici, causa l’abbandono dai piani dirigenziali delle Corporation che ne avevano favorito nascita e crescita, Maurice nostro aveva iniziato una battaglia legale con chi deteneva le redini della lega concorrente per far si che le franchigie rimaste traslocassero armi e bagagli. Solo che nel bel mezzo della vicenda due squadre della BAA annunciarono il loro ritiro dalla lega causa impossibilità nel far fronte ai costi di gestione. Indianapolis Jets e Providence Steamrollers fallirono in rapidissima successione nel mese di Giugno.

Occorreva una svolta positiva e Podoloff riuscì a trovare le giuste motivazioni, un posto nella dirigenza della futura lega, per convincere Danny Biasone, proprietario dei Syracuse Nationals, in quel momento la franchigia economicamente più forte della NBL ad aderire al progetto BAA. Ottenuto il “SI” da Biasone grazie anche alla sua intercessione convincere i proprietari degli Anderson Packers e dei Tri Cities Blackhawks fu un gioco da ragazzi, non fosse altro che per ragioni commerciali extra basket se così si può dire. Podoloff fu poi abile stratega, infatti più che un’annessione di franchigie in difficoltà propose una fusione tra pari, per dar vita ad una lega nuova, proponendo che fosse la BAA a saldare gli eventuali debiti rimasti in sospeso con la NBL dalle sei squadre rimaste e, grandissimo colpo di teatro e di genio, favorì l’immediata nascita di una nuova compagine ad Indianapolis, gli Olympians, che avevano fatto domanda alla NBL ed erano in attesa di risposta. Per far questo vennero conviti due stelle di Kentucky University, Alex Groza e Ralph Beard, a fare rotta verso l’Indiana in maniera da creare da subito una franchigia molto forte e vincente in uno stato che viveva di basket. Il 3 Agosto 1949 negli uffici della BAA nell’Empire State Building vennero sancite le regole per la fusione delle due leghe. Podoloff venne nominato Commisioner e venne coniato il nuovo nome della lega: National Basketball Association, grazie al suggerimento decisivo di Fred Zollner, owner dei Fort Wayne Pistons.

Le franchigie iscritte furono 17. Venne stabilito che le squadre, per favorire la crescita della lega e l’affluenza di pubblico, dovessero giocare in arena o auditori con un numero di posti non inferiore a 5.000. Con questa fusione Podoloff era riuscito nell’impresa iniziata tre anni prima. Adesso negli USA c’era una sola lega professionistica di basket degna di nota ed era una sua creatura, la NBA.
Oltre alle grandi arene tipo Madison Square Garden adesso c’era anche un pienone di giocatori che potevano essere tranquillamente chiamati super stelle. Le Division da due diventarono tre, Eastern, Central e Western Division, e con l’arrivo di Denver nella primissima versione denominata Nuggets ci si iniziava davvero a spostare verso Ovest. Il 29 Ottobre 1949 alla Wharton Field House di Moline, Illinois i Tri Cities Blackhawks affrontarono i Denver Nuggets davanti a 4.500 paganti. La prima stagione denominata NBA iniziò in quella data. La regular season venne dominata da quattro squadre. I Syracuse Nationals nella Eastern, grazie ad un altro centro che entrerà nella storia della lega come Dolph Schayes e ad Al Cervi, detto “Digger” per le sue durissime doti difensive, che oltre ad essere il play maker titolare era anche il coach della squadra.
Nella Central Minneapolis Lakers e Rochester Royals rinverdirono il duello della precedente stagione, in questa la spuntarono Mikan, Pollard, Mikkelsen e compagni ma solo grazie alla partita di spareggio tra le due squadre necessaria per stabilire la vincitrice della Division. Nella Western, a sorpresa ma nemmeno troppo, furono gli Indianapolis Olympians a vincere la division, dopo un bel testa a testa con gli Anderson Packers.

george-mikan-nbaavenue-blogspot-comDiciamo che però con tre divison stabilire come giocare i play off e creare gli accoppiamenti fu impresa complicata che assunse connotati al limite del ridicolo. Difatti le due finaliste, Lakers e Nationals, arrivarono alle Finals facendo due percorsi estremamente diversi tra loro. Già nella stagione regolare Syracuse aveva giocato 64 partite mentre i Lakers 68+1, se così si può dire. Nei playoff Minneapolis dovette sconfiggere i Chicago Stags, i Fort Wayne Pistons e gli Anderson Packers tutte per 2-0. Mentre Syracuse eliminò i Capitols 2-0, ed i New York Knicks per 2-1. Se la post season fu un caos (male)organizzato, le finals furono per Podoloff e la NBA un successo incredibile. Di pubblico intanto, in Minnesota ad esempio i Lakers dovettero giocare due partite a Saint Paul perché il Minneapolis Auditorium si rivelò di capienza troppe esigua per le richieste di biglietti. Di stampa, in second’ordine, con giornalisti sportivi di molti quotidiani nazionali, e non locali, per la prima volta in massa a vedere un evento di basket che non fosse qualcosa di matrice universitaria.

I Lakers vinsero 4-2 quelle finali, grazie anche ai tifosi di Minnesota che al Minneapolis Auditorium costrinsero gli arbitri a ridurre le dimensioni del campo favorendo la difesa Lakers basata su tre giocatori dalle braccia incredibilmente lunghe come Mikan, Pollard e Mikkelsen appunto. Poi in gara 6, quella decisiva, il #99 in maglia bianco blu scrisse 40 punti a referto, con più di 20 rimbalzi, ed il secondo passo verso la nascita della prima dinastia cestistica era compiuto.

Arrivederci alla prossima puntata

PUNTATE PRECEDENTI
• Stagione 1946/47
• American Basketball League
Stagione 1948/49

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati