We’re Talking ‘Bout: Season 1953/1954

Continuiamo il nostro viaggio nella storia delle stagioni NBA andando ad analizzare quella del primo three peat della storia firmano dagli allora Minneapolis Lakers di George Mikan

coach_john_kundlaIl 10 Aprile 1953 si era conclusa la settima stagione della NBA con la vittoria dei Minneapolis Lakers, giunti al quarto successo in cinque anni. La stagione era andata in archivio come una delle migliori, almeno da un punto di vista economico, per il Commissioner Maurice Podoloff, che aveva visto aumentare, e non poco, circa il 35%, gli introiti dagli sponsor che iniziavano ad interessarsi delle lega. L’incubo dei problemi economici sembrava essersi allontanato dalle franchigie NBA.

Sembrava appunto. Perchè il 24 Aprile 1953 Cliff Courtney, il proprietario degli Indianapolis Olympians, dopo aver cercato di (s)vendere la franchigia in ogni città degli USA, ultima Milwaukee, e la cosa fece inferocire l’owner degli Hawks, dichiarò il fallimento della franchigia. Podoloff incassò un brutto colpo, cercò in ogni modo di trovare qualcuno che potesse salvare la franchigia dell’Indiana ma alla fine dovette arrendersi.

All’inizio della stagione 1953/54 solo 9 squadre si presentarono al nastro di partenza. Per ovviare all’ulteriore riduzione di numero delle franchigie il Commissioner pensò di aumentare il numero delle partite giocate dalle singole squadre portandole a 72. Questo anche perché per la prima volta nella storia della lega una televisione nazionale iniziava ad interessarsi alla NBA. E nella prima settimane di Ottobre del 1953 la Dumont Television Network firmò un contratto esclusivo per trasmettere 13 partite in diretta versando nelle casse della lega 39.000 $. A questo punto rimanevano un paio di questioni irrisolte dalle stagioni precedenti. Intanto il numero dei falli e conseguentemente dei tiri liberi stava aumentando, cosa che tendeva a rendere meno spettacolare il livello del gioco. Già qualcosa era stato tentato, come abbiamo visto nelle puntate precedenti, ma senza grossi risultati.

Venne quindi introdotta una interessante regola per cui se un giocatore avesse commesso tre falli durante un quarto doveva uscire per falli ma solo per quel periodo. E la cosa sembrò sortire effetto, in quanto alla fine della stagione la media falli per squadra per la prima volta scese da 57 a 51 a partita, anche se nei finali di partita l’idea di mandare in lunetta gli avversari continuò ad essere primaria per i coach NBA. L’altro problema era che volendo mandare ai playoff almeno quattro squadre per Division, intanto si rischiavano di creare situazioni ridicole come quelle dei Baltimore Bullets della stagione precedente, poi adesso, con la perdita delgi Olympians, ad Ovest rimanevano solo quattro franchigie. Venne quindi deciso che tre squadre per Division sarebbero approdate alla post season. Dopodichè si sarebbero giocati due round robin nelle due divison tra le tre squadre con partite di andata e ritorno e le prime due per girone si sarebbero sfidate nelle finali di Division, al meglio delle tre partite, per arrivare alle Finals al meglio delle sette.

Tutto era pronto, la stagione iniziò ufficialmente venerdì 30 Ottobre 1953 a Milwaukee, con la sfida tra i locali Hawks ed i campioni Minneapolis Lakers. Da un punto di vista del gioco espresso le cose non subirono grosse variazioni. Erano sempre i centri ed il gioco interno a dominare. Anche New York, dopo tre Finals perse consecutive, modificò il suo gioco spumeggiante basato molto su esterni veloci per affidarsi al gioco dentro basato sul duo Harry Gallatin, che vinse la classifica dei rimbalzisti con più di 15 a partita, e Connie Simmons. Soltanto i Celtics continuavano ad avere come leader un bianco magro e dotato di intelligenza superiore, Bob Cousy, vincitre della classifica come miglior assist man, a cui Red Auerbach affidava stagione dopo stagione le chiavi tecniche della squadra, raccogliendo però parecchie critiche dalla stampa locale. Nate Johnston, ancora in contumacia Arizin, rivinse la classifica marcatori ma gli Warriors non riuscirono ad uscire dalla mediocrità di una stagione perdente. I Lakers partirono con i favori del pronostico, malgrando George Mikan iniziasse a sentire il peso degli anni. Coach Kundla iniziò una politica di preservazione della sua stella, ed il minutaggio del suo centro si ridusse drasticamente, passando dai quasi 42 ai 32 a partita. Ma i risultati si sarebbero visti più avanti nella stagione.

In quella stagione accaddero due cose notevoli per la storia della lega. Intanto l’All Star Game si svolse al Madison Square Garden di New York, vinse l’Est 98-93 ed MVP venne nominato Bob Cousy. Ma ben 16.487 persone affollarono l’impianto della grande mela stabilendo un record assoluto per l’epoca per la lega. La seconda molto più importante: per la prima volta un giocatore afro-americano, il centrone dei Bullets Raymond Darlington  “Ray” Felix vinse un premio, quello di Rookie Of The Year, entrando nella storia della NBA dalla porta principale. La regular season si chiuse, a grandi linee, come quella dell’anno precedente. Nella Eastern i Knicks del nuovo ottennero il miglior record, precedendo Syracuse, con un Dolph Schayes in grandissimo spolvero alla sua prima stagione da centro puro nella lega, ed i Celtics. Ma nei playoff al round robin i Knicks si sciolsero come neve al sole, mentre i Nationals oltre a Schayes videro crescere le figure di Wally Osterkorn e Paul Seymour, vinsero tutte e quattro le partite, importantissima la vittoria in overtime con canestro di Seymour sulla sirena al Boston Garden, guadagnandosi la finale di Division proprio contro i Celtics. Che non ebbe storia e vide Syracuse vincere 2-0 la serie e qualificarsi alle Finals. Nella Western the same old story. Lakers e Royals con il terzo incomodo rappresentato dai Fort Wayne Pistons. Al round robin il dominio Lakers fu eclatante, Rochester riuscì a vincere la resistenza dei Pistons con un grande Bobby Wanzer che a 34 anni giocò la sua miglior serie di playoff.

Ma nella finale della Western solo una prodezza di Risen ruscì a consentire ai Royals di vincere gara 2, mentre sia in gara 1 che in gara 3 il dominio di un riposato Mikan fu decisivo per riportare i Lakers alle finals. Finals che furono davvero belle e combattute. Syracuse riuscì nell’impresa di vincere ben due partite al Minneapolis Auditorium, ritenuto difficilmente violabile per ragioni anche extra cestistiche, con uno Schayes commovente per come battagliò su ogni palla con Mikan. Ma in gara 7 la legge del #99, aiutato da un grande Jim Pollard, consegnò ai Lakers il primo three peat della storia. La stagione, iniziata con tanti punti di domanda, finì alla grande per la NBA, per merito di playoff giocati in maniera spettacolare, con quelle che vennero definite, fino a quel momento, le migliori Finals giocate da due grandi squadre.

Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati