We’re Talking ‘Bout: Season 1956/57

L’inizio di un’era, la stagione che segna la nascita della Dynasty bianco verde del Massachussets, con l’arrivo di Bill Russell nella lega. Benvenuti nella stagione 1956/57.

195657Aprile 1956. Mese che cambiò per sempre il panorama NBA di quel periodo storico. In parte per come si erano giocate le Finals della stagione 1955/56, ma, soprattutto, per quello che la dirigenza dei Boston Celtics, dopo anni vissuti da vorrei tanto ma non posso e non riesco, finalmente raccolse i frutti di quanto seminato.

Walter Brown, il proprietario-fondatore della franchigia, dal 1951 aveva dato pieni poteri a coach Red Auerbach, che si era nominato anche General Manager. Auerbach da anni sguinzagliava in giro per gli USA dei precursori di quelli che in futuro saranno chiamati osservatori, alcuni pagati direttamente dal coach in persona, per cercare notizie su giocatori nei College magari anche sconosciuti ma che potevano avere un futuro nella lega. La stagione 1955/56 si era chiusa con il titolo finito nelle mani dei Philadelphia Warriors. Pubblico in aumento, sponsor in aumento, gradimento televisivo in aumento. Le cose stavano funzionando bene per la NBA.

Maurice Podoloff aveva un solo problema: espandersi. Intanto era riuscito a rafforzare economicamente le otto franchigie rimaste, nessuna delle quali verteva in problemi finanziari. Con queste buone notizie e questi buoni propositi il 30 Aprile 1956 al Madison Square Garden si svolse il draft che cambiò il panorama NBA negli anni a seguire. Intanto i Boston Celtics scelsero, con quella che veniva all’epoca chiamata “Territorial Pick”, Tom Heinshon power forward da Holy Cross College, Worcester, Massachussets. Poi iniziò il draft vero e proprio. Con la numero 1 i Rochester Royals chiamarono Sihugo Green da Duquesne.

Bill RussellSi attendeva la chiamata numero 2 che era di proprietà dei Saint Louis Hawks. Solo che al tavolo degli Hawks era arrivato un messaggio da parte di Red Auerbach con sopra scritto un nome da scegliere ed altri due che il coach/G.M. dei Celtics avrebbe spedito a Saint Louis in cambio. Red Holzman, coach degli Hawks, lesse e fece segno ok ad Auerbach. E i Saint Louis Hawks scelsero alla numero 2 il centro dell’università di San Francisco, tale (!!!!??) Bill Russell, che venne immediatamente spedito ai Celtics in cambio di Ed Macauley e Cliff Hagan, ex stella di Kentucky scelto al draft del 1953 dai Celtics ma che mai aveva giocato nella lega avendo scelto di fare il marine per tre anni. Poi. Tanto per gradire e per completare l’opera, alla #13 Auerbach chiamò K.C. Jones, guardia tiratrice, sempre da San Francisco University.

Non tutti capirono esattamente cosa fosse successo.

Il giorno dopo i giornali di Saint Louis esultarono per l’arrivo del duo Hagan-Macauley in cambio di uno che venne definito capace solo di prendere rimbalzi. Più che di Russell ai Celtics si parlò e si scrisse di Jim Paxson Sr ai Lakers, o di Ronnie Shavlik e Ron Sobieszczky ai New York Knicks. Anche nel Massachussets non tutti furono entusiasti del draft. Anche Tom Heinshon, pur essendo un idolo universitario locale, veniva guardato con una certa diffidenza. Figurarsi Russell e Jones, neri e provenienti dalla lontana e sempre odiata California. Ma Auerbach dimostrò una fermezza ed una convinzione che mai si erano viste fino allora. “ Now it’s time to win!!!”.Questo disse alla fine della prima conferenza stampa tenuta al Boston Garden durante la presentazione della squadra.

Solo che sopraggiunse un altro problema per i Celtics.

Sia Bill Russell che K.C. Jones vennero selezionati per far parte della nazionale USA alle olimpiadi di Melbourne, che si sarebbero svolte dalla fine di Novembre fino all’8 Dicembre del 1956. Per cui entrambi non avrebbero potuto giocare nella NBA fino al ritorno dalla trasferta australiana. Russell, inoltre, venne nominato capitano ed invitato, per dire, ai trials per far parte della squadra di salto in lungo. La regular season 1956/57 iniziò ufficialmente il 27 Ottobre 1956, Sabato, al Madison Square Garden con la sfida tra i New York Knicks e, appunto, i Boston Celtics. Ma la stagione vera dei Celtics, e anche della NBA, iniziò il 22 Dicembre di quell’anno quando al Boston Garden arrivarono i Saint Louis Hawks del primo MVP della storia, Bob Pettit attaccante micidiale, nella partita di esordio di Bill Russell sui parquet della lega. Auerbach mise subito Russell in difesa su Pettit. Che decise subito di sfidare il rookie #6 con i suoi movimenti in post conditi con jump shot dai cinque metri. Solo che le prime due azioni dell’ala grande degli Hawks si infransero su un muro. Due stoppate consecutive, poi altre due con recupero di Russell e contropiede Celtics e niente fu più come prima. I Celtics avevano risolto il loro più grande problema. Avevano trovato la difesa in un uomo solo. Quella stagione regolare venne dominata dai Celtics, 44-28 il record alla fine, innanzitutto, e dalle squadre della Eastern Division poi. I Celtics, con il loro solito gioco spumeggiante basato molto sul gioco esterno con i soliti Cousy e Sharman a cui si aggiunse in corso d’opera l’altro rookie Heinshon, dominarono grazie anche alla difesa. Perchè a difendere dietro c’era appunto Russell, e questo permetteva al resto del quintetto in maglia verde di giocare molto aggressivamente sugli avversari, tanto poi ci pensava Bill al limite. Tanto per dire dello strapotere bianco-verde il titolo di MVP della stagione venne vinto da Bob Cousy, già MVP anche dell’All Star Game giocato al Boston Garden e Tom Heinshon vinse il Rookie Of The Year, viaggiando a 16.2 ppg e quasi 10 rimb.

al-cervi-1-sizedDietro di loro i Syracuse Nationals, che persero durante l’anno lo storico coach Al Cervi, sostituito nel ruolo da Paul Seymour, ancora in attività come giocatore, seguiti dai campioni in carica, quei Warriors che non riuscirono praticamente mai a trovare valide alternative al solito duo Paul Arizin, vincitore della classifica marcatori, e Neil Johnston. I Knicks, da tanti dati ai playoff, finirono quarti ed esclusi malgrado il loro 36-36. E questo generò parecchie polemiche, perché nella Western Division chi vinse la regular season, gli Hawks, lo fece con il mirabolante record di 34-38, lo stesso delle altre due qualificate ai play off, Lakers e Pistons. Fu necessario, per la prima volta, uno spareggio a tre per decidere a chi dare la #1, e gli Hawks batterono senza troppi problemi prima i Lakers e dopo i Pistons. Certo i giornali di New York non videro di buon occhio l’esclusione dei Knicks solo perché nella Division forte della lega. Ma Podoloff fu abbastanza espilcito nel far capire che niente sarebbe cambiato e che comunque i playoff sarebbero stati sempre un’altra cosa da vedere.

Nei playoff ad est i Warriors persero lo scettro subito contro i Nationals, 2-0 per Syracuse la serie. Ma gli stessi Nationals nelle finali di division vennero annientati dai Celtics 3-0 senza alcuna discussione. Ad ovest Minneapolis battè al primo turno i Pistons, e trovarono ad attenderli in finale gli Hawks di uno scatenato Bob Pettit. 3-0 e tanti saluti a Minneapolis. Le finals vennero definite le più belle di sempre. Sette partite di un’intensità folle, con gara 1 e gara 7, soprattutto, finite dopo due supplementari. Gara 7 al Garden vide momenti epici. I due rookie dei Celtics furono a dir poco decisivi. Heinshon scrisse 37 con 23 rimbalzi, Bill Russell 19 con ben 32 rimbalzi, più una serie infinita di recuperi e stoppate che all’epoca non venivano conteggiati. Dall’altra parte Pettit ne mise 39 con l’aggiunta di 26 rimbalzi. Ma nel secondo supplementare due cose decisero la serie: assit di Cousy per canestro di Bill Sharman e dall’altra parte stoppata con recupero su Cliff Hagan di Bill Russell.

La storia era tracciata. Il primo titolo dei Boston Celtics. La NBC entusiasta rinnovò il contratto subito con la NBA, raddoppiando la cifra spesa fino a quella stagione. Maurice Podoloff aveva vinto, ed il meglio doveva ancora venire.

Arrivederci alla prossima puntata.

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Stagione 1955/56

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Alessio

    Questa serie di articoli è la mia preferita e non vedo l’ora che esca la puntata successiva.
    Su questa annata devo però fare un appunto. Su russell si è scritto come se fosse quasi uno sconosciuto. In realtà aveva appena vinto due tornei ncaa consecutivi e nel primo era stato pure l’mvp. È vero che il suo gioco molto più difensivo che offensivo non attirava quanto avrebbe dovuto ma è anche vero che aveva comunque una quotazione altissima, testimoniata sia dai giocatori che gli hawks ottennero sia dal fatto che chiedeva uno sproposito di stipendio per giocare (e i royals con la 1 non ci pensavano proprio a pagare russell così tanto, motivo per cui virarono su altri giocatori)

  • Doc.Abbati

    i royals credevano tantissimo in stokes che purtroppo fece una brutta fine, per cui non volevano mettere anche russell che vedevano come una copia. Calcola che holzman in una intervista ammise il suo errore dicendo che lui russell non lo aveva mai visto e da quello che gli avevano riferito pensava fosse solo un rimbalzista…..