We’re Talking ‘Bout: Season 1964/65

Ultima puntata della prima stagione di questa rubrica in cui abbiamo rivisitato gli albori della NBA, per chiudere parliamo della stagione 1964/65, Celtics uber alles

ReedLa prima stagione dell’era Walter Kennedy si era conclusa come l’ultima dell’era Maurice Podoloff: titolo ai Boston Celtics. Le Finals tanto volute tra i Celtics di Bill Russell e i San Francisco Warriors di Wilt Chamberlain però non erano state all’altezza del desiderato. Troppo netta la superiorità dei ragazzi di coach Red Auerbach, che ci aveva messo del suo nella splendida gestione della serie. Per Kennedy iniziava la prima vera off season da Commissioner.

E Kennedy iniziò subito con un paio di decisioni importanti ed innovative.

Intanto decise di creare quello che viene conosciuto come All Star Break, creando una festa intorno a quella partita. Poi visto il dominio di Chamberlain, che anche nelle Finals aveva stravinto il duello con Russell, con il suo gioco interno, il Commissioner decise di ampliare la zona in cui poteva essere fischiata l’infrazione dei tre secondi offensivi, all’epoca quelli difensivi non esistevano proprio, portandola dai 3,60 metri ai 5 attuali. Ovviamente la cosa non venne presa molto bene da……Wilt, ma in realtà solo da lui. Il resto della NBA era altrettanto contento di questa modifica, e i San Francisco Warriors avevano altri problemi a cui pensare.

Infatti la franchigia californiana attraversava qualche problema economico.

Intanto il contrattone del centro nativo di Philadelphia, poi la pessima gestione degli introiti da parte del proprietario, Franklin Mieuli, avevano portato i Warriors molto vicini al fallimento. Ma l’intervento della lega, che non voleva perdere una delle due franchigie con base sull’Oceano Pacifico, consentì alla squadra di coach Alex Hannum di continuare a giocare nella NBA.

Una cattiva notizia piombò sulla lega alla fine di quell’estate. Il 7 Settembre 1964 moriva Walter A. Brown fondatore e proprietario dei Boston Celtics. Brown era molto di più del proprietario dei dominatori nella lega. E da buon padre era pronto a lasciare nelle giuste mani la sua creatura. Se ufficialmente a succedergli come co-Owners vennero nominati il suo socio di minoranza Lou Pieri e la moglie Marjorie Brown, il vero nuovo padrone dei Celtics divenne Red Auerbach, nominato dallo stesso Brown poco prima di morire G.M. e Vice Presidente. La dinastia doveva e poteva continuare a tracciare la storia.

Tornando al basket giocato, più o meno, il 4 Maggio 1964 a New York City si tenne il Draft 1964. Le “territorial pick” erano ad appannaggio dei Los Angeles Lakers e Cincinnati Royals. I Lakers scelsero Walt Hazzard, talentuosissima guardia da UCLA, i Royals virarono su George Wilson, ala/centro di Cincinnati University che non ebbe, però, quell’impatto desiderato sul roster della franchigia.

Willis-ReedLa prima scelta era in mano ai New York Knicks che decisero di scegliere il centro Jim Barnes, che da buon Barnes era soprannominato “Bad News”, come un altro qualche stagione dopo. Alla #2 i Bullets scelsero Gary Bradds, non due grandissime scelte. Alla #8, però, la franchigia della grande mela tirò fuori dal cilindro un nome, il centro di Grambling University, Willis Reed, uno che dirà qualcosa nella storia dei Knicks.

Ancora una cosa era successa in quell’estate. I Baltimore Bullets avevano cambiato proprietà. Abe Pollin, costruttore, offrì a Dave Trager l’incredibile cifra di 1,1mln $ e si portò a casa squadra, arena ed i ringraziamenti di Dave, che stava cercando da tempo di piazzare i Bullets a qualcuno.

Adesso si poteva iniziare.

Venerdì 16 Ottobre 1964 Pistons at Sixers 113-125. Ma non si può parlare della regular season delle Eastern Division senza parlare dei due avvenimenti principi della stagione NBA. 26 Dicembre 1964 a Saint Louis gli Hawks ospitano i Celtics e Red Auerbach schiera questo quintetto vista l’improvvisa assenza di Tom Heinshon: Tom Sanders, K.C. Jones, Willie Nauls, Sam Jones e Bill Russell. Il particolare sta che sono cinque afro americani. Per la prima volta nella storia della lega una squadra schiera un quintetto di giocatori afro americani. Poi si arriva a Gennaio 1965. Nella settimana che va dal 13 al 20 Gennaio, ( segnatevi bene il 20 Gennaio perché un anno dopo capiterà un evento storico per la pallacanestro planetaria ), va in porto una trade destinata a sconvolgere il volto della NBA.

Wilt back in Philly.

tumblr_inline_mjyy7mshLc1qz4rgpProprio così. Mieuli sempre più in difficoltà, decide di cedere Chamberlain ai Sixers in cambio di Paul Neumann, Connie Dierking, Lee Shaffer, che si ritirerà il giorno dopo l’annuncio della trade, e 150.000 $ cash. Malgrado questo, malgrado il ritiro di Bob Cousy, Jim Loscutoff e Frank Ramsay, i Celtics continuano imperterriti a dominare.

Ad est chiudono 62-18, con Russell che grazie alla sua ennesima grandissima stagione rivince il titolo di MVP della stagione regolare.

Sei giocatori in doppia cifra, il solito organico che funziona con una precisione incredibile. Auerbach vince più che meritatamente il premio come Coach of the Year.

Dietro loro i Cincinnati Royals, Oscar Robertson viaggia a 30,4 ppg, 11,5 ass e 9 rimb. Jerry Lucas gioca una grande stagione a 20,4 ppg e 21 rimb., e di contorno il premio come MVP dell’All Star Game. I Sixers con l’arrivo di Chamberlain tornano ai playoff, 40-40. Wilt è il solito grande attaccante e rimbalzista, 30,1 ppg e oltre 22 rimb.

Ma nello spogliatoio Sixers non tutto va così bene.

Coach e leader, Dolph Schayes ed Hal Greer, dimostrano di non gradire il nuovo arrivato. Schayes poi ha un conto personale con Chamberlain, per le parole di scherno usate dal #13 contro di lui nelle vecchie sfide. Deve intervenire la proprietà per riportare pace ed armonia, e sembra funzionare.

Ultimi i Knicks, malgrado la sorpresa Reed, che con una stagione notevole vince il premio di Rookie of the Year.

Ad ovest tornano in auge i Lakers, 49-31, trascinati dal solito duo, con Jerry West, 31,8 ppg, a questo giro, molto più protagonista di Elgin Baylor, 27,1 ppg. Dietro i Saint Louis Hawks, 45-35, che cambiano coach a metà stagione licenziando Harry Gallatin e promuovendo al ruolo di allenatore/giocatore Richie Guerin. Sette giocatori in doppia cifra ma il problema Bob Pettit, che si fa molto male a tre quarti stagione.

Terzi e qualificati ai playoff i sorprendenti Bullets, 37-43. Walt Bellamy dimostra il proprio valore, con lui Don Ohl e Bailey Howell, arrivati dai Pistons. Coach Buddy Jeanette porta Baltimore ai primi playoff della sua breve storia.

Ai playoff i Sixers eliminano 3-1 i Royals, con Chamberlain che gioca di squadra e per la squadra e Robertson che non riesce ad incidere più di tanto.

Si va alla finale di Division.

Bill Russell Guarding Jerry WestCeltics vs Sixers, altra prima volta di una rivalità destinata a fare la fortuna della NBA. Sei partite dove la fa da padrone il fattore campo. Greer e Chet Walker danno una mano al loro centrone e per la prima volta da anni i Celtics sembrano poter essere fermati. Poi in gara 7 +1 Celtics ma palla ai Sixers che possono andare a tirare per vincere ma John Havlicek tocca e recupera il pallone su Hal Greer ed i Celtics volano in finale.

Ad ovest Baltimore elimina gli Hawks orfani di Pettit. Bellamy è un rebus immarcabile per la squadra del Missouri. Le finali di divison sono più combattute di quanto ci si aspetta, in primis perché nei Lakers si è infortunato seriamente al ginocchio Elgin Baylor.

West fa pentole e pure coperchi, 49 pt in gara 1, 52 in gara 2, ma i Bullets sono una buona squadra. Si arriva a gara 6 ed in aiuto della guardia con il #44 arriva Dick Burnett che ne mette 31 e porta L.A. di nuovo alle Finals.

Toh Celtics vs Lakers. Ancora una volta.

Ma ancora una volta la superiorità dei bianco verdi, in contumacia Baylor, è troppo evidente. Gara 1, tanto per mettere in chiaro le cose, finisce 142-110. E così la serie prende di nuovo la strada verso il Massachussets. 4-1 e tutti a casa, per l’ennesima volta.

I Celtics vincono per la settima volta consecutiva.

Un trionfo soprattutto per Red Auerbach, che prepara il botto per la prossima stagione. Ma questo lo scopriremo a Novembre all’inizio della seconda stagione.

Grazie a tutti e arrivederci

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Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati