NBA Finals 2015, analisi Pre-Partita (Gara5)

Domenica notte va in scena alla Oracle Arena una importantissima gara 5 che decreterà chi martedì prossimo avrà il primo match point.

La serie ritorna in California sul 2-2 ma con l’inerzia che pare esser tornata dalla parte dei Golden State Warriors, anche per Gara 5 non ci/vi risparmiamo l’analisi delle due squadre con la nostra solita formazione, Doc.Abbati (Golden State Warriors) e Nico P. (Cleveland Cavaliers).
Domenica notte ci si gioca il Match-Point..e forse qualcosa di più!

Trophy

786_1521425_993515WARRIORS: Per come si era messa alla fine del terzo quarto di gara 3 l’idea di tornare a casa sul 2-2 era simile al miraggio dell’assetato nel deserto. Invece qualcosa è cambiato già nell’ultimo quarto di quella tragica partita, anche se troppo poco e troppo tardi, ma da li si sono gettate le basi per la miglior partita Warriors di questa serie, gara 4. Una cosa è abbastanza lapalissiana: se Golden State alza il ritmo i Cavs non riescono a reggerlo, e questo va al di là delle rotazioni più lunghe, in fin dei conti gara 4 è stata giocata da 7 Warriors più Bogut…., appunto. Inoltre si gioca gara 5 in California lanciati dalla solida vittoria ottenuta in Ohio. L’inerzia ed il fattore campo sono tornati da questo lato, non bisogna perdere l’occasione per dare un altro colpo decisivo.

CAVS: Pensare di portare a Oakland la serie sul 3-1 era un obbiettivo semi impossibile dopo gara 2, diventato realistico dopo gara 3. Ora siamo tornati sulla terra, dopo aver letteralmente sognato per due gare. I Cavs hanno subito per la prima volta il ritmo imposto da Golden State, soprattutto per la mano di Steve Kerr, che ha impugnato il suo credo di una stagione e l’ha completamente rivoltato. Dal canto di David Blatt non accettare il fatto che gli altri abbiano giocato con 4 piccoli, è stata vista come una mossa scellerata, ma sappiamo benissimo tutti che gli accorgimenti tattici li fa chi perde e non chi vince.

OK

2015 NBA Finals - Game FourWARRIORS: Non bisogna pensare a gara 3. Intanto Iguodala sta dimostrando di poter reggere LeBron James, comunque lo limita e lo infastidisce non poco. E se poi offensivamente è così deciso e preciso diventa davvero decisivo. Il quintetto piccolo ha allargato bene il campo facendo ritrovare quel gioco che si era perso precedentemente. Inoltre la maggiore presenza a rimbalzo ha aiutato a creare le basi per aumentare il ritmo della partita. E rispolverare David Lee ha portato nella rotazione un lungo che attacca il canestro e soffre un pò meno Tristan Thompson.

CAVS: Obiettivamente poco e niente, se non sono da salvare i tanti rimbalzi offensivi presi sulla testa dei piccoli Warriors che però non sono stati capitalizzati per via dei problemi di sensibilità ai polpastrelli di Thompson. I 28 punti di Mozgov, sempre al posto giusto nel momento giusto, il bersaglio preferito degli assist di LeBron è inaspettatamente la sorpresa più dolce di queste NBA Finals.

NO

2015 NBA Finals - Game FourWARRIORS: Facile dirlo, se Mozgov e Thompson dicono 40 con 25 rimbalzi ed il dominio di quelli offensivi c’è un serio problema. Perchè è dal controllo dei tabelloni che nasce tutto. In gara 3 anche la ricerca spasmodica dell’aiuto portato presto a chi difendeva su James ha creato non pochi danni difensivi. Inoltre sarebbe carino che Klay Thompson decidesse di ripresentarsi alla serie, con meno forzatura e decisioni affrettate. Poi ci sarebbe il problema Bogut, che deve essere risolto, perché il centro australiano è comunque un fattore importante nel roster Warriors.

CAVS: Tutto quello che è stato messo in pratica nelle prime tre gare, ovvero i raddoppi sul pick and roll fatti come si deve, oppure la marcatura asfissiante di Dellavedova su Curry (la stanchezza ha pesato) e soprattutto togliere la pressione a Lebron James noi momenti chiave della gare. I punti di Shumpert e JR Smith continuano a latitare e a questo punto non so se arriveranno mai più, così non si può vincere anzi è decisamente impossibile. Se difensivamente possono tenere tanti scivolamenti, dall’altra parte per ora sono una tassa molto salata da pagare che prima o poi porterà Blatt nel baratro. Infine LeBron, con la marcatura asfissiante di Iguodala a viso aperto, deve provare a fare qualcosa di diverso, altrimenti in California si può anche non giocare.

Lavagna

2015 NBA Finals - Game FourWARRIORS: La strada è stata tracciata giovedì notte. Intanto chiarissimo che Iguodala deve partire in quintetto per non consentire, se possibile, a James di trovare strada facile verso il canestro. Certo che non si deve perdere Bogut, magari metterlo prima in campo sperando che poi ritrovi la verve persa per strada. Il campo deve essere allargato, come è stato fatto, e questo deve consentire a Stephen Curry di poter attaccare anche dal palleggio Dellavedova, senza accontentarsi solo del tiro da tre. Inoltre anche Thompson deve attaccare la partita con più raziocinio, quindi tornare a farlo giocare sui blocchi per farlo tirare sugli scarichi. Senza dimenticare una parola che deve iniziare a girare da subito tra i giocatori Warriors: TAGLIAFUORI, grazie.

CAVS: E’ inevitabile presentarsi col quintetto base con 4 piccoli e un lungo. Resta solo da capire chi possa essere questo lungo, se Mozgov reduce dai 28 punti e 10 rimbalzi di gara 4 o Thompson anch’esso in doppia doppia. Io personalmente andrei con Mozgov, perché più presente in aerai in termine di punti, con Thompson a cambiare. Risolto questo problemino non da poco, si dovrebbe passare ad una difesa più aggressiva sugli esterni senza lasciare gli angoli sguarniti come spesso è capitato in Gara 4. Offensivamente si può aprire il campo con tre tiratori e io darei più chance a Mike Miller uno che di finali se ne intende e soprattutto uno di cui LeBron si fida.

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati