NFL Tuesday 19: Recap della Week #1!

Colts e Seahawks partenza falsa, Cowboys all’ultimo respiro ma con la beffa Bryant, Brady & Rodgers timbrano il cartellino, Mannings a fatica, che esordio di Mariota!

Week #1

New England Patriots – Pittsburgh Steelers 28-21

BradyTom Brady si presenta al Gillette Stadium carico come un carillon e, dopo un primo quarto di studio, sale in cattedra e comincia la consueta lezione di football (25 su 32, 288 yards e 4 td per il marito di Gisele). Tutto l’attacco di New England gira che è una meraviglia con il solito Gronkowski libero di firmare 3 td su ricezione (di cui uno nel quale la difesa degli Steelers si dimentica letteralmente di marcarlo). E Pittsburgh? La franchigia giallo nera mostra le prevedibili difficoltà in difesa ma mostra un attacco che, con l’andare della stagione e con il ritorno di Bryant e Bell dalle squalifiche, non potrà che migliorare. Roethlisberger appare già in palla, De Angelo Williams ammassa 132 yads su corsa e Antonio Brown fa venire il mal di testa alle secondarie dei Patriots che, al di là delle celebrazioni, dovranno riflettere su qualche buco a livello difensivo. Dopo un primo quarto di studio New England prende il largo e chiude la metà del tempo sul 14-3. Al di là di un tentativo di rimonta degli Steelers la partita non appare mai realmente in discussione e New England può festeggiare l’inizio di stagione con una vittoria

Tampa Bay Buccaneers – Tennessee Titans 14-42

MariotaIl calendario si diverte a mettere di fronte, alla prima giornata, le due scelte “principe” dell’ultimo draft: Jameis Winston e Marcus Mariota. Ed è la prima volta nella storia NFL che accade che due quarterback scelti così in alto si scontrino già ad inizio stagione. Pronti via e si capisce quale sarà l’andamento della partita. Dopo 2 minuti scarsi di gioco Mariota trova Kendall Wright per un touchdown di 52 yards che porta subito davanti i Titans. Attacco successivo, primo lancio per Winston e subito un intercetto riportato in endzone da Coty Sensabaugh per l’immediato 14-0 Titans. Tennessee non si guarda più indietro con un Mariota in grande spolvero (13 su 16 per 209 yards e 4td) e chiude la contesa già nel primo tempo chiuso sul 35-7. Per Winston una gara problematica (16 su 33 per 210 yards, 2 td e 2 intercetti) che, probabilmente, serve per fare esperienza. Curiosità finale: anche un certo Brett Favre cominciò la carriera con un intercetto al primo lancio.

San Diego Chargers – Detroit Lions 33-28

I Lions scendono in California alla ricerca di certezze dopo le pesanti partenze in linea difensiva. L’inizio è di quelli travolgenti: touchdown su corsa del rookie Abdullah, touchdown in ricezione del discusso Eric Ebron e intercetto riportato in endzone per il re degli intercetti del 2014, Glover Quin.
Philip Rivers e gli interi San Diego Chargers (che devono fare a meno dell’All Star Antonio Gates) sono letteralmente annichiliti e i tifosi dei Lions già pregustano un’importante vittoria in trasferta. Purtroppo le cose vanno diversamente: la difesa dei Lions comincia sì a perdere colpi, ma è l’attacco dei Lions a lasciare a piedi la squadra. Stafford incappa in due intercetti, Johnson e Tate vengono misteriosamente dimenticati e Detroit smette di segnare per tutta la partita. I Chargers si galvanizzano nella ripresa: Rivers (35 su 42 per 404 yds 2 td 2 intercetti) diventa perfetto in fase di lancio e i padroni di casa cominciano a macinare yards in serie (483 totali a fine partita…). Keenan Allen (166 yds distribuite su 15 ricezioni) diventa un incubo per la difesa dei Lions (priva anche del LB De Andre Levy) e la squadra californiana segna 30 punti consecutivi per chiudere poi il match sul punteggio di 33-28.

Buffalo Bills – Indianapolis Colts 27-14

McCoyGli affamati Bills ricevono gli ambiziosi Colts con l’obiettivo primario di fermare Andrew Luck e il suo micidiale attacco. Per il prodotto di Stanford si parla già di stagione da possibile MVP, del Superbowl come metà finale e il palcoscenico di Orchard Park sembra essere la vetrina ideale per poter dare ragione a tutti i suoi estimatori. Purtroppo non ha fatto i conti con la terribile difesa di Buffalo che lo lascia a 0 nei primi due quarti e lo costringe a statistiche non degne della sua fama (26 su 49 per 243 yards, 2 td e 2 intercetti). I padroni di casa sfruttano invece alla grande le occasioni create dalla loro solidità difensiva e grazie al touchdown da 51 yards di Percy Harvin ben servito da Tyrod Taylor (14 su 19 per 195 yards e 1 td) e alle corse di Williams e Mc Coy (seppur un po’ in ombra) riescono a costruirsi un vantaggio di 17 punti che porteranno poi fino a fine partita.
Da sottolineare che l’infortunio di T.Y Hilton (una delle poche note positive per la franchigia dell’Indiana in questa trasferta da dimenticare) si è dimostrato essere nulla di grave e il ricevitore dei Colts sarà disponibile entro un paio di settimane.

Houston Texans – Kansas City Chiefs 20-27

CHiefsPronti via e Kansas City va sul 14-0 con Alex Smith (22 su 33 per 243 yards e 3 td) e Travis Kelce (6 ricezioni per 106 yards e 2 td) che si travestono da Brady&Gronkowski e firmano la doppietta Chiefs. Dopo la reazione dei Texans con un td di DeAndre Hopkins ben servito dall’altalenante Brian Hoyer (18 su 34 per 236 yards con 1 td e 1 sanguinoso intercetto ad inizio partita), Smith trova Charles per il td che produce il break che Houston non saprà più ricucire nonostante l’ingresso di Ryan Mallet (8 su 13 per 98 yards e 1 td) dia un po’ di gas all’attacco dei Texans e riproponga, per la prossima settimana, il dubbio su chi schierare come regista per la squadra texana. Da rivedere la linea offensiva di Houston che concede 5 sack agli avversari e non da mai l’impressione di reggere l’urto della potente difesa della franchigia del Missouri. Da notare che anche per questa giornata i Chiefs rimangono senza un td su ricezione di uno dei wide receiver (cosa che non avviene da quasi due anni)

New York Jets – Cleveland Browns 31-10

IvoryPer noi italiani la domenica newyorkese è quella del day-after dell’eccezionale vittoria di Flavia Pennetta, ma per gli sportivi newyorchesi è anche l’inizio della stagione NFL per Jets e Giants. I biancoverdi ricevono i Browns con gli apparenti favori del pronostico nonostante ci si aspetti una partita dominata da entrambe le difese. Primo quarto e subito un infortunio. Josh McCown, quarterback di Cleveland, tenta di raggiungere l’endzone avversaria quando, sulla linea di metà e in volo, è placcato da due avversari con conseguente perdita dell’ovale (palla recuperata poi dal Jet Cromartie). L’azione mi ha ricordato subito una scena del film Ogni Maledetta Domenica, quando, nella partita di playoff, Jack “Cap” Rooney (interpretato da Dennis Quaid) segna un touchdown immolandosi contro i difensori avversari (anche lui uscirà poi per infortunio lasciando la scena a Willie Beamen/Jamie Foxx). Al di là della citazione cinematografica, lo scontro costa caro a McCown che deve lasciare il campo a Johnny Manziel. Il chiacchieratissimo n. 2 dei Browns (13 su 24 per 182 yards, 1 td e 1 intercetto) si fa subito notare con una bomba di 54 yards che manda in metà Benjamin, dando il vantaggio a Cleveland. Le cose sembrano mettersi per il meglio quando, nel drive successivo il qb dei Jets, Ryan Fitzpatrick (15 su 24 per 179 yards, 2td e 1 intercetto), si fa intercettare da Tayshaun Gipson il quale, incredibilmente, si fa strappare la palla da Brandon Marshall che, con un’azione di sola tenacia, riesce così ad evitare la perdita del possesso per New York. L’azione seguente vede Ivory trotterellare nella endzone dei Browns, pareggiando i conti ma cambiando completamente il momentum della partita. Da quel momento è solo Jets-time e il risultato finale rispecchia più che chiaramente l’andamento del resto del match. Per Manziel una prova in chiaro scuro cui va aggiunta, come scusante, l’assenza di un parco ricevitori degno di questo nome.

Jacksonville Jaguars – Carolina Panthers 9-20

Nella partita con meno appeal della giornata, i Carolina Panthers passano in Florida contro un avversario alla ricerca di conferme dopo una positiva offseason. A Cam Newton (18 su 31 per 175 yards, 1 td, 1 intercetto e 35 yards su corsa) basta una domenica di ordinaria amminsitrazione per guidare i suoi alla vittoria. Al resto pensa la soffocante difesa dei Panthers che blocca ogni iniziativa dei Jaguars. Se in casa Jacksonville Blake Bortles non brilla (22 su 43 per 183 yards, 1 td e 2 intercetti), la difesa dei Jaguars si conferma di buon livello, tenendo a galla il team per gran parte della partita.

Washington Redskins – Miami Dolphins 10-17

McCainLa curiosità al FedEx Field è legata a Kirk Cousins: riuscirà l’ex Spartans a convincere i suoi detrattori che lui rappresenta la soluzione nel lungo periodo per la franchigia della capitale?
Aiutato da una difesa rocciosa, Cousins (21 su 31 per 196 yards con 1 td e 2 intercetti) guida i suoi ad un vantaggio di 10-0 a metà tempo. Nella ripresa il n. 8 dei Redskins si spegne, la difesa perde qualche colpo e, complice un Tannehill più convinto (22 su 34 per 226 1 td per l’ex Texas A&M), Miami riesce ad aggiudicarsi la contesa grazie ad un punt ritornato in endzone da parte di Jarvis Landry. Domenica Washington affronta i caldissimi Rams e non è detto che per la sfida successiva non torni di moda il nome di RGIII. Da ricordare, infine, l’infortunio a DeSean Jackson che, per un problema muscolare, salterà le prossime tre o quattro partite dei Redskins.

Chicago Bears – Green Bay 23-31

JonesIl Soldier Field di Chicago è stato per anni “il giardino di casa” di Aaron Rodgers e la storia non cambia anche quest’anno. Una bella giornata di sole accompagna l’ennesimo capitolo della rivalità più antica nella storia NFL e la prima da head coach dei Bears di John Fox. Nei primi tre quarti del match, la contesa appare aperta con l’attacco dei Bears che, grazie soprattutto alla prova monstre dell’eterno running back Matt Forte (141 yards su 23 portate), riesce a tenere ai Packers. Al di là della solita performance di Rodgers (18 su 23 per 189 yards e 3 td), nei Packers brilla il ritorno di James Jones: per il ricevitore, ritornato a Green Bay dopo un anno passato nella Baia ad Oakland, un rientro da star con due td segnati. In svantaggio 24-16 Chicago riesce per due volte ad avere il drive del pareggio ma prima Cutler spreca un 4&Goal con un lancio errato su Eddie Royal poi, nel drive successivo, si fa intercettare da Clay Matthews. Green Bay chiude la partita con un td su corsa di Lacy rendendo inutile l’ultima segnatura dei Bears

St Louis Rams – Seattle Seahawks 34-31 OT

FolesLa partita più divertente della giornata è sicuramente quella che va in “onda” al Edward Jones Dome di St. Louis, dove i Rams ricevono i vice campioni di Seattle Seahawks. L’ambiente è carico per i buoni segnali che arrivano dalla franchigia del Missouri e c’è la speranza che Nick Foles, appena arrivato dai Philadelphia Eagles nello scambio di quarterback con Sam Bradford, possa dare stabilità alla guida della squadra. Per Seattle comincia invece quella che in molti nell’estremo nord ovest degli Stati Uniti considerano la lunga marcia verso la rivincita con i Patriots. Come lo scorso anno ne esce una partita divertente con colpi di scena e giocate a non finire. Cominciano i Seattle Seahawks che mettono subito le cose in chiaro con un punt “ritornato” in endzone da Tyler Lockett e rispondono i Rams con una corsa in meta del discusso Tavon Austin (l’ex West Virginia non ha mai convinto pienamente nei suoi primi due anni a St.Louis). La ripresa si apre con il botto per i padroni di casa che con un td su corsa di Foles (per lui un 18 su 27 per 297 yards, 1 td e 1 td su corsa) e un punt “ritornato” in endzone di Austin sembrano aver in mano la partita. Ma mai sottovalutare Seattle. I Seahawks rispondono con un td del neo arrivato Jimmy Graham e con un fumble riportato in endzone dell’ultimo acquisto della difesa dei Seahawks, Cary Williams. Probabilmente anche il più accanito tifoso dei Rams si aspetta ora che la propria squadra sbatta contro il muro della difesa più temuta della lega: Nick Foles invece non si perde d’animo e, in collaborazione con il tight end Lance Kendricks pareggia le sorti del match con un td da 37yards a meno di un minuto dalla fine della partita. Si va all’overtime e qui Pete Carroll ne combina un’altra delle sue (dopo la sciagurata chiamata che è costata il titolo nel precedente Superbowl contro i Patriots). L’Head Coach opta per un onside kick: una soluzione senza un particolare senso in apertura di tempo supplementare, visto che entrambe le franchigie hanno a disposizione almeno un attacco per poter pareggiare un’eventuale segnatura avversaria. L’onside kick è “ricoperto” dai Rams che possono ripartire da un’ottima posizione di campo e concretizzano il regalo di Carroll con un calcio da tre punti di Greg Zuerlein. Russell Wilson (protagonista di una buona prova con un 32 su 41 per 251 yards, 1td e 1 intercetto) e i suoi Seahawks hanno una chance per pareggiare, ma la corsa di Marshawn Lynch su un decisivo quarto down finisce contro il muro della linea difensiva dei Rams consegnando a St. Louis una vittoria di importanza capitale.

Oakland Raiders – Cincinnati Bengals 13-33

Scorrendo la lista delle partite domenicali, avevo segnato questa come quella che poteva portare ad una sorpresa con una vittoria dei rinnovati Oakland Raiders. Derek Carr veniva da una buona stagione da rookie, il draft e il mercato avevano portato buone nuove e l’ambiente era pronto per una buona performance dei Black&Silver. Purtroppo per i fanatici del Black Hole (la tifoseria più calda dell’intera NFL) le cose non potevano andare peggio. Derek Carr si infortuna quasi subito ad una mano, la difesa non si dimostra solida come sperato e dopo due quarti i Raiders sono già sotto 24-0 contro i Bengals. La partita finisce sostanzialmente qui.

Denver Broncos – Baltimore Ravens 19-13

Quando di fronte si trovano due quarterback di livello assoluto come Peyton Manning e Joe Flacco, quello che ci si può aspettare è una partita in cui gli attacchi mettano punti sul tabellone, in cui wide receivers e tight ends concludano il match con statistiche roboanti e che, in definitiva, si assista ad un match offensivamente spumeggiante. Quello che va invece in scena a Denver è l’esatto opposto.
Le difese di entrambe le squadre si esaltano l’una contro l’altra e non consentono a Manning (24 su 40 per 175 yards 1 intercetto e ben 4 sacks subiti) e a Flacco (18 su 32 per 117 yards con 2 intercetti) di brillare come in precedenti occasioni (si pensi alla spettacolare finale di Conference fra Broncos e Ravens di qualche anno fa). Gli unici touchdown della partita vengono realizzati dalla safety di Denver, Aqib Talib e dal cornerback dei Ravens Jimmy Smith che intercettano i quarterback avversari “riportando” il pallone nella endzone avversaria. Alla fine di questa battaglia difensiva hanno la meglio i Broncos che riescono ad ammanettare l’attacco dei Ravens nel ultimo quarto, blindando il 19-13 finale. Da sottolineare il grave infortunio occorso a Terrell Suggs, linebacker e leader della difesa dei Ravens, che rompendosi il tendine d’achille da l’addio alla stagione in corso.

Arizona Cardinals – New Orleans Saints 31-19

fitzArizona apre la stagione fra le mura amiche con il ritorno di Carson Palmer (19 su 32 per 307 yards e 3 td) in regia. Ed è tutta un’altra musica rispetto al finale di stagione precedente che aveva visto i Cardinals “giocarsi” i playoff con il terzo quarterback (Drew Stanton), vanificando quanto di buono riusciva a produrre la difesa. L’ex superstar di USC riesce a coinvolgere tutti i suoi ricevitori e guida i Cardinals ad un successo che riporta l’attenzione dei media su Arizona. Dal canto suo, Drew Brees (30 su 48 per 355 yards, 1 td e 1 intercetto) mette su le sue solite cifre, ma l’attacco dei Saints si inceppa sempre sul più bello non riuscendo a concretizzare la gran mole di gioco se non con alcuni field goal. In una partita in equilibrio fino all’inizio del quarto quarto, questo basta a fare la differenza. Un accenno, infine, alla storia del tight end dei Cardinals Darren Fells, autore di un touchdown e sempre nel vivo del gioco. Uscito dall’universita di Cal Irvine, Fells ha avuto una carriera da cestista che lo ha portato, per anni, a giocare a basket in Belgio, Finlandia, Francia, Messico e Argentina prima di essere messo sotto contratto dai Seahawks durante la primavera del 2013. Rilasciato da questi ultimi, ha fatto parte dei Cardinals lo scorso anno senza lasciare particolari tracce del suo passaggio. Ieri è stato invece grande protagonista della vittoria di Arizona e si candida, a 29 anni, ad una stagione da “rookie”da ricordare.

Dallas Cowboys – New York Giants 27-26

jason-witten_1091pwp0erzae1k64ciidc86m6La stagione dei Cowboys si apre con luci ed ombre. Luci, perchè arriva una vittoria all’ultimo respiro con l’ennesimo drive vincente nel quarto quarto di Tony Romo (36 su 45 per 356 yards, 3 td e 2 intercetti) che, a undici secondi dalla fine del match trova il tight end Jason Witten per il touchdown decisivo. Ombre, perchè a metà partita il miglior ricevitore dei Cowboys (e dell’intera lega probabilmente), Dez Bryant, lascia il campo con una frattura al piede che lo terrà fuori dai giochi per almeno un mese. Il finale di partita è di quelli da ricordare (o dimenticare a seconda dei punti di vista). Dopo un match altalenante, i Giants si trovano avanti di dieci punti a otto minuti dalla fine dopo il touchdown su corsa di Rashard Jennings. Romo si ricorda di essere nel quarto quarto (dove di solito da il meglio di sè), prende per mano la squadra e la conduce alla metà avversaria raggiunta con un td di Jason Witten. I Giants tengono duro, Eli Manning (sempre a suo agio a Dallas) orchestra un drive eccellente e porta la franchigia di New York a ridosso della endzone dei Cowboys. Con un 3&1 da giocare a poco più di un minuto e mezzo dalla fine della partita l’Head Coach dei Giants, Tom Coughlin, deve decidere come giocarsi quest’ultima azione: tentare la via del touchdown su lancio (che darebbe un vantaggio di dieci punti e la vittoria ai Giants) o far “subire volontariamente” un sack a Manning, consumare altri quaranta secondi, calciare un field goal e costringere Dallas a fare tutto il campo in meno di trentacinque secondi senza timeout (e con l’obbligo di segnare un touchdown per vincere). La scelta ricade sull’azione di lancio (quella più rischiosa) ed è quella sbagliata. Manning non trova il ricevitore, il cronometro si ferma e i Giants segnano il field goal con oltre un minuto e mezzo ancora disponibile per Dallas. Romo non si fa pregare, disegna un drive dei suoi e, come detto, a undici secondi dalla fine consegna la vittoria alla franchigia del Texas gettando nella disperazione tutti fan dei Giants.

San Francisco 49ers – Minnesota Vikings 20-3

Partito Frank Gore in direzione Indianapolis, il ruolo di running back principale per i 49ers è ricaduto su Carlos Hyde. L’ex Ohio State prende al volo l’occasione che gli si è presentata e nella prima di campionato al Levi’s Stadium di Santa Clara mette a ferro e fuoco la linea difensiva dei Vikings con 168 yards su 26 portate. La prova di Hyde permette a San Francisco di controllare il gioco e il cronometro per gran parte della partita. Al resto pensa la difesa dei 49ers che, nonostante la quantità di partenze/addii/guai con la giustizia che han coinvolto parte del reparto dello scorso anno, trova il modo di sabotare Adrian Peterson, al rientro dalla squalifica per i Vikings, tenendolo a 31 misere yards su 10 portate. In ombra e poco utilizzato, nei 49ers, l’ex star di rugby league Jarryd Hayne.

Atlanta Falcons – Philadelphia Eagles 26-24

dm_150914_Eagles_Falcons_HighlightGrande curiosità destava la prima stagionale di Philadelphia: dopo una quantità di partenze e arrivi che neanche a Milano sotto le feste, c’era la voglia di testare il roster degli Eagles nel primo match di Regular Season. Al Georgia Dome è andata in onda una partita dai due volti: nella prima metà la difesa dei Falcons ha messo sotto pressione Sam Bradford (36/52 per 336 per 1 td e 2 intercetti) costringendolo a scelte affrettate come in occasione dell’intercetto di Moore. L’attacco guidato da Matt Ryan (23/34 per 298 yards 2 td e 2 intercetti) ha potuto contare su un Julio Jones eccezionale che ha letteralmente mandato al manicomio Byron Maxwell, il suo marcatore diretto: l’ex stella di Alabama, fresco di rinnovo contrattuale, si è esibito in uno show personale da 141 yads su 9 ricezioni con 2 td. A fine primo tempo il punteggio di 20 a 3 lasciava presagire una comoda ripresa. E invece gli Eagles, complice un Bradford tornato ai livelli di preseason e un Matthews abile nell’assecondarlo in fase di ricezione, hanno segnato 24 punti consecutivi, culmitati con il td di Ryan Matthews. Con la situazione ribaltata e con il momentum tutto per la squadra della Pennsylvania, Atlanta ha saputo invece costruire un ennesimo drive culminato con un field goal di Bryant, resistendo poi agli ultimi attacchi degli Eagles (che han fallito anche il field goal del sorpasso con Cody Parkey) e portando a casa la prima vittoria dell’anno.

Next Week

Kansas City – Denver
Carolina – Houston
Pittsburgh – San Francisco
New Orleans – Tampa Bay
Minnesota – Detroit
Chicago – Arizona
Buffalo – New England
Cincinnati – San Diego
Cleveland – Tennessee
New York Giants – Atlanta
Washington – St. Louis
Jacksonville – Miami
Oakland – Baltimora
Philadelphia – Dallas
Green Bay – Seattle
Indianapolis – New York Jets

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G

  • grazie, davvero completo ed interessante!

    non riesco più a seguire uno sporto che mi piace davvero molto. Questo recap è una manna dal Fabio!!! 🙂

  • mad-mel

    Sulla partita dei giants: nn voglio giustificare la scelta folle di caughlin…pero bisogna ricordare che c’e stata una chiamata letteralmente folle degli arbitri di interferenza contro chromartie che ha regalato praticamente una meta a dallas altrimenti la partita era bella che chiusa.

  • @madmel è stat colpa di Eli…è stato lui a decidere di andare per il lancio e quindi si merira il SUKA AWARD Week #!
    Si, quel PI non c’era e rimango dell’opinione che finché non si darà un interpretazione chiara di queste chiamate ne arriveranno una valanga

  • Fabio G

    grazie per i complimenti 🙂

    @ mad-mel riguardo alla PI, concordo che sia stata molto generosa (per andarci leggeri) ma come giustamente fai notare questo non giustifica il totale black out fra Coughlin (a parer mio il più colpevole), Manning…e il cronometro!

  • mad-mel

    Guarda ne ho lette di tutti i colori…ma la colpa piu grossa la do a Caughlin…che infatti si e scusato…
    Ma vai con una corsa…con un fb o rb…che epiu protetto e piu grosso…

  • fabio r

    Concordo, colpa di Caughlin. Che poi lui è della “vecchia scuola”, bastava andare con mauale alla mano e Romo non avrebbe fatto in tempo per la rimonta. però, che bella partita!!!! 🙂