NFL Tuesday 19: recap della Week #2

Brady e Rodgers continuano a dare spettacolo, crisi per Colts e Seahawks, sorprendono i Jets con Revis, Newton vola mentre derby della Florida ai Jaguars! Ok Denver e Dallas.

Kansas City Chiefs – Denver Broncos 24-31

denverIl match infrasettimanale vede lo scontro divisionale fra Chiefs e Broncos. Nonostante lo stesso record (1-0), le due squadre arrivano all’Arrowhead Stadium con stati d’animo diversi: Kansas City reduce dalla straripante vittoria in Texas contro Houston non vede l’ora di presentarsi di fronte ai suoi tifosi. Per Denver, invece, c’è la consapevolezza che il successo sui Ravens sia stato un capolavoro difensivo con molte, troppe ombre sull’attacco. L’ambiente caldissimo che caratterizza le partite casalinghe dei Chiefs, accoglie a braccia aperte la safety Eric Berry, di ritorno dopo aver “placcato” un Linfoma di Hodgkin.
La partita è un batti e ribatti in cui il punteggio rimane sempre sostanzialmente in equilibrio. A fine quarto quarto cominciano i veri propri fuochi artificiali. I Chiefs si spingono fino alla redzone avversaria con meno di tre minuti da giocare e Knile Davis fissa il touchdown che sembra chiudere il match sul 24 a 17. Peyton Manning (26 su 45 per 256 yards, 3 td e 1 int), che la critica vuole in netto declino, decide di zittire i propri detrattori nell’unico modo che conosce, disegnando un drive dei suoi e lanciando in meta Emmanuel Sanders con soli 36 secondi rimasti sul cronometro. Il morale dei Broncos è a mille e nella sideline ci si prepara per l’inevitabile overtime con rinnovato ottimismo. Ma qui i Chiefs decidono di suicidarsi: prima azione dopo la segnatura di Denver e palla all’esperto Charles (anche ieri protagonista con 125 yards su corsa) che, per lo sgomento di ogni spettatore dell’Arrowhead Stadium, si fa letteralmente strappare la palla dalle mani da Bradley Roby. Il cornerback di Denver non si fa pregare due volte e riporta l’ovale in touchdown consegnando la vittoria ai Broncos. Dato statistico: Manning supera le 70.000 yards lanciate in carriera e si avvicina a grandi passi al record di Brett Favre (71.838 yards) che, al netto di infortuni, supererà entro fine stagione

Buffalo Bills – New England Patriots 40-32

EdelmanSe Tom Brady ha mostrato a tutti che la storia della squalifica è oramai alle spalle con una grande prestazione contro gli Steelers, così i Bills hanno soffocato Andrew Luck e il suo attacco con apparentemente facilità. Al Ralph Wilson Stadium l’atmosfera è elettrica per quello che si presenta come il big match di giornata. Se l’inizio della partita è di marca Buffalo con il td su corsa di Karlos Williams, il resto della partita è un monologo dei campioni in carica. A fine terzo quarto Tom Brady (38 su 59 per 466 yards e 3 td) ha portato i suoi avanti 37-13 con le segnature di Gronkowski ed Edelman. Ma ad inizio quarto quarto qualcosa si inceppa nell macchina da guerra di Coach Belichick e i Bills, dati per morti e sepolti, rientrano incredibilmente in partita. Tyrod Taylor (23 su 30 per 242 yards 3 td e 3 intercetti, 1 td su corsa) si ricorda di aver ben impressionato nel primo match contro i Colts e ritrova ritmo con i propri ricevitori. Td su ricezione di Woods, td su corsa di Taylor e ancora td su ricezione di Watkins e a 4:16 dal termine della partita il punteggio è fissato sul 37-32, con la partita completamente riaperta. Brady guida finalmente un drive degno di tale nome e consente di al kicker Gostowski di incrementare il gap sul 40-32.
C’è in teoria ancora vita per i Bills che, con un td e una trasformazione da due punti pareggerebbero i conti trascinando quest’incredibile partita al supplementare. Ma Taylor si fa intercettare da Logan Ryan e il match si chiude con la vittoria per Brady&Co. Un paio di aspetti da evidenziare: i Patriots sono totalmente dipendenti dal gioco aereo e questo li rende in qualche modo prevedibili (anche se è paradossale sottolinearlo dopo 40 punti segnati sulla presunta miglior difesa del campionato); i Bills hanno un grosso potenziale sia a livello difensivo che offensivo, ma la serie di errori dei primi tre quarti è inaccettabile per chi vuole competere per un posto nei playoff.

Chicago Bears – Arizona Cardinals 23-48

Con un Palmer in più i Cardinals salgono in Illinois con il chiaro intento di portarsi sul 2-0. La speranz non diventa subito certezza: il td su corsa del running back dei Bears, Jeremy Langford impatta il punteggio sul 14-14 e sembra “dare il là” ad una partita equilibrata. Da qui però comincia il monologo di Arizona che, grazie ad uno dei 3td giornalieri dello straripante Larry Fitzgerald e al “solito” intercetto di Jay Cutler riportato in endzone da Tony Jefferson, si porta sul 28-14 prendendo definitivamente il largo. Carson Palmer (17 su 24 per 185 e 4 td e 1 intercetto) è chirurgico nel sezionare la difesa dei padroni di casa e la partita sostanzialmente perde di interesse con i Cardinals che finiscono per sotterrare i Bears 48-23.

New York Giants – Atlanta Falcons 20-24

Julio+Jones+Atlanta+Falcons+v+New+York+Giants+7fAHWdygJyBxCoughlin si gioca già molto nel match contro i Falcons: la sciagurata gestione del cronometro contro i Cowboys è costata la partita e ha sollevato polemiche a non finire dalla tradizionalmente focosa stampa newyorkese. Atlanta invece vuole dare continuità alla bella prova contro Philly. Al MetLife Stadium i Giants partono subito con il piede sull’acceleratore e vanno a segno con un td da 67 yards di Odell Beckham Jr (che, a fine partita, avrà ammassato qualcosa come 146 yards su ricezione). La partita rimane equilibrata fino a fine terzo quarto quando, sul punteggio di 20-10 per i Giants (td di Donnell per i newyorchesi), Manning (27 su 40 per 292 yards e 2 td) ha la possibilità di chiudere il conto: il fratello di Peyton si fa strappare però palla dalle mani a poche yard dalla endzone avversaria, consentendo ad Atlanta di recuperare il pallone e cambiare il momentum della partita. Matt Ryan (30 su 46 per 363 yards e 1 td) disegna un drive che porta al td di Hankerson riavvicinando definitivamente i Falcons sul 20-17. Una td su corsa di Freeman consegna poi il match ai Falcons lasciando, per la seconda domenica di fila, una valigia di rimpianti per i Giants. Da sottolineare, infine, la seconda gara stellare di Julio Jones che, con 135 yards su ricezione, fa impazzire le secondarie dei Giants così come aveva fatto con quelle degli Eagles la scosa settimana.

Philadelphia Eagles – Dallas Cowboys 10-20

WilliamsGli enigmatici Eagles ricevono i Cowboys per il primo scontro fra titani nella NFC East. Philadelphia deve capire se la sua dimensione è quella del primo o del secondo tempo con Atlanta (annichiliti nel primo, ad un passo dalla vittoria nel secondo). Dopo il saccheggio delle secondarie messo in atto da Julio Jones, è una fortuna per gli Eagles che Dez Bryant sia parcheggiato in infermeria con un piede rotto. La partita è una vera battaglia difensiva, e i Cowboys riescono ad approfittare di un punt bloccato e riportato in endzone da Wilber per portarsi in vantaggio. Il presunto attacco stellare degli Eagles è assente ingiustificato (un po’ come nella prima metà di partita di Atlanta), con un Sam Bradford capace di farsi intercettare due volte (di cui una nella endzone avversaria). Nel corso del terzo quarto, con il punteggio inchiodato sul 13-0, avviene quella che potrebbe essere la “svolta” per la stagione dei ‘Boys: un sack di Jordan Hicks livella Romo al suolo provocandogli una brutta frattura alla clavicola. Il quarterback di Dallas rimane a terra, si rialza a fatica e, per lo sgomento delle legioni di fans texani, lascia il posto a Weeden.
L’ex Oklahoma State è protagonista della parte finale del match (7 su 7 per 73 yards e 1 td) e la difesa blu argento tiene fino a fine partita, dimostrando di essere uno dei punti di forza della squadra (in attesa, fra l’altro, del rientro dalla squalifica del defensive end Greg Hardy). Purtroppo per Coach Garrett, l’assenza di Romo sarà molto lunga (almeno 8 settimane) e, sommata a quella di Bryant (per lui previsto uno stop di almeno 9-10 settimane), pone i Cowboys nella situazione di dover rinunciare alle loro due migliori armi offensive. Per gli Eagles male Bradford (23 su 37 per 224 yards, 1 td e 2 intercetti) e malissimo Murray, lasciato a due (D-U-E) yards su corsa in quella che doveva essere la partita della sua rivincita (lo scorso anno lo stesso aveva corso per la astronomica cifra di oltre 1800 yds per poi essere lasciato libero di andare).

Cleveland Browns – Tennessee Titans 28-14

ManziellIn settimana, si sono sprecati gli elogi a Mariota dopo la convincente vittoria contro Tampa Bay e, dall’altro lato, non sono state poche le voci che hanno sottolineato i progressi di Manziel contro i Jets, nonostante la pesante sconfitta subita. I due ex vincitori dell’Heisman Trophy (premio che viene annualmente consegnato al miglior giocatore di College Football e che viene considerato il riconoscimento più importante a livello individuale dell’intero sport americano) si incrociano al First Energy Stadium di Cleveland.
I Browns scappano subito grazie ad una solida difesa che non da fiato a Mariota, ad un td di 60 yards di Benjamin su “bomba” di Johnny Manziel (8 su 15 per 172 yards 2 td) e ad un td su corsa di Isiah Crowell a coronare un drive nato da un fumble recuperato in precedenza. Sotto 21-0 all’intervallo, Tennessee e Mariota (21 su 37 per 257 yards, 2 td ma anche 1 intercetto e due fumble persi) si risvegliano nella ripresa e, con il td di Dorial Green Beckham, sembrano riportarsi in partita . Con gli avversari riavvicinatisi sul 21-14, Manziel chiude la contesa con un’altra bomba per Benjamin mandato in endzone con un td di 50 yards.

Washington Redskins – St. Louis Rams 24-10

Cosa può capitare di peggio dopo una pesante sconfitta casalinga contro gli abbordabili Dolphins? Vedersi arrivare in casa una squadra carica a pallettoni come i Rams, che hanno appena messo 34 punti contro la difesa di Seattle. Ma è proprio in questo tipo di situazioni che la NFL sorprende i suoi appassionati (specialmente quelli non americani). Il criticatissimo Kirk Cousins (23 su 27 per 203 yards e 1 td) gioca un’ottima partita e, con l’inaspettato aiuto di un running game di livello, riesce a condurre alla vittoria la franchigia della Capitale. In aiuto di Cousins, emergono le prestazioni del rookie Matt Jones, running back uscito da Florida, e del reparto difensivo dei Redskins che imbriglia per quasi tutta la partita l’attacco dei Rams.
La partita vede il controllo di Washington per i primi due quarti, chiusi sul 17-0: quando si pensa ad una comoda vittoria, un fumble di Matt Jones consegna la palla ai Rams che nel successivo drive accorciano il distacco sul 17-10 con un td di Kenny Britt ben imbeccato da un altrimenti falloso Nick Foles (17 su 32 per 150 yards). Washington contiene però gli assalti avversari nell’ultimo quarto portando a casa la vittoria.

Jacksonville Jaguars – Miami Dolphins 23-20

Passata con il minimo sforzo a Washigton, Miami cerca il colpaccio anche contro i rivali statali di Jacksonville. I Jaguars hanno la non invidiabile statistica di dieci sconfitte consecutive nel mese di settembre e i Dolphins non vedono l’ora di confermare la buona prova di Washington accreditandosi come anti-Patriots per la AFC East. Miami non ha fatto però i conti con la giornata di grazia di Allen Robinson: il wide receiver di Jacksonville è imprendibile per la difesa avversaria e mette a referto 155 yards su ricezione condite da 2 td. Nonostante un running game inesistente, i Dolphins reagiscono e, dopo un inseguimento durato tutta la partita, riescono a pareggiare i conti quando Ryan Tannehill (30 su 44 per 359 yards e 2 td) trova Jake Stoneburner in end zone per il 20-20. Jacksonville sente che però l’occasione è buona per il colpaccio e, dopo un drive ben architettato da Blake Bortles (18 su 33 per 273 yards e 2 td), è il field goal di Meyers ha consegnare la vittoria ai Jaguars.

Oakland Raider – Baltimore Ravens 37-33

Troppo brutti per essere veri i Raiders contro Cincinnati, troppo bloccati i Ravens in quel di Denver. La seconda settimana è già un banco di prova importante per le due franchigie che si affrontano all’O.co Coliseum di Oakland. La partita è divertente e in bilico fino alla fine. Derek Carr (30 su 46 per 351 yards, 3 td e 1 intercetto) si riprende dall’infortunio patito settimana scorsa e guida i Raiders alla vittoria, trovando Seth Roberts in endzone a meno di un minuto dalla fine del match. Va detto che quest’anno i Raiders possono contare su una coppia di ricevitori di tutto rispetto, Crabtree e Cooper, anche ieri protagonisti con oltre 100 yds su ricezione e 1 td a testa. Per i Ravens continua il periodo di difficoltà: Flacco fa il suo stavolta (32 su 45 per 385 yards, 2 td e 1 intercetto) ma la difesa, storico punto di forza dei Ravens, fa acqua da tutte le parti non consentendo alla franchigia del Maryland di concretizzare i ben 33 punti segnati. E domenica a Baltimora arrivano gli imbattuti Cincinnati Bengals.

Carolina Panthers – Houston Texans 24-17

NewtonReduci dalla batosta casalinga contro i Chiefs, i Texans si affidano a Ryan Mallet per tentare il colpo in casa dei Panthers. Carolina dal canto suo ha in carniere la vittoria di Jacksonville punta a ripetersi fra le mura amiche. Il match è dominato dalle difese e a fine secondo quarto il punteggio di 10-7 rispecchia un certo equilibrio. Ad inizio terzo quarto un falloso Mallet (27 su 58 per 244 yards 1 td, 1 td su corsa e 1 intercetto) riesce a trovare in endzone Garrett Graham per la segnatura che pareggia i conti ma ci pensa poi una magia di Cam Newton (18 su 37 per 195 yards 2 td, 76 yards e 1 td su corsa e 1 intercetto) a riportare i Panthers avanti (corsa verso la endzone conclusa con una spettacolare capriola a superare il marcatore diretto).
Houston tenta la rimonta nel quarto finale, ma le maglie della difesa di Carolina si stringono, A.J. Klein intercetta un disastroso lancio del qb dei Texans e nell’azione successiva Newton trova Corey Brown in metà con 08.36 da giocare. La segnatura scava il solco definitivo e rende inutile l’ultima segnatura di Houston (td su corsa di Mallet).

Pittsburgh – San Francisco 43-18

RoethlisbergerSan Francisco arriva in Pennsylvania con il morale a mille dopo la confortante vittoria sui Vikings. Per gli Steelers c’è la consapevolezza di avere un attacco in forma eccellente ma la necessità di dover “chiudere” un po’ le maglie della difesa. La partita resta in bilico solo per il primo quarto: da lì in poi Pittsburgh ingrana le marce superiori e annichilisce completamente i 49ers. A metà tempo il box score indica 29-3 per la squadra di casa e da lì in poi non c’è realmente più partita. I gialloneri sono offensivamente una macchina da guerra: Roethlisberger ha la sua consueta giornata in ufficio (21 su 27 per 369 yards e 3 td) e Antonio Brown, da molti considerato il migliore wide receiver in circolazione, manda al manicomio le secondarie dei 49ers macinando qualcosa come 195 yards in ricezione. Il resto della partita ha poco significato e il punteggio finale non da completamente l’idea della differenza che c’è stata fra le due squadre. Per San Francisco si tratta di una doccia gelata dopo la positiva prova contro Minnesota; per Pittsburgh la conferma di avere una fase offensiva che, Patriots a parte, è la migliore in circolazione. E tutto ciò con Le’ Veon Bell e Martavis Bryant che stanno ancora scontando le proprie squalifiche.

Minnesota Vikings – Detroit Lions 26-16

Nella puntata infrasettimanale di “Chi l’ha visto?” , Calvin Johnson e Golden Tate sono stati avvistati vagabondare senza meta nei dintorni di San Diego alla ricerca di un pallone sparito. Al di là delle battute Detroit sa che, senza l’apporto dei due wide receivers, le speranze dei Lions di concludere qualcosa sono abbastanza residuali. Minnesota dal canto suo vuol far dimenticare l’opaca prova sulla Baia. Adriand Peterson torna a giocare un match in Minnesota dopo 658 giorni e decide di ringraziare i cori di incoraggiamento arrivatigli dagli spalti correndo per oltre 134 yards e risultando quasi inarrestabile per l’indebolita difesa dei Lions. Teddy Bridgewater (14 su 18 per 153 yards 1 td e 1 td su corsa) gioca una partita intelligente senza cercare di strafare. Al resto pensano i Lions: la linea offensiva di Detroit è solo il lontano ricordo di quella solida delle scorse stagioni, Matthew Stafford viene più volte messo sotto pressione e colpito, il running game è rimasto in Michigan e la difesa risente enormemente della partenza di Suh e Fairley. Sostanzialmente non c’è mai partita. I Vikings vanno avanti 14-0 con le segnature in ricezione di Rudolph e su corsa di Bridgewater e non si guardano più indietro chiudendo 26-16 senza particolari affanni. L’unica nota positiva per Detroit è il rinnovato coinvolgimento nel gioco di Johnson e Tate e la buona prova di Eric Ebron; per il resto i prossimi due match contro Denver e Seattle non promettono niente di buono.

Green Bay Packers – Seattle Seahawks 27-17

RodgersI mormorii che arrivano dallo stato di Washington parlano di qualche scricchiolio nel rapporto fra Pete Carrol e alcuni membri chiave della sua squadra. La sconfitta con i Rams ha messo sotto pressione Seattle e la trasferta di Green Bay è l’occasione giusta per mostare di che pasta siano fatti i Seahawks. Dall’altra parte i Packers vogliono vendicare l’atroce sconfitta nel NFC Championship dello scorso anno quando, avanti tutto il match, riuscirono a perdere una partita già vinta.
E sono proprio i padroni di casa a partire meglio, imbrigliando l’appannato attacco dei Seattle e chiudendo la prima metà di gara avanti 13-3 nonostante l’infortunio alla caviglia per il running back Eddie Lacy (infortunio che si dimostrerà poi di poca entità). Nella ripresa però l’orgoglio di Wilson&Co si risveglia e gli ospiti riescono lentamente a rimontare lo svantaggio e a portarsi in vantaggio grazie alle mete di Fred Jackson e di Doug Baldwin a fine terzo quarto. Il momentum della partita sembra essere definitivamente girato, ma Aaron Rodgers (25 su 33 per 249 yadrds e 2 td) sale in cattedra nell’ultimo quarto trovando Richard Rodgers per la meta del definivo sorpasso per Green Bay. Un intercetto di Elliot sul mai domo Russell Wilson (19 su 30 con 2 td, 1 intercetto ma ben 78 yds su corsa) chiude la contesa a pochi minuti dal termine del match.

Cincinnati Bengals – San Diego Chargers 24-19

San Diego viene dalla vittoria in rimonta contro i Lions mentre i Bengals cercano conferme dopo aver asfaltato in trasferta i malcapitati Lions. Molti spettatori non si sono ancora seduti che, dopo neanche un minuto e mezzo di partita, un punt di Cincinnati non viene controllato dal “ritornatore” dei Chargers, Keenan Allen, che, impappinandosi con un dilettante qualunque permette allo Special Team dei Bengals di recuperare l’ovale in posizione più che favorevole. Tempo due azioni e Andy Dalton (16 su 24 per 214 e 3td) trova A. J. Green in end zone per il vantaggio Cincinnati. Nonostante la terribile partenza ad handicap San Diego non si da per vinta e pur inseguendo i Bengals per tutta la partita, tiene in vita la contesa per tutti e quattro i quarti avendo anche la chance di vincere con un ultimo drive interrotto dall’intercetto di Vincent Ray su uno degli ultimi disperati tentativi di Rivers. Per i Bengals la conferma di una completezza di squadra che pochi altri team possono vantare mentre per San Diego c’è la “consolazione” di aver tenuto testa ad una delle favorite per la vittoria finale. Curiosità statistica: con il touchdown odierno Philip Rivers sorpassa Dan Fouts come leader di franchigia per td lanciati in maglia Chargers.

New Orleans Saints – Tampa Bay Buccaneers 26-19

Jameis Winston (14 su 21 per 207 yards 1 td e 1 td su corsa) ottiene la prima vittoria in carriera da Pro e lo fa in uno degli stadi più caldi della Lega: il Superdome di New Orleans. La partita è costantemente in mano ai Buccaneers che, forti di una prova difensiva finalmente degna della fama del proprio Head Coach Lovie Smith, riescono a mantenere il vantaggio per l’intero arco della gara. Le due franchigie sono in fase di ricostruzione e il match non è il massimo dello spettacolo: numerosi sono gli errori da parte di entrambi gli attacchi. Alla fine emerge la franchigia della Florida che può festeggiare la prima vittoria stagionale.

Indianapolis Colts – New York Jets 7-20

Darrelle+Revis+New+York+Jets+v+Indianapolis+UYlCK0hGB6wx“Indianapolis abbiamo un problema”. Potrebbe riassumersi così il post partita dei Colts dopo la deludente performance nel “posticipo” del lunedì contro i New York Jets. Andrew Luck (21 su 37 per 250 yards 1 td e 3 intercetti) è in un periodaccio e tutto l’attacco della franchigia dell’Indiana è l’ombra di quello che gli esperti prevedevano che sarebbe stato. Il merito della vittoria dei Jets va soprattutto alla difesa che, considerata fra le migliori della Lega e guidata da un indomabile Darrelle Revis (un intercetto e due fumble recuperati), mette sotto pressione Luck e ammanetta l’attacco dei Colts lasciandoli a 7 miseri punti segnati. Il match non è mai in discussione con i newyorchesi che, presa la leadership nella prima metà di gara, riescono a portare in porto una meritata vittoria che li issa ad un record di 2-0 stagionale per la prima volta dal 2011.

Next Week

New York Giants – Washington
Dallas – Atlanta
Tennessee – Indianapolis
Cleveland – Oakland
Baltimore – Cincinnati
New England – Jacksonville
Carolina – New Orleans
New York Jets – Philadelphia
Houston – Tampa Bay
Minnesota – San Diego
St. Louis – Pittsburgh
Arizona – San Francisco
Miami – Buffalo
Seattle – Chicago
Detroit – Denver
Green Bay – Kansas City

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL.

Nickname: Fabio G

  • mad-mel

    Altro finale scellerato dei giants che buttano via un altra vittoria.
    Complimenti di nuovo a Manning con un altro finale da censurare.
    Sta ringraziando per il rinnovo contrattuale.
    Julio jones ci aperto il sedere, magari se ci fosse stato cromartie si poteva limitare i danni.
    Vorrei chiedere a Caughlin se e’ masochista visto che andava continuamente con le corse da Jennings dimenticandosi totalmente di Beckham che ha fatto sfracello nel primo tempo. BAH…

    Cmq quest’anno nn so se fa piu cagare Manning o Luck che ho al fantasy.
    Ah stanotte Brandon Marshall assurdo.

    Cmq guardando la division dei Giants con Dallas monca e Phila psicopatica….si puo arrivare ai po anche con un record pessimo.

  • FabioG

    Al di là delle due partite buttate, i Giants hanno realmente la chance di competere per la NFC East….con un po’ più di concentrazione sarebbero comodamente sul 2-0…

    Concordo sul fatto che la NFC East è aperta dopo l’infortunio di Romo

  • fabio r

    Belli i miei tigrotti di cincinnati!! 😉