Hard Drive Team: New York Knicks

Oggi ci occupiamo dei New York Knicks, squadra che da sempre è destinata a sollevare polemiche, nel bene e ultimamente, purtroppo, molto più nel male.

Knicks

jp-cacciola-blog427Diciamo che parlare di questi Knicks è facilissimo e difficilissimo allo stesso tempo. Giocare con questa maglia in questo periodo genera quella punta di pressione, ed il futuro non sembra essere pieno di soddisfazioni, almeno nell’immediato. I fans della Grande Mela sperano che il grande capo Phil Jackson sappia cosa sta facendo e stia programmando per il futuro, solo che un qualcosina bisognerebbe tirarlo fuori anche per il presente, perché renderebbe più facile il lavoro di tutti. La scorsa stagione è stata tragicomica, 17-65 il record, dove si è parlato tanto e si è concluso molto poco.

Il draft tanto atteso ha portato con la #4 alla corte del confermatissimo coach Derek Fisher, quel Kristaps Porzingis che come al solito è piaciuto il giusto, cioè poco o niente, a tutto il mondo newyorkese che voleva altro. Si riparte dal solito Carmelo Anthony, e ci aspettiamo un’altra stagione in cui il suo nome sarà inserito in ogni trade con qualunque franchigia della lega e non solo, in cui gli sarà chiesto di fare pentole e coperchi, di fare il leader maximo ed il trascinatore, tutte cose che non sono nella sua indole di grande ed indiscusso attaccante. Il vero problema è lo stesso della scorso anno: c’è un progetto di rinascita per questi Knicks o si sta sparando a caso sperando di colpire il bersaglio? Ai posteri l’ardua sentenza, a noi l’ingrato compito di analizzare questo roster. Ingrato perché qui c’è sempre da scontentare qualcuno.

BACKCOURT: Su tutti spicca ovviamente Josè Calderon, playmaker di grande intelligenza cestistica, colui che lo scorso anno in campo tentava di spiegare i movimenti della triple post offense ai suoi compagni, sbracciandosi continuamente. Chiaro che le redini della squadra saranno nelle sue mani, sperando che il fisico regga. E’ arrivato Arron Afflalo, che ha fatto bene ad Orlando, meno a Denver, malissimo a Portland, di sicuro un buon difensore con punti nelle mani ma discontinuo in attacco. Poi una serie di baldi giovani che però sono delle autentiche scommesse se si vuole giocare per arrivare ai playoff. Dal draft via Atlanta è arrivato con la #19 Jerian Grant, che può occupare entrambi i posti in guardia, e che, a detta di tutti gli addetti ai lavori, sembrerebbe essere già pronto per la NBA. Da qui in avanti però arrivano i dubbi, perché ad esempio Langston Galloway lo scorso anno ha ben impressionato, ma è tutto da valutare in prospettiva. Poi bisognerà vedere se Travis Trice, rookie ex Michigan State, troverà dello spazio. Infine due parole per Sasha Vujacic, mia personale conoscenza. Chiamato a New York dal duo Jackson-Fisher per spiegare come si gioca la triangolo al resto della squadra, non sono parole mie ma di coach Zen, potrebbe davvero essere utile alla causa?? io lo spero. Ma alla fine resta il fatto che questo reparto è troppo pieno di incognite per poter lottare per un posto nelle prime otto, anche se essendo nella Eastern Conference….

Stelle1

FRONTCOURT: Qui abbiamo Carmelo Anthony di cui si è già scritto, e si scriverà sicuramente. Calcolando che potrebbe anche giocare da PF tattico, specie per come va a rimbalzo offensivo, la figura di Lance Thomas diventerebbe molto interessante. L’ex Blue Devil ha talento ed intelligenza per giocare in questo sistema, confermando quanto di buono visto la scorsa tragica stagione. Nel settore SF a roster spuntano anche il giovane Antetokounmpo, Thanasis, molto simile al fratellone per caratteristiche di gioco, perché non dargli una chance in una squadra che ha bisogno di energia, e quel Cleanthony Early tanto faccia tosta quanto poco utile lo scorso anno. Dal draft, come abbiamo detto, è arrivato Porzingis, lunghissimo, atletico, con poco peso addosso, ma con mani educatissime, bei movimenti e molto intelligente, oltre ad essere un discreto intimidatore. Se lo lasciano crescere e sbagliare in pace diventerà davvero forte. Robin Lopez sarà il centro titolare. Buon acquisto, giocatore da pick and roll, bel rimbalzista e discreto difensore. Dalla free agency sono arrivati Kyle O’Quinn, rimbalzista con buona mano, e Kevin Seraphin, movimenti in post basso davvero belli ma maestro di discontinuità. E poi ci sarebbe anche Derrick Williams, un enigma incredibile. Quanto talento sprecato, un fisico ed una tecnica da superstar, purtroppo però la testa è quella lì e ci si deve fare dei brutti conti. Riuscisse a risolvere i problemi con se stesso sarebbe un grande acquisto.

Stelle2

QUINTETTO BASE: Calderon-Afflalo-Anthony-O’Quinn-Lopez.
Sono sicuro di quattro, per il ruolo di PF metto il buon Kyle per la buona mano e l’attitudine a rimbalzo ed in difesa. Poi magari coach Fisher mi smentisce e mette il lettone in quintetto da subito. Io personalmente sposterei Anthony da 4 e metterei Thomas in quintetto.

PCT PLAYOFFS 30%:Vero che giocano ad est e li davvero tutto può succedere e molto ruoterà all’impatto delle prime scelte, ma credo che nemmeno quest’anno la parola Knicks possa far rima con post season, poi la stagione è lunga e magari con qualche trade a sensazione….

Arrivederci a domani con i Philadelphia 76ers.

Hard-Drive Team 2015/16
Minnesota Timberwolves
• New York Knicks

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati