Hard Drive Team: Indiana Pacers

Signore e signori accendete i vostri motori e tutti insieme spostiamoci nello stato del circuito automobilistico più famoso del pianeta, parliamo degli Indiana Pacers.

Pacers

Per scrivere degli Indiana Pacers bisognerebbe tornare indietro di una stagione e qualche mese, diventare delle mosche e girare in quello spogliatoio a Marzo 2014, e dopo resettare tutto. Questa squadra fino a metà Febbraio di quell’anno, che adesso per loro sembra lontanissimo, giocava probabilmente il miglior basket della lega. Capire cosa ha spento quella luce non è facile, forse solo uno psicologo di quelli bravi potrebbe dirlo a noi ignoranti, ma di lì il declino è stato inesorabile. Se poi ci aggiungiamo l’infortunio terrificante a Paul George, una stagione in cui l’infermeria è stata sempre piena, e la famosa amagalma totalmente assente ecco spiegato il 38-44 con cui i Pacers hanno comunque sfiorato i playoff.

17492279-mmmainE personalmente mi è sembrato un enorme risultato. L’aver fallito l’obbiettivo post season ha creato nelle menti dei vertici di Indiana, soprattutto in Larry Bird, l’dea che si dovesse ripartire da capo, quasi da zero, liberandosi delle mele marce. E si è deciso, cosa molto importante, comunque di ripartire da coach Frank Vogel, che si è conquistato ancora più fiducia da parte di tutti, sia tra il management che tra i fans dei Pacers. Si rinizia da lui, che è già stato capace di prendere una squadra perdente e trasformarla in (quasi) vincente, e, per forza di cose, da Paul George.

Quest’anno a lui saranno per forza affidate le chiavi tecniche della casa della franchigia. Anche perché bisognerà vedere comunque come ha recuperato dalla frattura alla gamba, perché quello che abbiamo visto sul finire della scorsa stagione è stato un PG 13 al 20%. Questa stagione sarà fondamentale anche per lui, potrebbe essere un anno di transizione verso un futuro radioso, oppure si potrebbe iniziare a raccogliere già qualcosa subito. Molto dipenderà dal cast di supporto. E allora andiamo ad analizzare il roster.

BACKCOURT: Diamo la precedenza ad un nuovo arrivato, Monta Ellis. Ellis è reduce da una stagione a Dallas dove ha ulteriormente dimostrato le sue qualità di grande attaccante, a cui ha unito, forse per la prima volta, l’idea di poter essere anche un uomo squadra. Poi certo quando contava non ha dimostrato altrettanta fiducia in se stesso, ma è un giocatore elettrizzante ed entusiasmante. A far reparto con lui è rimasto George Hill. Su di lui ci sono parecchie perplessità fisiche, la regia non è sempre stata lucida in passato, ma difensivamente è importante in questo roster, oltre ad essere uno che sa prendersi tiri che contano.
Anche l’idolo di F.M.B. è rimasto, al secolo Rodney Stuckey. Dalla panchina è uno che ha tanti punti nelle mani, purtroppo un ego smisurato e l’idea di essere immarcabile gli hanno sempre tirato brutti scherzi. Anche C.J. Miles è un giocatore che segna tanto con buone percentuali specie dalla lunghissima distanza, ma che non ha nella continuità di rendimento una dote da mettere al servizio della squadra. E’arrivato Toney Douglas, tiratore e poco altro che non è mai riuscito a rinverdire i fasti newyorkesi ormai lontani. Attenzione alla scelta #43 Joseph Young, bella guardia dotata di buona mano che se messo nelle giuste condizioni potrebbe fare bene.

Stelle2
FRONTCOURT: La notizia migliore per Indiana potrebbe essere che Paul George è tornato ad essere Paul George. Se questo accadesse allora la stagione di coach Vogel assumerebbe tutto un altro spessore. Giocherà minuti da PF? Sinceramente non so se sarà vero o se è stata solo una boutade, dovesse accadere e funzionare sarebbe un’arma in più per lui. Sia ben chiaro che il giocatore sano non si discute minimamente. Dal draft con la #11 è arrivato Myles Turner, giovane C/PF dal fisico esplosivo, dotato anche di bella mano, intimidatore come pochi al college. Uno su cui si deve lavorare ma che non avrà paura del salto in alto entrando così giovane in questa lega. Una piacevole sorpresa della scorsa stagione è stato Solomon Hill.
Si sapeva che il talento c’era, si aspettava che venisse fuori. Adesso il problema è confermarsi cosa non facile. Altra stagione ai Pacers per Ian Mahinmi, solido C prettamente difensivo, che dovrà inventarsi più offensivo, come non mi è chiarissimo. Dai Lakers è arrivato Jordan Hill. Ho dato la notizia, si chiama Hill che evidentemente è un cognome che piace ai Pacers, adesso passo al giocatore successivo. Anche Lavoy Allen è rimasto, solido corpaccione da mettere sotto canestro, uno che il suo lavoro lo fa sempre. Mi auguro che trovi spazio Rakeem Christmas, rookie da Syracuse, uno che ha fisico e testa per giocare nella NBA. Si è unito alla compagnia anche Chase Budinger. Non avesse un fisico di cristallo per come tira e per la fisicità che ha sempre messo in campo sarebbe un bell’acquisto.

Stelle2
QUINTETTO BASE: G.Hill-Ellis-George-Turner-J.Hill.
Tre sono certi, il ruolo di PF e C secondo me avranno padroni diversi a seconda delle avversarie. Ma io Turner in quintetto lo rischierei, un bel modo per diventare velocemente grandi.

PCT. PLAYOFF: 40%- Ripeto tutto ruota intorno al recupero di PG13. Ma io appartengo ai pessimisti, anche per una conoscenza della materia brevi mano. Mi auguro, per il bene della NBA e del basket in generale, di essere smentito e sbeffeggiato per tutta la stagione, per me sarebbe una buona notizia.

Arrivederci a domani con gli Utah Jazz

Hard-Drive Team 2015/16
• Minnesota Timberwolves
• New York Knicks
• Philadelphia 76ers
• Los Angeles Lakers
• Orlando Magic
• Sacramento Kings
• Denver Nuggets
• Detroit Pistons
• Charlotte Hornets
Miami Heat
• Indiana Pacers

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • 8gld

    Dopo la sessione di gennaio del 2014 sembrava avessero fatto, almeno per me, quel passo per giocarsela con gli Heat e arrivare alla finale.
    Ma, inaspettatamente, tutto andò’ all’inverso e dalla possibile finale sono passati a un punto di non ritorno. Si son persi. Si è’ perso il gruppo, si è’ perso il coach, i giocatori più’ rappresentativi, il gm, la dirigenza. Si è’ afflosciato di brutto il castello.
    Da allora non hanno più’ presentato un quintetto, un roster degno di nota.
    Poi ci si è’ messo anche l’infortunio di George.

    Forse sbaglio, ma non li vedo bene o non vedo peso specifico.
    Per me George farà’ una grande r.s. Ecco, si devono aggrappare a questo.
    L’unica via d’uscita è’ quella sei sostenere e ruotare intorno alla loro stella.
    Per il resto alzo le mani.