Frecciata di World-Peace: “NBA gioco da bambini”

Il veterano dei Lakers si sta “giocando” l’ultimo posto nel roster per la stagione però non ha perso il vizio di lasciare dichiarazioni particolari.

WorldPeace

C’è ancora un post vacante nel roster dei Los Angeles Lakers per la stagione 2015/16 e a contendersi questo posto ci sono Jabari Brown (22 anni) e il veterano Metta World Peace (35 anni) visto che entrambi hanno firmato un contratto non garantito, statistiche alla mano il sophomore proveniente da Missouri in questa Pre-Season sta viaggiando a 11.9 punti in 14′ di utilizzo contro i 4.8 del’ex Kings che nel frattempo ha voluto toccarla piano…all’NBA!

Il fu Ron Artest ha parlato dell’aspetto fisico della Lega andando ad enfatizzare come il gioco sia meno virile rispetto ad anni fa, queste sono state le sue parole ad Eric Pincus del Los Angeles Times:

Quando arrivai nella Lega nel 1999 il gioco era un pochino più duro, ora è più un gioco per ragazzi, non è più un gioco da uomini!

Primo estratto con seguente motivazione:

I genitori sono troppo protettivi, piangono con gli allenatori dei propri figli sin da quando iniziano a giocare, si lamentano con gli arbitri “È fallo! È fallo!”, mi piacerebbe che i genitori restassero a casa piuttosto che venire alle partite.

E poi il secondo estratto tornando all’NBA di oggi:

Ora quei bambini sono in NBA e quindi abbiamo un problema, in giro per il mondo ci sono alcuni professionisti “bambini”. Non è più un gioco da uomini. È un gioco da bambini. Ci sono giocatori “molli” ovunque, nessuno è più tosto e di conseguenza devi cambiare il modo di giocare ed abituarti.

Bisogna dire che peli sulla lingua l’amicone dei Panda non ne ha mai avuti, ha esperienza per il mondo anche se in 2 campionati di non elevato livello sia a livello tecnico/tattico che fisico (Cina e Italia) ma le sue frasi, soprattutto sull’influenza dei genitori ad oggi, hanno delle solide fondamenta che vanno se vogliamo a braccetto con quelle famose di Kobe Bryant (36 anni) in merito ai fondamentali (CLICCA QUI per leggere).

Come ha detto lo stesso MWP bisogna adeguarsi a questo gioco e quindi, SE dovesse strappare il 15° posto nel roster, si ricordi che il tentato omicidio verso i colleghi non sarà più graziato con multa e 7 gare di squalifica!

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • Michael Philips

    Soliti discorsi. Andrebbero dette due cose a riguardo:

    1) I giocatori attuali semplicemente non hanno la libertà di giocare duro, non hanno la libertà di reagire ad un fallo, né fisicamente, né verbalmente, e ogni azione sporca viene pesantemente punita sia a livello di squalifiche che a livello mediatico, già che tutto è registrato e una gomitata non vista può diventare in 2 minuti un trending topi su twitter e tu puoi diventare il cattivo di turno in un quarto d’ora. Oltre a non avere quindi queste libertà, l’esperienza degli anni passati ha fatto intendere che una squalifica o espulsione per via di una reazione non sono più viste come una cosa cool, un gesto da duro, ma semplicemente chi reagisce male facendosi poi espellere, oggi viene visto come un fesso che ha solo danneggiato il suo team.

    2) E come mai la lega oggi non permette più nessun tipo di reazione ai giocatori, e pure un insulto ti costa un tecnico, se schiacci in testa a qualcuno e lo guardi male ti danno il tecnico e ogni fallo pesante porta spesso ad una squalifica? Beh, chi meglio del tizio che si lagna può saperlo, considerato che la severità della nba riguardo la gestione delle reazioni emotive dei giocatori e dei contatti è cambiata radicalmente dopo il “Malice at the Palace”.

    Ron o come diavolo si chiama oggi, è il primo artefice del cambiamento della lega, che non permette più reazioni, trash-talking e mezze spinte, perché? Perché NESSUNO vuole ricreare una situaizione simile a quella del 19 Novembre 2004.

    Se rimetti il regolamento com’era prima, stai a vedere quante legnate, quanti falli di reazione, quanti insulti, quante risse, perché di personaggi con il cartone facile c’è sempre pieno in nba.

  • @MP quoto punto per punto, parola per parola

  • OFF-TOPIC

    Colgo l’occasione per ricordarvi che stiamo lavorando al “nuovo” sito, siamo al 70% del lavoro perché abbiamo incontrato alcuni intoppi ma siamo precisi sulla tabella di marcia. Alcune novità sono state fatte tramite vostri suggerimenti.

  • gasp

    Non ha tutti i torti però è l’ultimo che dovrebbe parlare…

  • DrDre

    Posso dire che mi piaceva un po’ di più prima, sarà anche perché non andrò mai a vedere una partita lì nei palazzetti e quindi non ho paura di beccare un Artest che mi vuole picchiare, però adesso mi sembra un po’ troppo esagerato questo metro arbitrale, come in altri sport d’altronde, non certamente solo in Nba.

  • Michael Philips

    DrDre

    anche a me piaceva vedere uno che dopo aver posterizzato il difensore glielo faceva pesare dicendogli qualcosa, o quando dopo un flagrant la vittima del fallo poteva almeno dare uno spintone+insulto al tizio che gli ha fatto fallo senza essere espulso, ma questo faciliterebbe situazioni ad alto rischio e davvero si brama per rivedere risse in campo?

    Se fai caso i giocatori che prendono più falli pesanti(cousins, lebron, griffin e tanti altri)passano le gare a mordersi la lingua e ad allontanarsi dalla zona di discussione, un pò perché sanno che altrimenti rischiano tecnico o esplusione, un pò perché il coach gli fa il culo e poi tendnzialmente i compagni al primo scatto di reazione li trascinano di peso.

    L’anno scorso almeno nella eastern ci sono state gare davvero toste durante i playoffs e per me va bene così. Si evitano ulteriori infortuni, che già bastano quelli fortuiti e si tengono i palazzetti pieni.

    I vari rodman, malone laimbeer oggi non avrebbero certo la libertà di giocare come ai loro tempi, e verrebbero visti come più soft di quelli del passato. Non è una scelta dei giocatori, ma una imposizione della lega.

    Rimetti per 2 gare il regolamento permissivo degli 80’s e vedi quanta gente ospedalizzata da griffin, cousins, drummond, bogut e simili. Ma a che pro?

  • DrDre

    MP
    Totalmente d’accordo con te, però le parole e/o urla e qualche gesto provocatorio ci possono stare in uno sport, sta poi al professionista ben pagato riuscire a mantenere il sangue freddo per non fare a botte quando ci si incazza. Perché non sopporto come hai detto anche te, che basta un’occhiataccia ad un tuo avversario per prenderti un tecnico, oppure solamente dare il pallone in mano agli arbitri dopo un canestro fatto. Si potrebbe ottenere un giusto compromesso fra i due opposti.

  • Michael Philips

    DrDre

    assolutamente. Un compromesso ci starebbe bene. A livello verbale non puoi zittire ogni mezza provocazione. Cioè Kemp, barkley o jordan quanti tecnici avrebbero preso? ma pure vince carter. Sheed non sarebbe stato quello che conosciamo, guardando le gare da bordo campo..

    Mutombo ad esempio è stato il primo ad essere censurato per via del ditone, e a mio modo di vedere fu un errore. Non veniva certo voglia di picchiaro, ma di schiacciargli in testa, quindi tutto ok.

    Il punto è che siamo alle solite. Un giocatore a fine carriera, rimpiange i bei tempi andati. Succede in tutti gli sport, basta vedere i blog sui nostalgici di calcio e basket: il tema principale è quanto siano scarsi oggi e quanto fossero forti prima. La solita lagna.

  • kaepernick

    Più giocatori bambini sono cazzate …avrei capito se avesse detto che era più bella l’NBA quando ha iniziato a giocare lui..in questo caso mi avrebbe trovato d’accordo

  • nozennoparty

    sarà pero cosi a pelle mi fido di piu del giudizio di uno che in NBA ci ha giocato 15 anno che di un nerd da blog