Hard Drive Team: Portland Trail Blazers

Anche oggi ci occupiamo di una squadra della Western Conference, viaggiamo nello splendido Oregon ed andiamo a parlare dei Portland Trail Blazers.

Blazers

I Portland Trail Blazers all’inizio della scorsa stagione sembravano una squadra in crescita, giovane, atletica ma anche con giocatori di grande tecnica. Una squadra anche ben allenata, a cui mancava poco per poter ambire ad essere ancora in corsa con un clima caldo, a detta di molti, anche la nostra, solo una panchina con rotazioni più ampie. Poi, quando le cose stavano andando come pronosticato, molto bene sono arrivati i soliti infortuni che hanno limitato il finale di stagione dei Blazers.

damian-lillard-2015Così anche, se vincitori della Northwest Division, 51-31 il record, ai playoff sono arrivati come vittime designate dei Grizzlies. Quell’eliminazione, e come è avvenuta, ha lasciato parecchio amaro in bocca alla dirigenza della franchigia dell’Oregon, e questo, unito alla decisione di LaMarcus Aldridge di abbandonare il freddo nord-ovest del paese per trasferirsi nel natio Texas, ha determinato un estate in cui si è deciso di smantellare il giochino per iniziare, si spera, una nuova ricostruzione.

Ricostruzione che parte da due certezze assolute, l’head coach nella figura di Terry Stotts, ed un giocatore che, nell’ottica Blazers, diventerà il franchise player, Damian Lillard. Stotts sarà alla sua quarta stagione sulla panchina di Portland, è un ottimo allenatore. Ed ha già dimostrato di poter navigare in acque limacciose, e con roster da costruire, per gettare le basi su cui ricominciare a scalare la montagna. E tutto sarà ovviamente creato intorno a Damian Lillard, anche lui alla quarta stagione in Oregon. Lillard viene da tre stagioni in continua crescita, sia dal punto di vista delle statistiche che del suo gioco, ed anche della leadership in campo. Quest’anno avrà un ruolo ancora più definito nel roster, oltretutto in una stagione che si prospetta comunque complicata per lui e per i suoi compagni. Se riuscirà a crescere ancora nelle difficoltà, allora lo status di super stella non glielo potrà andare a toccare nessuno. Adesso andiamo ad analizzare il roster.

BACKCOURT: Di e su Damian Lillard abbiamo già speso parole, e credo si capisca che è un giocatore che piace parecchio. Fondamentale, per lui e non solo, è che si renda conto del momento e non cerchi di diventare uomo da 25 tiri a partita, sarebbe una pessima involuzione del suo modo di giocare. Da Charlotte è arrivato Gerald Henderson, giocatore da anni appartenente alla categoria dei “promettenti”, ma che dovrebbe iniziare a mantenerle queste promesse. Chissà che Portland non sia il luogo giusto.
E’ rimasto C.J.McCollum, che quest’anno dovrebbe cercare di guadagnarsi più spazio e di avere meno problemi fisici per poter essere utile alla causa. Talento ne ha, deve solo ritrovare la “voglia” di metterlo in pratica. Da Boston è arrivato Phil Pressey, PG difensivo, grande energia in campo, da migliorare in attacco. Uno che potrebbe fare la squadra è Tim Frazier, interessante PG dotato di buona mano, bel senso della regia e anche discreto rimbalzista.

Stelle2
FRONTCOURT: Andiamo per età, almeno all’inizio, e partiamo da Chris Kaman, rimasto a Portland. Dovrà far la chioccia a giovani di belle speranze, certo l’esperienza e la tecnica c’è, la fisicità negli anni è venuta ovviamente meno. Da Dallas è arrivato Al Farouq Aminu, SF dinamico, molto fisico che deve trovare continuità dal perimetro, ma uno che ha sempre trovato minuti ovunque abbia giocato. Meyers Leonard, alla quarta stagione anche lui ai Blazers, lo scorso anno ha giocato il suo basket migliore, scoprendosi tiratore da tre notevole. Calcolando la stazza ed il dinamismo, se continuasse a crescere potrebbe diventare davvero interessante, essendo un sette piedi abbondante. Sempre da Charlotte è arrivato Noah Vonleh, PF di talento fisico notevole, che però ha parecchio deluso la scorsa stagione. Qui dovrà sgomitare per trovare minuti, ma se vuole dimostrare il suo valore è ora che inizi a farlo. Altra faccia nuova è Mason Plumlee, arrivato via Nets, giocatore in crescita, bel PF/C dinamico, saltatore, intimidatore, buon rimbalzista, che sta cercando di mettere su anche un gioco offensivo.
Qui avrà parecchio spazio per mettersi in mostra. Altro lungo simile per caratteristiche a Plumlee è Ed Davis, a cui non manca la voglia e l’energia da spendere sul parquet. Continuiamo con i nuovi, Maurice Harkless, SF, che ha fisico e tecnica per giocare in questa lega, ma ad Orlando ha trovato la strada chiusa dalla presenza di Harris. Qui avrà sicuramente modo di riprendere il discorso interrotto. Ed Allen Crabbe dovrà lottare per ritagliarsi spazio, comunque anche lui in questa squadra potrebbe trovarne. Chiudo con Cliff Alexander. Talento universitario notevole, un animale del pitturato, in NCAA rimbalzista terrificante, oltre ad aver sempre mostrato grande intensità nell’attaccare il canestro. La testa uno dei suoi veri problemi, vediamo cosa riuscirà a combinare a questo livello.

Stelle2
QUINTETTO BASE: Lillard-Henderson-Aminu-Leonard-Plumlee.
Premetto che io preferirei Harkless a Aminu, il quintetto non è nemmeno male, giovani, atletici e pericolosi anche da fuori. Tutto, però, nelle mani del # 0

PCT. PLAYOFF: 35%– Siamo nella Western, questo roster non credo possa riuscire a tenere il passo di altre franchigie, attrezzate decisamente meglio. Poi, come per tutte le squadre giovani, c’è sempre l’imprevedibiltà delle prestazioni, ma se riuscissero a farcela sarebbe un mezzo miracolo.

Arrivederci a domani con i San Antonio Spurs

Hard-Drive Team 2015/16
• Minnesota Timberwolves
• New York Knicks
• Philadelphia 76ers
• Los Angeles Lakers
• Orlando Magic
• Sacramento Kings
• Denver Nuggets
• Detroit Pistons
• Charlotte Hornets
• Miami Heat
• Indiana Pacers
• Utah Jazz
• Phoenix Suns
• Oklahoma City Thunder
• Brooklyn Nets
• Boston Celtics
• Milwaukee Bucks
• New Orleans Pelicans
• Toronto Raptors
Dallas Mavericks
• Portland Trail Blazers

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Gattoneoneone

    Secondo me c’è una visione eccessivamente ottimistica dei Trail Blazers in questa analisi. Secondo me, premesso che nessun team tankerà ad Ovest (almeno così sembra), questi se la giocano per una delle ultime tre piazze nella Western Conference insieme a Phoenix e Denver. Possibilità di fare i playoff prossime allo 0%.
    Sono tuttavia d’accordo sulla scelta effettuata dalla società, che sa di avere un giocatore “speciale” come Lillard e smantella (ecco io almeno uno tra Lopez e Batum lo avrei tenuto) pensando al futuro. Ancora non mi è chiaro entro quanto possano tornare competitivi, ma tanto senza Aldridge sarebbe stato difficile mantenere tutti gli altri e comunque anche con Lillard-Matthews (infortunato fino a Natale)-Batum-x-Lopez avrebbe lottato al massimo per un 7-8 posto con annessa uscita al primo turno, quindi meglio ricostruire.

  • in your wais

    Anche io li vedo molto male quest’anno, roba da 30 W e pedalare…

    Questo non significa che non abbiano intrapreso la strada giusta, col roster di prima non sarebbero comunque andati oltre un secondo turno, e la partenza di Aldridge ha tolto ogni dubbio…hanno deciso di rifondare da zero, palla a Lillard e pedalare

    Un paio di pesche al draft, qualche giovane che forse matura ( io stravedo per Leonard), e fra un paio d’anni penso si possa tornare a sorridere

  • 8gld

    L’idea di rifondare ci può’ stare ma in questo modo abbastanza inaspettato.
    Non tanto per la partenza di Aldridge quanto le altre insieme al contratto elargito a Lillard.
    Non metto in discussione il valore del giocatore quanto il valore in riferimannto ai dollari. Li vale? Serviva elargirne così’ tanti? Un contratto del genere potrebbe, anche con l’aumento del cap, dare fastidio allo stesso cap? Un contratto del genere può’ richiamare un’altra stella?
    Non vorrei che si rivelasse una situazione “scomoda” per il mercato, rimanendo sul contratto non mettendo in dubbio il carattere dell’atleta.
    A oggi sembrano avviarsi verso una nuova Atlanta o così’ sembrerebbe.

    Per quest’anno, sbagliandomi come con Dallas, li vedo fuori.

    Curioso di Stotts, Lillard, Plumlee, futuro.