Hard-Drive Team: San Antonio Spurs

Secondo viaggio in Texas, dalla capitale dello stato, Austin, prendiamo la statale 35 verso sud ed andiamo a San Antonio, per parlare dei venerabili, e venerandi, Spurs.

Spurs

Parlare dei San Antonio Spurs è abbastanza facile e non dovrebbe comportare un dispendio di energie notevoli. Basterebbero alcune cifre per spiegare ogni annata di questa franchigia, ma noi mettiamo giù solo un dato statistico discretamente esplicativo del tutto.

spursDall’anno Domini 1997, momento storico in cui Mr. Greg Popovich è diventato head coach dellla squadra, se escludiamo lo scorcio di quella stagione 1996/97, gli Spurs non hanno mai vinto meno di 50 partite a stagione, 55-27 un anno orsono e le 37 della 1998/99 non contano, la regular season durò 50 partite.

Ma soprattutto è dal 2010 che il ritornello che accompagna ogni estate quando si parla di San Antonio è che sono vecchi, alla voce Big Three, che sono in fase calante, ed altre amenità simili, come se recitando questo mantra si potesse evitare di vedere gli Spurs lottare per i vertici della Western Conference e non solo. Ed invece loro sono sempre lì, niente sembra scalfirli, il loro sistema dà sempre risultati, ed in alcuni giocatori danno l’idea di aver scoperto il siero dell’ eterna giovineza cestistica. E come se non bastasse quest’estate si sono pure portati a casa un pezzo pregiato del mercato free agents, che da subito si è capito voleva fortemente raggiungere coach Popovich, quel LaMarcus Aldridge che, per caratteristiche tenciche, ha sempre dato l’idea di essere adatto a questo sistema, oltre che ad assomigliare sul campo a Tim Duncan.

Gli Spurs non ripartono, questa franchigia è una delle poche che continua con il suo discorso, con il suo metodo di gioco offensivo e difensivo, se vieni a giocare qui sai che ti devi adeguare che non sarà facile farsi allenare da uno che da te pretende sempre il 150%, ma sai anche di avere tante possibilità di vincere. Aggiungere altro sarebbe superfluo, andiamo ad analizzare questo roster.

BACKCOURT: Iniziamo dai due “ragazzini” del roster, Tony Parker and Manu Ginobili. Immaginiamo che per entrambi, ma più per l’argentino, mai come in questa stagione si cercherà di conservare energie e minuti per quando serviranno davvero. Comunque è chiaro che siano nella fase calante della loro fantastica, ma è altrettanto chiaro che nessuno vorrebbe, come avversari averli freschi quando farà più caldo. Danny Green deve contiuare a confermarsi il tiratore delle ultime tre stagioni, lo scorso anno, però, meno efficace in difesa cosa che gli è costato in minutaggio sul campo.
Patty Mills darà la solita carica dalla panchina, e quest’anno magari anche qualche minuto in più, sperando che il fisico non tradisca. Ray McCallum è un giocatore che potrebbe tornare utile alla causa, PG con buona visione di gioco e bella mano. E’ arrivato Jimmer Fredette, tiratore notevole, vediamo come si inserirà in questo sistema che, solitamente, esalta quelli con le sue caratteristiche offensive.

Stelle3
FRONTCOURT: Tim Duncan, anche per lui poco da aggiungere. Oltretutto, grazie ai nuovi arrivi, la sua definitiva trasformazione nel centro della squadra sarà fatta. Sembra sempre arrivato al capolinea della carriera ma riesce sempre a trovare energie nuove. A dargli una, grossa, mano è arrivato LaMarcus Aldridge. Abbiamo già detto come questo matrimonio vada benissimo ad entrambi, e giocare in questo sistema potrebbe ulteriormente esaltare le caratteristiche di una delle PF più forti della lega. Lui sarà il presente ed il futuro di questa franchigia. Altro nuovo arrivo importante è David West. Veterano di mille battaglie NBA, ma comunque integro e giocatore di grande intelligenza cestistica che non avrà problemi a produrre tanto in pochi minuti.
Da Kawhi Leonard ci si aspetta una stagione da integro fisicamente innanzitutto. Poi al resto, intensità difensiva, tiro dal perimetro e capacità di andare a rimbalzo, ci penserà lui. Altro veterano nel roster è Boris Diaw, giocatore perfetto per questo sistema sin da quando è arrivato, e che quando ha voglia di giocare è un professore. E ci sarà ancora per un altro anno Matt Bonner, con il suo tiro da lontanissimo, uno dei giocatori simbolo di questa franchigia. A San Antonio puntano tanto su Kyle Anderson, che si dice coach Popovich abbia fatto studiare “da Ginobili” nell’estate. Di sicuro ha talento fisico e tecnico per poter giocare nella lega, vediamo cosa riuscirà a combinare. Poi c’è molta curiosità intorno a Boban Marjanovic, centrone serbo che non ha solo i cm per poter giocare in questa lega, e sappiamo quanto piacciano questi giocatori a Popovich. Potrebbe davvero trovare minuti importanti.

Stelle5
QUINTETTO BASE: Parker-Green-Leonard-Aldridge-Duncan.
Qui si va via facile, poi durante la regular season immaginiamo che le partite di stop per Parker e Duncan saranno tante, ed allora spazio a Mills e West.

PCT. PLAYOFF: 75%– Questi hanno già un posto assicurato ai playoff, credo che nessuno possa pensare diversamente, la regular season, però, non deve essere presa sotto gamba perché nella Western è meglio arrivare nelle prime quattro.
Arrivederci a domani con i Washington Wizards.

Hard-Drive Team 2015/16
• Minnesota Timberwolves
• New York Knicks
• Philadelphia 76ers
• Los Angeles Lakers
• Orlando Magic
• Sacramento Kings
• Denver Nuggets
• Detroit Pistons
• Charlotte Hornets
• Miami Heat
• Indiana Pacers
• Utah Jazz
• Phoenix Suns
• Oklahoma City Thunder
• Brooklyn Nets
• Boston Celtics
• Milwaukee Bucks
• New Orleans Pelicans
• Toronto Raptors
• Dallas Mavericks
Portland Trail Blazers
• San Antonio Spurs

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati