Grind My Gears (Week 4)

Paul & griffinLos Angeles Clippers – Si, lo sappiamo perfettamente cosa c’è scritto sulla canotta. Si, lo sappiamo che più di un turno ai PO non lo superano. Si, lo sappiamo. Sappiamo tutto. Ma non vi siete stancati? Dopo la Pick #1 di Blake Griffin, il furto di CP3, il consolidamento di elementi come DeAndre Jordan e Jamal Crawford, non sarebbe lecito aspettarsi di più? Ne volete ancora? Paul Pierce, Pablo Prigioni, Lance Stephenson, J.J. Redick. Sembra quasi che il lavoro di Doc. Rivers negli ultimi tempi non sia servito assolutamente a nulla. Poche idee, tanta confusione e troppe partite perse nel primo mese di Regular Season. I fantasmi dell’anno scorso sono probabilmente ancora vivi, ma se non cambia qualcosa il tracollo diventa inevitabile Ad Ovest si rischia tanto, basti pensare che l’anno scorso la partenza ad handicap è costata i Playoffs ai Thunder. DEPRIMENTI.

RussellRookie – D’Angelo Russel, su tutti, paga il prezzo di essere capitato in una squadra di sbandati. La stessa sfortuna di Jahil Okafor, si, con la differenza che quest’ultimo può contare su una macchina che lavora quasi ed esclusivamente per lui. Non sono solo i numeri, ma il rendimento generale della prima scelta dei Lakers dovrebbe far pensare ad un giocatore dalle indubbie qualità, capace di mettere in campo forza ed esplosività in ogni situazione Non la pensano allo stesso modo i media statunitensi, che se da un giorno all’altro hanno deciso di far diventare Porzingis il nuovo “favourite” con la stessa facilità si sono permessi di buttare nel dimenticatoio il povero D’Angelo. BORN IN THE U.S.A.

I Jazz sono settimi a Ovest, perchè non ne parla nessuno? Il principio “se non hai Superstar in squadra non ti caga nessuno” vige in ogni sport dell’universo, figurarsi in NBA. Zitti, zitti e senza fare troppo rumore, i Jazz hanno trovato un equilibrio fantastico tra reparto offensivo e difensivo, riuscendo grazie a Derrick Favors e Gordon Hayward a dare linfa vitale ad una squadra che Quin Snyder ha preso e rianimato appena un anno fa. Centrare i Playoffs per smentire tutti i miscredenti e i disfattisti sarebbe quanto mai apprezzato. BELLI, PULITI E BRAVI.

Anello? Ma anche no – Siamo a novembre, non a giugno. Smettiamola di dare una squadra più favorita dell’altra, smettiamola di voler identificare già da ora l’MVP della stagione, smettiamola di sparare giudizi in un momento della stagione che vede ancora l”80% dei giocatori e delle squadre in rodaggio. Il 16-0 dei Warriors? Bello, ma tutta questa intensità non finirà per rivelarsi un’arma a doppio taglio nei momenti importanti? Steph Curry e Paul George, ma anche Kawhi Leonard e LeBron James. Quattro papabili dominatori in forma straripante, perchè non goderseli ed evitare i paragoni? BENE, MA NON BENISSIMO.

Homer