Grind My Gears (Week 6)

Un’altra settimana di NBA è andata. Vittorie, sconfitte, sorprese e conferme. Tra i Boston Celtics che continuano a incantare a il primo assist in tre anni di Nick Young a Kobe Bryant, arrivato anche il primo passo falso dei campioni in carica. E sapete cosa mi ha fatto girare gli ingranaggi?

Brooklyn Nets – L’immagine di una scimmietta che suona i piatti dovrebbe rappresentare in pieno la stagione 2015/2016 degli uomini di Lionel Hollins. Si parla dei 76ers e dei Lakers, ma a New York l’aria che si respira è tragica. Tanta fisicità, tanti centimetri, ma forse poco talento. 7 vittorie e 16 sconfitte in poco più di un mese, con l’impressione che la barca si regga in piedi solo per inerzia. Se si guarda al futuro la situazione non cambia, anzi, forse questo è solo l’inizio della fine. AIUTO.

Bandwagons – Belli e impossibile. Li abbiamo sopportati con lo sbarco di LeBron a Miami, li abbiamo visti vincere l’anello con i San Antonio Spurs, li stiamo vivendo con i Golden State Warriors e, in particolar modo, con Steph Curry. La psicosi dei tifoso occasionale NBA vive di meravigliosi stereotipi e di imbarazzanti pronostici, così a metà dicembre la stagione è già finita. Il #30 è il giocatore più forte della storia, i Lakers del 71 e i Bulls del 96 non valgono un’unghia dei Warriors attuali e così via. Ben venga l’avvicinamento delle nuove generazioni alla palla a spicchi americana, ma con parsimonia… RIDATECI LE VHS.

Warriors-Mania – Per ricollegarci al discorso da poco concluso, ora che l’incredibile striscia è finita, come diventerà la Lega e come reagiranno gli uomini vestiti di giallo? L’impatto mediatico degli ultimi due mesi è stato semplicemente sconvolgente, sotto tutti i punti di vista: vendite, marketing, televisioni. Adesso inizia una nuova stagione, dove gli Spurs sono ad appena 4.0 partite dalla vetta e nessuno ha più paura di giocare a viso aperto contro i campioni in carica. Si prospetta un nuovo dominio o, forse, la mania finirà e porterà via con sé record e mode? LIVING ON THE EDGE OF THE WORLD.

Sottovalutare Paul George – Non sono solo le statistiche, non sono solo le vittorie degli Indiana Pacers. Il #13 ha ricominciato a macinare, ad umiliare gli avversari, a difendere e ad attaccare con la stessa intensità dei migliori anni. Si è caricato di nuovo la tutte le responsabilità sulle spalle e non sembra intenzionato a fermarsi, ennesimo motivo per credere che la sua squadra ha tutte le carte in regola per fare paura non solo ad East, ma all’intera Lega. Nel frattempo sembra quasi stia passando tutto come normale, che un giocatore che fino a qualche mese fa combatteva contro il proprio fisico sia tornato a splendere perché doveva. Non è così, per questo è straordinariamente magico tutto quello che sta accadendo. FEAR THE BEAST.

  • Slava medvedenko

    A me fa girare gli ingranaggi questa rubrica…;)

  • redbull

    Boh, penso sia normale per gente che vive dall’altra parte del mondo rispetto agli USA simpatizzare per le squadre più forti o che divertono di più, non è essere bandwagoners.. Scusa uno che ha iniziato da poco a vedere l’nba per chi dovrebbe iniziare a tifare? Per i lakers? Per i sixers?

  • Verbal

    Questa “rubrica” è l’inutilità fatta ad articolo