Top 10 giocatori esplosi a sorpresa!

Trovare giocatori diventati All-star che non siano stati scelti al primo giro del Draft non è sempre così scontato, capita spesso invece che molti ragazzi promettenti deludano le aspettative e poi finiscono nel dimenticatoio.

Ci sono però sicuramente dei giocatori che sorprendono tutti gli esperti, dimostrando agli scettici che si sbagliavano sul loro conto. Per qualche motivo le loro carriere sono iniziate male, o per via di qualche infortunio, o per via di qualche problema gestionale della propria adolescenza, e quindi per questo sono andati “undrafted” ovvero fuori dai taccuini degli scout NBA. Successivamente si ritagliano uno spazio in NBA e dimostrano il loro valore.

I nomi di questa Top 10 abbiamo trovato giocatori che si sono costruiti una carriera solida in NBA, oltre che di successo per alcuni, soddisfazioni impensabili prima dello sbarco nell’NBA, andiamo a commentarla

Numero 10
Danny Green: Quello che da tre anni è considerato lo specialità da tre punti dei San Antonio Spurs, quello che nelle Nba Finals 2013 stabilì il record di triple realizzate con 27 (Curry ne mise a segno 25 lo scorso anno), prima di tutto questo ha avuto una carriera piuttosto travagliata. Nel 2009 fu scelto con la #46 dai Cleveland Cavaliers, in cui collezionò solamente 20 presenze da rookie, tagliato nella stagione successiva, venne chiamato da coach Popovich, che però lo cacciò a sua volta per problemi legati al comportamento. Spedito prima in D-League e poi a Lubiana dove si ritagliò il suo spazio, venne richiamato da Popovich, che in lui riponeva molta fiducia, fiducia poi ripagata alla grande da Grenn.

Numero 9
Isaiah Thomas: Giocatore solido al College con i suoi Whashington Huskies, fu scelto solamente alla posizione #60 dai Scaramento Kings, principalmente per la sua statura e il suo fisico non troppo possente. Dopo una breve parentesi con Sacramento, Thomas  ha dimostrato a tutto il mondo che seppur con quel fisico nulla lo può spaventare ed ora è decisamente il leader dei Boston Celtics.

Numero 8:
Udonis Haslem: Punto fermo dei Florida Gators di Billy Donovan, finì “Undrafted” perché raggiunse i 140 Kg di peso, in qualche modo riuscì a strappare un contratto da professionista in Francia, e li si rimise in forma perdendo 70 Kg. Venne chiamato alla Summer League di Las Vegas, dove venne firmato dai Miami Heat. Inutile raccontare il resto dove dal 2003 ha portato a casa 3 anelli, il primo da titolare nel 2006 al fianco di Shaquille O’Neal.

Numero 7:
Gary Neal: Era una leggenda al liceo nello stato del Maryland, non riuscì a ripetere la sua carriera liceale al college, seppur con qualche prestazione degna di nota, per questo sparì dai radar NBA. Transitò più di una volta anche dalle nostre parti, a Treviso, dove alternò momenti di onnipotenza cestistica ad altri in cui era letteralmente incontrollabile, infatti venne messo fuori rosa.  Nell’estate del 2010 dopo la Summer League di Las Vegas, aveva già programmato tutto per sue nozze, ma ancora quel diavolo di Popovich, lo convocò per il Training Camp dei San Antonio Spurs, e come al solito ebbe ragione, perché divenne un uomo fondamentale dalla panchina dal 2010 al 2013, sfiorando il titolo, per poi strappare dei buoni contratti successivamente, ora in forza ai Whashington Wizards

Numero 6:
Jimmy Butler: Diciamo che rispetto ai giocatori precedenti, per Butler è diversa la storia. Si sapeva che poteva diventare un grande giocatore, non come lo è diventato ora, cioè una delle più forti guardie-ali dell’NBA, però la sua carriera a Marquette non è stata eccelsa, e infatti i Bulls lo hanno scelto alla numero #30. Ora il suo fisico e il suo atletismo lo hanno reso per davvero un All-star.

Numero 5:
Chris Andersen: “Birdman” Soprannominato così, non ha giocato a basket al Liceo, e solamente dopo un anno di college si rese eleggibile al draft, ma nessuna squadra lo scelse, allora si trasferì in Cina convinto che fuori dall’America potesse costruirsi una carriera. I Denver Nuggets credettero in lui, e lui ripagò la fiducia per ben due volte. Dopo il 2012 si ritirò, nonostante fosse ancora integro sia fisicamente che mentalmente, allora ci pensò Pat Riley a convincerlo a tornare, e anche questa è una bella storia da raccontare, perché poi arrivarono i due anelli consecutivi dei Miami Heat, in cui fu protagonista.

Numero 4
Timofey Mozgov: Peso fondamentale su cui verte l’attacco dei Cleveland Cavaliers, in cui ben figurò anche alle scorse Finals, a questo gigante russo, nessuno dava due lire, ne in Russia e soprattutto in America. Ora si è invece costruito una buona carriera NBA, in cui si è espresso anche ai massimi livelli. Chi l’avrebbe mai pensato?

Numero 3
Wesley Matthews:
In questo momento è uno dei migliori tiratori da tre punti dell’intera lega, ma prima di arrivare a firmare un contratto da 32,5 milioni dollari con i Portland Trail Blazers, è andato “Undrafted” nel 2009. Solo grazie alla partecipazione  alla Summer League di Las Vegas con gli Utah Jazz, gli è valso l’ingresso nell’NBA, non sprecando la chance, senza poi più guardarsi indietro.

Numero 2
Jeremy Lin:
Ottimo studente, un po’ meno come giocatore, il Taiwanese uscito da Harvard, è il classico giocatore che ha saputo sfruttare a pieno le chance che la fortuna gli ha concesso. Non venendo scelto da nessuna squadra NBA, è stato messo sotto contratto dai Golden State Warriors, in cui trovò pochissimo spazio. Sbarcato un paio di anni dopo nella grande mela, sfruttò una serie di infortuni di giocatori nel ruolo di Playmaking, segnando per 5 partite consecutive più di 20 punti a partita (addirittura 38 contro i Los Angeles Lakers), da li venne coniato il termine “Linsanity” e prese slancio la sua carriera NBA.

Numero 1
Hassan Whiteside: Dopo aver ricevuto borse di studio da College importanti, lui scelse Marshall, e dopo un primo anno da dominatore assoluto degli spazi aereii si rese eleggibile al draft del 2010. I Sacramento Kings lo scelsero alla numero #33, ma lui per 4 anni giocò solo in D-League, avendo numerosi problemi fisici, soprattutto ai tendini. Venne messo sotto contratto dai Grizzlies, ma lo tagliarono per ben due volte, infine gli hanno dato fiducia i Miami Heat il 24 Novembre del 2014, e lui diventò letteralmente una macchina da tripla doppia, diventando ad ora uno dei centri più forti della NBA. Quando si dice: inversione di tendenza

Nico P

Nico P

Appassionato di ogni tipo di sport, con il basket a svettare nella sua classifica, tifo Lakers e Broncos con la preferenza sempre verso la squadra più debole.

Nickname: Nico P